Servizi Giornalistici
- Ernesta Adele Marando
- Servizi giornalistici
I malati da Alzheimer sono malati da rispettare. Da curare.
Non un bersaglio dei giudici per colpire Berlusconi

Non un bersaglio dei giudici per colpire Berlusconi

Silvio Berlusconi può piacere o non piacere. Tanti i punti di vista e le personalità delle genti. In linea di massima pare che ai suoi avversari politici non solo non sia piaciuto ma lo odiano con una ferocia che si riscontrava al Colosseo al tempo dei romani quando venivano gettati in pasto ai leoni i cristiani. E ai tempi moderni, come quando si bruciano le chiese e si ammazzano i fedeli in paesi dove vige l’intolleranza religiosa.
- Falco Verde
- Servizi giornalistici
Prima della fine del secolo scorso il Papa Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per il dolore provocato nei secoli passati ai Cittadini finiti nelle mani dell’Inquisizione e sottoposti a ogni sorta di angherie, talvolta fino alla morte più atroce sul rogo.

Nel decennio successivo l’ITAGLIA è entrata nel secondo millennio dell’era cristiana e s’è avviata verso il 150° anniversario della costituzione in regno con l’annessione al PIEMONTE del REGNO DELLE DUE SICILIE nel Marzo 1861. Quell’annessione fu votata da un parlamento torinese ma era stata decisa e finanziata dalla mafia finanziaria britannica per eliminare la Nazione Napoletana e la sua presenza di potenza marittima nel Mediterraneo. Si spacciò per unificazione dei popoli itagliani il risultato di un’aggressione criminale della mafia piemontese allo stato più antico e civile della Penisola. Ne furono rapinati i tesori per pagare i debiti contratti con inglesi e francesi.

Nel decennio successivo l’ITAGLIA è entrata nel secondo millennio dell’era cristiana e s’è avviata verso il 150° anniversario della costituzione in regno con l’annessione al PIEMONTE del REGNO DELLE DUE SICILIE nel Marzo 1861. Quell’annessione fu votata da un parlamento torinese ma era stata decisa e finanziata dalla mafia finanziaria britannica per eliminare la Nazione Napoletana e la sua presenza di potenza marittima nel Mediterraneo. Si spacciò per unificazione dei popoli itagliani il risultato di un’aggressione criminale della mafia piemontese allo stato più antico e civile della Penisola. Ne furono rapinati i tesori per pagare i debiti contratti con inglesi e francesi.
Nel 2006 fu eletto presidente della Repubblica l’allora quasi ottantenne parlamentare comunista napoletano Giorgio NAPOLITANO. La sezione itagliana della mafia finanziaria internazionale aveva imposto la sua nomina per due ragioni.
- Gianpaolo Iacobini
- Servizi giornalistici
Riportiamo integralmente un articolo pubblicato su "Il Giornale.it" a firma di Gianpaolo Iacobini il 19 Novembre 2013. J'Accuse... !
" Liberato Francesco Cangemi, arrestato dai giudici di Catania C'era un'istanza contro le manette ma il tribunale l'ha ignorata "
Ha la voce e l'entusiasmo di un ragazzino, Francesco Gangemi (nella foto).
E come un ragazzino s'è stretto alla sua Marisa, al figlio Maurizio e all'avvocato Giuseppe Lupis («un fratello per me», confessa), che lo ha tirato fuori dall'inferno.
Ride, quasi balla sui suoi 79 anni, che non sono affatto un peso nel giorno in cui il giornalista calabrese festeggia il ritorno alla vita. Lo avevano arrestato il 7 ottobre, incuranti della sua età e del cancro che lo tormenta insieme al cuore che batte pazzo, perché sul suo capo pendevano diverse sentenze per diffamazione tutte passate in giudicato e perciò da scontare in cella, secondo la Procura generale di Catania, che aveva giustificato l'adozione del provvedimento restrittivo con la mancata presentazione di un'istanza per la concessione di misure alternative.
Ma non era così: una richiesta in tal senso era stata già depositata, e pure da tempo, davanti ai giudici di Catanzaro.
- Jeaccuse
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Pubblichiamo un articolo in cui siamo inciampati girando in rete stanotte. Pubblicato da "IL TEMPO.it" a firma Luca Rocca. Eccolo riportato integralmente e con il link di riferimento per visualizzarlo direttamente dalla fonte.
" COSA NOSTRA - Il fratello del pm antimafia al ricevimento del boss
VINCENZO MOLLACE - INFORMATIVA CARABINIERI
Nozze, clan e parenti stretti dei pm antimafia. Ad essere immortalato mentre partecipa al ricevimento della nipote paterna del boss Antonio Pelle, alias Gambazza, e del nipote del boss Antonio Nirta, detto «il terribile», è Vincenzo Mollace, fratello «scomodo» del magistrato antimafia Francesco Mollace, di recente trasferito dalla procura di Reggio Calabria a Roma.
Nozze, clan e parenti stretti dei pm antimafia. Ad essere immortalato mentre partecipa al ricevimento della nipote paterna del boss Antonio Pelle, alias Gambazza, e del nipote del boss Antonio Nirta, detto «il terribile», è Vincenzo Mollace, fratello «scomodo» del magistrato antimafia Francesco Mollace, di recente trasferito dalla procura di Reggio Calabria a Roma.
- Ernesta Adele Marando
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Cari amici vicini e lontani, avrete seguito in questo fine anno quanto RadioCivetta ha scritto sulle denunce del Sindaco di Ferruzzano che si è sentita colpita nell’onore da presunti scritti ( ancora non ci è dato sapere quali e quando esattamente) della sottoscritta, dell’avvocato Alberto Mario Moio, e del laurendo in ingegneria Domenico Spanò. Noi tre accomunati dal borgo di nascita, lo sventurato paese di Ferruzzano esattamente, e viventi e lavoranti a Roma. Non avendo ad oggi ricevuto alcuna risposta alle mie due richieste di chiarimenti sulle delibere del 2 e 20 dicembre 2013 e sulla determina del 23 dicembre sempre ovvio 2013, ha ritenuto di affidare ai Servizi Amministrativi del Comune la tutela dell’onore e della reputazione, propri, degli amministratori e degli elettori di Ferruzzano con indicazione di dove avesse rinvenuto l’aggressione stessa, ho provveduto a presentare ricorso straordinario al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per l’annullamento di quelle delibere che ho verificato come prodotte da maldestri ortopedici di tesi sciancate.


