Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
La morte di Elena la bambina dimenticata in macchina
rai-1unomattina-maggio-jpegSul canale televisivo Rai 1 nella trasmissione Unomattina alle ore 9,10 di ieri 23 maggio 2011, è andato in onda in diretta il servizio sulla tragica morte della piccola Elena. La bambina di 22 mesi deceduta dopo essere stata dimenticata, dal padre, in macchina per 5 ore.

Ospiti in studio: Luigi Di Majo, avvocato, Ernesta Adele Marando, neonatologo, Michele Rispoli Ispettore Capo della Polizia di stato. In collegamento video/audio da Torino Alessandro Meluzzi Psichiatra. In collegamento da Teramo Lorenzo Colantonio Vececaporedattore “Il Centro”. Conduttori Eleonora Daniele e Michele Cucuzza
Il fatto: Mercoledi scorso, 18 maggio, un papà, professore di chirurgia della facoltà di veterinaria all’Università di Teramo doveva accompagnare la figlia di 22 mesi all’asilo nido prima di recarsi all’università. La moglie è incinta all’8° mese di gravidanza e lui, per proteggerla, per non farla affaticare, si è sobbarcato delle varie incombenze familiari continuando a svolgere il suo impegnativo lavoro.

Quella mattina, alle 8, anzicchè fermarsi e lasciare la figlia all’asilo ha continuato nel suo percorso fino all’Università. Ha parcheggiato nel piazzale è sceso dalla macchina l'ha chiusa. Ma dentro c'èra la piccola figlia legata al seggiolino di sicurezza. Era convinto, ha detto poi,  di avere lasciato la bambina all'asilo nido. Alle 13 un lampo: si ricorda della figlia. Corre verso la macchina e trova Elena priva di sensi. Si attivano i soccorsi. La bimba è trasportata in ospedale dove sembra in un primo momento non correre pericolo di vita. La Tac  viene detto essere normale. Ma il giorno dopo le condizioni precipitano. Poi una nuova ondata di speranza ma domenica notte, alle 23, muore.

Un mistero. Quest’uomo ha avuto in “sequestro” una parte della sua memoria per 5 lunghe ore. Quali erano le condizioni psicofisiche di questo professore? A detta di tutti, e in particolare dalla moglie in lacrime solidale con lui, è un uomo amato ed equilibrato. Un professionista serio. Un bravo papà amato da Elena  e un attento e amorevole marito.  Viene da pensare che le sue condizioni psicofisiche fossero oltre il limite di uno stabile equilibrio. Che fosse soggetto ad uno stress altissimo. Perché? Dobbiamo chiedercelo tutti. Cosa si fa per le famiglie di serio per aiutarle?  Cosa si fa in concreto per le politiche della famiglia? Non dobbiamo essere fuorviati dal fatto che il professore appartenendo alla media-alta borghesia non abbia bisogno la sua famiglia di aiuti. E lui stesso. Il suo atto mancato ci dimostra che ha bisogno di cure.

L’Italia da decenni ormai è a crescita zero. E’ un’Italia abitata da vecchi. I giovani  italiani già di oggi  e molto di più quelli di domani saranno i figli dei cinesi, dei filippini, indiani, africani ma non figli di italiani. Può essere una buona cosa ma ci piacerebbe che la nostra etnia continuasse. Perché gli italiani non fanno più figli? Perché non ci si attiva veramente con servizi sociali più efficienti ed adeguati a sostenere chi ha il coraggio di fare figli? Senza costringerli a fare i salti mortali tra supermercati, asili nido, e il lavoro necessario per sopravvivere in questa Italia che sta annegando. Il professore di Teramo  è una vittima di questo sistema impazzito. E’ un uomo da curare non da punire. Come è da sostenere sua moglie. E un momento difficilissimo sarà quando tra due mesi nascerà la bambina che porta ingrembo. Che dovrà portare addosso il fantasma della sorella. Un peso insostenibile. Aiutiamo questa famiglia.
Ernesta Adele Marando





















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