Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
Fino a quando la gestione della Giustizia in Italia sarà in mano a giustizialisti che, come boia tracimano le vite dei Cittadini incriminandoli e condannandoli senza le prove provate della loro colpevolezza?

GIUSTIZIA KILLERE’ la domanda posta da quanto accaduto ieri, al termine della requisitoria dei pp.mm. di udienza a conclusione della fase istruttoria svolta nelle del Tribunale di Lecce. Quel Tribunale, per quanto territorialmente incompetente a giudicare il Dr. Michele Nardi, ha visto sfilare e ha raccolto le prove di come una persona onesta è stata vittima di una impostazione investigativa accusatoria in cui l’accusa è stata, come sempre, sovrana nel proporre condanne assurde al Tribunale. Quando lo stesso Tribunale avrebbe e dovrebbe emettere una sentenza di assoluzione immediata come prescrive l’art. 219 C.p.p.. La norma prevede l’“obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità - In ogni stato e grado del processo il giudice, il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l’imputato non l’ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato… lo dichiara di ufficio con sentenza.”.
 
Il Dr. Nardi non ha accettato abbreviazioni di rito per la “celebrazione” del “suo” processo e ha subito quasi due anni di carcerazione preventiva, in condizioni anche disumane per fare svolgere l’istruttoria dibattimentale. Dinanzi al Tribunale l’accusa s’è rivelata frutto dell’acritica adesione a interessate calunnie di due sicuri colpevoli, per ammissione degli stessi: SAVASTA e D’INTRONO. Si è avuta conferma dell’inadeguatezza degli investigatori nel valutare quelle calunnie quando hanno investito dei sicuri innocenti e il Dr. NARDI.
PM LICCI PRONTERAIeri due p.m. hanno dimostrato un’assoluta inadeguatezza nel trarre le conclusioni delle prove di innocenza acquisite nell’istruttoria dibattimentale. E hanno richiesto condanne per decine di anni e sanzioni per milioni di euro a Cittadini in un processo che avrebbero avuto il dovere di chiudere immediatamente nel rispetto dell’art. 358 del C.p.p. che gli imponeva e gli impone di svolgere “…accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”.
Eppure il fallimento dell’accusa era stata definitivamente riassunta da ultimo il 6 novembre ultimo scorso punto per punto dal Dr. Michele Nardi con i richiami puntuali a tutte le false acquisizioni accusatorie. Ciò ha definitivamente rivelato come l'accusa avesse portato a processo degli innocenti. L'accusa aveva così ricavato la possibilità di emendarsi chiedendo finalmente l’assoluzione nel ruolo agli stessi assegnato. Dalla Legge e non dalle calunnie di rei confessi.
Il Dr. Michele Nardi, nell’udienza del 6 Novembre scorso ha parlato per ore, ha documentato prova su prova la sua estraneità ai fatti che lo vedono imputato con richiesta ieri a quasi vent’anni di carcere e milioni di euro da risarcire. A monte di accuse costruite a tavolino dall’”imprenditore” Flavio D’Introno che usurava perfino il proprio padre e i propri fratelli. In carcere per usura e altri gravi reati. Un soggetto “pentito” utile a qualcuno, assolutamente inattendibile perché alcolizzato in cura al SERT, perché affetto da turbe di personalità da configurarsi tra le psicopatie gravi.
Ebbene, ci aspettiamo che il Tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Baffa, riporti in aula il 16 novembre prossimo quella giustizia che è stata massacrata in questi due anni di processi e che ieri l’accusa ha tentato ancora di consegnare al boia. Ci aspettiamo che con serenità di giudizio proclami l’estraneità del Dr. Michele Nardi ai fatti contestati, per smentire i quali ha evidenziato l’esistenza, fin dal primo momento, di prove documentali inconfutabili che proclamano la sua innocenza. Questo ci aspettiamo.

palamara lucaCerto, siamo abituati ormai ai processi truccati, all’insabbiamento, alle cariche politiche dei giudici politicizzati, il caso Palamara ne è una tragica prova, dove nessuno ha pagato. Luca Palamara, è rimasto, a ballo improvvisamente interrotto, con la “scopa” in mano ma non un anno di carcere è stato chiesto per lui, e non lo chiediamo certo noi. I suoi sodali sono rimasti nell’ombra a continuare i giochi sporchi. Per il Dr. Miche Nardi sono stati chiesti vent’anni di galera e il lastrico per la sua famiglia. Perché è stato un Giudice scomodo per chi doveva rispondere di crimini documentati. Colpevoli, eliminato il Dr. Nardi, liberi di pascolare ancora con i complici. L’Italia è stata già condannata più volte dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo per processi creati da accuse sciancate contro innocenti. Ancora troppo poco evidentemente.

Ernesta Adele marando 12.11.2020

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