Copertina libro Danni esistenziali e collaterali

La verità ha un prezzo. E chi la cerca, spesso lo paga con la solitudine, la persecuzione, il silenzio. Questa è la Trilogia della verità e della resistenza. Una trilogia vera. Senza fiction. Scritta da chi ha avuto il coraggio di non tacere. Dopo Il potere non vuole testimoni e Scacco Matto, Ernesta Adele Marando chiude con Danni esistenziali e collaterali un trittico narrativo e civile che scuote, denuncia e accusa.

Sì, questo libro è un atto d’accusa. Diretto, documentato, necessario.

Un’accusa verso un sistema che schiaccia chi osa disturbare l’ordine prestabilito. Un’accusa in nome proprio e in nome di tutti coloro che, come l’autrice, si sono visti togliere tutto: reputazione, serenità, reddito, salute – solo per aver alzato la testa. Giornalista, medico, testimone scomoda di una verità che in molti avrebbero preferito occultare, Marando racconta la persecuzione trasversale di cui è stata oggetto: dai procedimenti penali alla macchina del fango mediatica, dalle richieste indebite dell’Ordine dei Medici alle sanzioni simboliche che mirano a distruggere chi non si inginocchia.

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Il tutto senza che le sia mai stato contestato un solo atto medico sbagliato, senza una macchia sulla sua lunga carriera. Con una scrittura asciutta e potente, l’autrice ricostruisce i giochi truccati del potere, le connivenze tra istituzioni, il meccanismo infame delle querele bavaglio, delle condanne costruite, delle punizioni esemplari. Danni esistenziali e collaterali è anche una testimonianza, un diario di resistenza. Ma prima di tutto è un’accusa frontale, fondata e inequivocabile.

Non troverete in queste pagine lamento o vittimismo: troverete lotta, dignità, verità. Troverete il coraggio di chi continua a lavorare, curare, scrivere, vivere, nonostante tutto. Perché Ernesta Adele Marando si definisce una samurai. E lo è, nel senso più nobile e solitario del termine: una donna che combatte per l’onore, non per la vendetta. Per la giustizia, non per l’impunità.

Questa trilogia non lascia scampo. È una lama lucida contro l’opacità del potere. È una denuncia pubblica. È un esempio per chi non ha ancora trovato la forza di parlare. È una memoria che non si piega. Un libro duro, vivo, vero. Un atto d’accusa che fa tremare. Un atto d’amore per la verità.