Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

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La solerzia degli autisti dei Pullman FEDERICO alla fermata di Ferruzzano. E la speranza perduta

Non c’è più speranza! La speranza è stata sepolta dalla consapevolezza che in Calabria vige la stupidità e l’arroganza esaltate e legittimate dall’assenza di poteri istituzionali veri. Stato e magistratura. E sanità. Capisco anche se non condivido quando la “Gente”, esasperata dal persistere di atti ingiusti e delinquenziali convalidati dal menefreghismo di giudici che dovrebbero intervenire per ristabilire l’ordine delle cose, prende fionde lupare e quantaltro  ed esegue la “giustizia fai da te”. Istigati dall’assenza dell’applicazione della Legge.

La “Gente” ad un certo punto può andare fuori di testa e compiere atti criminali che sono latte e miele in confronto all’omissione dell’applicazione della Legge da parte di chi ne ha il dovere e per questo percepisce stipendi di platino e privilegi da imperatore. I giudici diventano stelle del firmamento e vanno a finire anche all’Europarlamento ma in concreto per quel popolo bue reo solo di essere mansueto e per bene nulla ha fatto e fa. Di questo popolo non ha paura.

 

Veniamo ora all’oggetto del titolo e vi racconto l’episodio che mi ha portato a scrivere questo articolo. Questa comunicazione.

Stamattina alle ore 05,15 il pullman della Linea FEDERICO che da Bova Marina arriva a Roma, si è fermato alla “fermata” vicino la fontanella al bivio di Ferruzzano Marina, statale106. Pare che questa non sia una “fermata” ufficiale, ma avendo visto un gruppo di persone in attesa con dei bagagli, come di consueto gli autisti hanno messo in sosta il pullman. E’ sceso un impiegato per chiedere chi dovesse salire e se fosse prenotato. Chi doveva salire per andare a Roma era un distinto e magrissimo signore di 81 anni, vigile e orientato nel tempo e nello spazio. Cioè capace di gestirsi. Ma affetto da una patologia che lo porterà domani alle 8 in camera operatoria. Alla fermata era accompagnato da moglie e figlia. A Roma sarebbero andati a prenderlo all’arrivo gli altri figli che a Roma vivono. Cioè io e mio fratello. Il distinto signore è appunto Romolo Marando, mio padre. Domani alle ore 8 dovrà essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Verrà a Roma perché non ci fidiamo della Sanità calabrese. Non dei medici. Ma delle strutture. E di chi le dirige e amministra. Punto.

Mio padre doveva salire oggi, domenica, in macchina con mia sorella, ma per seri e improrogabili motivi insorti all’ultimo momento ieri sera, non è stato possibile partire. Mio padre ha la fobia dell’aereo. Perciò ha pensato al pullman. Trattasi di emergenza.

Pertanto, al solerte autista che era sceso dal pullman per accogliere i passeggeri alla fermata e che chiedeva della prenotazione l’anziano signore, mio padre, risponde che non ha fatto in tempo a fare la prenotazione e spiega i motive e il perché del viaggio. E’ una situazione d’emergenza , domani dovrà essere operato. Nulla da fare! Intercede mia madre, mia sorella. Dicono che starà in piedi. Nulla da fare! I posti sono 55 e nulla più. Si chiede di utilizzare uno dei due posti disponibili per le emergenze, quelli accanto all’autista. Nisba. La Legge è Legge! Il tizio risale sul pullman, si chiudono le porte e si lasciano a terra il questuante passeggero, la moglie e la figlia. Che, dopo alcuni minuti di sbigottimento, hanno preso la macchina e si sono diretti a Reggio Calabria per trovare un treno! E se non avessero avuto la macchina? Sul pullman il professore Marando sarebbe stato più protetto, viaggiando solo con un gruppo di persone. Si sarebbe potuto fermare nelle aree di servizio per ristorarsi. Sul treno sicuramente sarà alla mercè di chi sa che cosa.. I treni che vengono dal Sud talvolta sono sporchi, infestati di microbi e insetti. Sono spesso in perenne ritardo e mio padre è diabetico.

Vorrei chiedere al proprietario dei pullman, suppongo il signor FEDERICO se non ci sono sui suoi potenti mezzi posti riservati per anziani o per disabili. E se questi posti ci sono, vorrei sapere se nel viaggio di stamattina, domenica 6 settembre, fossero stati tutti occupati. Vorrei ancora chiedere al signor FEDERICO se il numero dei viaggiatori sia sempre stato esattamente uguale al numero dei posti e se mai vi siano stati passeggeri in sopranumero, magari uno solo. Se mai nessuno, per emergenza, sia stato fatto salire e magari abbia viaggiato anche in piedi. Quanti autisti vi erano oggi a bordo del potente torpedone e se i posti riservati a loro fossero già stati occupati.

Oggi a Ferruzzano i conducenti, o chi per loro, dei pullman della LINEA FEDERICO hanno dato una lezione di rispetto delle regole. Complimenti. Mi chiedo: e se al posto del mite e rispettabilissimo delle regole etiche professore Romolo Marando ci fosse stato un magistrato ( questo veramente è impossibile perché o ha la scorta o potenti mezzi con lacchè) o un mammasantissima o un politico, che potrebbe fare lo stesso, lo avrebbero lo stesso lasciato a piedi? Personaggi questi che magari non chiedevano di partire per andare ad essere messi sotto i ferri in una camera operatoria, ma chiedevano il passaggio per andare a  fare un giro a Tor di Quinto, noto quartiere della Capitale, caratterizzato da tanti falò a luci rosse. Io credo che li avrebbero fatti salire e con inchino. Fate una riflessione se potete. Ma potete? Una società si considera civile quando c’è il rispetto dei bambini, dei vecchi, della malattia. Il rispetto dei deboli. Ma noi non viviamo in una società civile. C’è l’esaltazione del potere, della forza bruta, del denaro. In qualunque modo si procacci. Chi è molto ricco è difficile che sia proprio molto onesto. E il dio di molti è solo la ricchezza. Non certo spirituale.

Roma 06 settembre 2009        Ernesta Adele Marando medico e giornalista


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