Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

L’importanza di dire “Grazie”

Devo dire che rimango sempre e comunque male quando vedo, spessissimo ormai, quanti, ricevuto un piacere, un dono o altre gentilezze, non sanno dire “grazie”. Come fosse un atto dovuto nei loro confronti. Un atto che non si riconosce come dono. Scontato. Ma dovuto non è niente. E spesso questo atteggiamento ingrato viene da persone benestanti e ricche che io giudico arroganti e superficiali. Maleducate. Viene anche da quelle persone cosiddette povere per il sol fatto di non possedere barche e ville e in nome del loro “proletariato” pretendono che le cose vengano loro date.

Invece un comportamento grato, gentile, affettuoso lo vedo dai poveri più poveri veramente. Quelli che sanno sulla loro pelle cosa significa scippare un giorno di vita alla vita.

Vedo tanti giovani, ma anche vecchi, arroganti e  pretenziosi Tanti figli che vogliono essere mantenuti a vita a scapito di vecchi genitori lasciati alla deriva. Tanti politici, tanti datori di lavoro, tanti “Capi Dirigenti” di aziende, gente considerata “arrivata” che per il solo fatto di avere un posto di potere tratta i sottoposti con sufficienza e maleducazione. Gente dove la parola “grazie” non sfiora il loro animo né le loro labbra. Questo significa che tutto quello che fai, tutto quello che gli regali cioè le tue attenzioni, il tuo tempo è come fosse un dovere assoluto.

Credo sia bene che queste persone che incamerano tanto in cambio spesso di  niente,  nemmeno di un grazie, debbano imparare il saper vivere e la generosità. E forse impareranno a vivere quando nessuno darà loro quello che si aspettano come sempre. Quando saranno ignorate. Altrimenti è come dare le perle ai porci.

Post scriptum: A proposito dell’uso dei telefoni cellulari.
Trovo intollerabile avere come primo, privilegiato compagno di vita il telefono cellulare. Nelle ore dedicate alla vita privata. Durante il pranzo e la cena. E’ indecente poggiare il cellulare accanto al piatto e appena squilla lanciarsi su di esso ignorando i commensali. Ci sono professioni e mestieri per i quali bisogna essere reperibili. Medici e idraulici. Esempio. In tal caso cellulare in tasca e silenziatore alla suoneria. Punto.


Ancora sell’etica del cellulare.

Totem che guida le nostre vite. E’ buonissima norma rispondere quando ti squilla. Se non puoi, richiami appena possibile. E’terrificante e terribilmente aggressivo il comportamento di chi sente squillare il proprio cellulare, guarda il display, non gli piace l’interlocutore e chiude. Perché non vuole rotture.  In questo caso il proprio numero non si da. Altrimenti si risponde, sempre, e con garbo si dice che al momento non può stare al telefono. Richiamare a tale ora o “richiamerò appena posso”. E si richiama naturalmente. Ma spesso, e da persone cui non te lo aspetteresti, non hai risposta. Ma se quelle stesse persone vengono chiamate “da quelli che contano” si precipitano a rispondere e a leccare come non mai.

Brutti tempi… Spero che si ricominci a comprare libri sul galateo visto che in casa e a scuola le buone regole per vivere non si insegnano più. Rende meglio essere prepotenti e ignoranti che educati. 


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