Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
saluto comunistasaluto-romano-g-finiL’unione tra l’On. Fini ed il Popolo della Libertà si è dissolta, non da oggi ma già da molto tempo. L’On. Fini pare che sia rimasto nel partito ma come separato in casa. Forse nemmeno Lui sa quello che deve fare. Restare o andarsene?
I giornali preferiscono parlare delle proprietà immobiliare di AN, avute in dono da persone generose, successivamente vendute  dall’On. Fini, allora capo del partito, a Società non ben identificate e che attualmente forniscono delle giustificazioni contrastanti.
Tuttavia sono fatti che ci interessano poco e dei quali non siamo correttamente informati per cui non entriamo in merito alla faccenda.
Invece vogliamo porre in evidenza il fatto (o la causa) che ha determinato la separazione: il principale motivo addotto dall’On. Fini e da alcuni seguaci è quello della moralità.

La morale è la loro bandiera ma per poterne parlare dovrebbero mostrare innanzi tutto la loro lealtà e la trasparenza, ma nei loro comportamenti non ne appare nemmeno l’ombra, per un verso o per l’altro nessuno di  loro può scagliare la prima pietra.
Inoltre sono intollerabili i richiami morali provenienti sia da quella rivista cattocomunista ossia “Famiglia Cristiana” che allontana i cristiani con i suoi articoli anzichè richiamarli a raccolta, sia quelli del Cardinale Bagnasco alle prese con il problema serio e complesso della pedofilia, il cui aspetto morale compete alla chiesa molto di più delle vicende politiche.
Quindi diciamo: basta con questi falsi moralismi!  

L’On. Fini, con l’emblema della moralità avrebbe voluto scalzare Berlusconi e prendere il suo posto. Non si è accontentato di aver assunto in passato la carica di Ministro degli Esteri che lo ha portato alla ribalta internazionale nè si è accontentato di essere nominato Presidente della Camera,  avrebbe desiderato essere all’apice e dominare incontrastato il Popolo della Libertà e tutto l’apparato politico Italiano. Insomma gli sarebbe piaciuto essere il “maximo”.
Invece si ridurrà, per colpa della Sua vanità incontrollata, ad essere un soggetto di seconda fascia, con un seguito di fedeli esiguo e subirà la stessa sorte dei Bertinotti e di tutti i comunisti Italiani, ovvero fuori dal Parlamento.

I Suoi così detti “Colonnelli” non l’hanno seguito perché è mancata la fiducia verso la Sua persona a causa le Sue mutevoli idee. Hanno ragione da vendere. Prima ha cancellato dalla storia il Movimento Sociale Italiano, tradendo gli ideali del Suo Maestro On. Almirante e dei sostenitori fondando il partito di Alleanza Nazionale con il presupposto di essere al passo con i tempi. Successivamente, sempre illudendo le persone che l’hanno seguito, ha sciolto il partito per convergere su nuove basi di modernità politica.
Ha dimenticato, però, che gli aderenti al Popolo della Libertà venivano per la maggior parte da quella formazione politica che si chiamava Forza Italia e che ha fondato il suo successo sulla antipolitica. Cosa contraria alle ideologie dell’On. Fini. 
Adesso che ha posto le basi per questo Suo movimento, con l’adesione di non più di trenta deputati, presumibilmente si sgancerà dal Popolo delle Libertà che l’ha eletto, non potrà fare altro che unirsi alla sinistra.

L’On. Casini non lo vuole, l’On. Rutelli ne diffida, l’On. Di Pietro lo rigetta, l’unico che lo accoglierebbe sarebbe l’On. Bersani, il quale raccoglie tutti pur di tentare di far fuori l’odiato nemico Berlusconi.

compagno-finiQuesto ci stimola una fantasia. Immaginate un comizio elettorale della sinistra: l’On. Bersani saluta la folla con il braccio sinistro alzato e pugno chiuso, l’On. Fini con il braccio destro steso verso l’alto e palmo della mano aperto, come il saluto romano.
Ma allora avevano ragione coloro che dicevano che gli estremi si toccano!

Sorridiamo di tutto questo, ma amaramente, perché è comico ma anche tragico. Chi ne sta pagando le spese è il popolo Italiano che è stato tradito. La maggior parte degli Italiani aveva scelto un Governo perché il programma presentato dalla coalizione di centro destra non prometteva la felicità ma offriva garanzie di un buon governo democratico e preziose adeguate riforme. L’On. Fini era in dovere di rispettare gli impegni presi fino al termine della legislatura .

Invece, presi onori e prestigi, accecato dall’avidità del potere sta ostacolando in tutti i modi l’operato del Governo, incurante del danno che arreca agli Italiani, partecipa con zelo al progetto degli oppositori, i quali, anche loro, anziché svolgere una seria e costruttiva opposizione utile per un buon governo, tramano senza sosta pretesti assurdi per colpire Berlusconi.
Tuttavia sebbene l’ossessivo anti-berlusconismo sia indubbiamente deprecabile, il comportamento del molto On. Fini supera ogni limite, non vi sono parole… si rischierebbe di trascendere nell’oscenità.
A questo punto a Berlusconi non resta che una sola via: metterlo alla porta!
Pasquino la voce di Roma  01.09.2010 

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