Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
curcio_salvatore_insertAll’interno stralci dell’interrogatorio di Curcio Salvatore reso all’inquirente della Procura di Salerno dove è stato indagato per reati ditipo penale. L’interrogatorio in forma integrale si può scaricare cliccando QUI o andando su “cerca”e digitando “ interrogatorio curcio”. 


culturaCaro  amico mio, bisogna portare per il mondo e passarsi la fiaccola della luce. Per illuminare le cose nascoste  per la conoscenza della Verità. Da che mondo è mondo la  cultura e l’informazione sono osteggiate perché danno potere. Il potere della conoscenza. Il potere di avere la capacità di usare la logica. Il potere di smontare perversi teoremi che non si reggono in piedi nemmeno cementandoli con l’acciaio. Si sciolgono come neve al sole al cospetto della verità che è una e incontrovertibile.

Potremmo sulla verità disquisire da qui all’eternità. Tante sono le speculazioni che su di essa si fanno. Da quelle filosofiche a quelle metafisiche a quelle psicoanalitiche a quelle processuali e così all’infinito. Ma la verità di cui io parlo è quella semplice semplice. Se vuoi, tagliata con l’accetta.  Una cosa o c’è o non c’è. E se c’è tante possono essere le spiegazioni. E se non c’è lo stesso. Se uno ha compiuto un misfatto, lo ha compiuto. Se non lo ha compiuto, non lo ha compiuto. Poi avvocati, giudici, compari, amici, amici degli amici cercano di risolvere le questioni. Ma la verità è una. Sei colpevole o innocente? Lavoriamo per la ricerca della verità e della giustizia.  Un  lavoro certosino che spesso ci porta all’isolamento. E spesso la Verità fa male a molti che vivono nel buio e fanno affari. E i riflettori del tuo giornale, come dei miei, Radiocivetta e J’accuse on line e Stampa,  molti vorrebbero fossero spenti. E cercano di delegittimarli dicendo che si scrive spazzatura.  Per negare così le verità che riveliamo. Ma molti non la pensano così.

giuseppelupis-insertmollace francesco pm rdVorrei dirTi che da alcune settimane al Tribunale di Catanzaro si sta svolgendo una mattanza aggravata e continuata sull’Avvocato Giuseppe Lupis. Imputato per illecito porto di pistola e calunnia a magistrato.  Il presunto calunniato il campione di coraggio dr. Francesco Mollace. A cui va la mia ammirazione per come ha condotto le operazioni contro l’Avvocato Giuseppe Lupis. Per toglierlo dai piedi essendo costui “l’avvocato” uomo pericoloso. Effettivamente l’Avvocato Lupis è   pericoloso per chi mistifica le carte,  perché svela gli intrighi. Ha pestato i piedi ad alcuni giudici di Catanzaro. Ha denunciato nel 2000 con la sua assistita Enrichetta Lucifero il vergine magistrato Salvatore Curcio e soci. Per una storia di procedimenti fallimentari e un attico sottratto “con regolare asta” intestandolo a se stesso e alla di lui consorte.  Molta di questa storia  è pubblicata sui miei giornali on line www.jeaccuse.eu  e su www.radiocivetta.eu  dove si potrà scaricara    anche la versione integrale dell’interrogatorio del  Dr. CURCIO di cui qui do un assaggio.
In premessa: Se l’Avvocato  avesse commesso un reato a Reggio Calabria sarebbe stato condotto a processo a Catanzaro. Sede di competenza per la provincia di Reggio. Alla procura di Catanzaro dove opera il magistrato Curcio. E il nostro Avvocato Lupis ha portato su un piatto d’argento la sua stimabile persona proprio alla procura di Catanzaro per farsi processare più e più volte. E come? Ecco la trama del giallo:
Un bel pomeriggio di domenica dell’ l’11 gennaio 2004, il nostro generoso avvocato Lupis si stava per imbarcare su un aereo per Milano dove doveva partecipare ad un processo come difensore, naturalmente, essendo questa la sua professione, ma… viene arrestato. L’aereo parte, con forte ritardo per controlli, ma senza di Lui. Nella sua sacca di tela a mano, chiusa da una zip, deposta sul nastro rotante per i regolamentari controlli aeroportuali,
viene rilevata una pistolina. Si urla “paura nei cieli”.  Prendono l’ignaro portatore. A nulla  vale la difesa dell’avvocato che  asserisce  che nulla sa di quella pistola. L’avvocato “vola” da cinquantanni e conosce le regole sulla sicurezza.
O la pistola  è sua e vuole essere arrestato per passare un periodo di vacanza nelle patrie galere senza l’onere delle bollette della luce, del telefono, del gas del lavoro al computer. Insomma per riposarsi a spese dello Stato. Perché sapeva naturalmente che sarebbe stato fermato all’inevitabile allarme del metal detector al passaggio dell’arma.
O qualcuno la pistola gliel’ha infilata nella sacca lasciata incustodita per comprare i giornali all’aeroporto in attesa di partire. Come sua abitudine. E un borseggiatore esperto si ingaggia con meno di cento euro. O non si paga affatto. Ci sono tanti modi per sdebitarsi. Anche la promessa di sconti vari. Anche per una canzone cantata.
Sia come sia, ecco che il nostro Avvocato viene arrestato dal solertissimo Giudice Dr. Francesco Mollace che non ringrazieremo mai abbastanza per avere tolto di mezzo un pericoloso pistolero. Lo ha processato per direttissima dopo i due giorni di regolare detenzione nelle residenze custodite dello Stato e dopo il processo gli ha inflitto una quindicina di giorni agli arresti domiciliari.  A che si redimesse.  A gennaio in Calabria non è che si vada a prendere il sole  sul balcone. Chiuso in casa a riflettere e rieducarsi. A nulla sono valse le richieste di giustizia dell’Avvocato Lupis. La pistola non è mia. Non l’ho mai vista. Controllate le registrazioni delle videocamere dell’aeroporto. Controllate le impronte digitali per vedere se sono le mie o di chi. Risposta: impossibile fare controlli. Quel giorno, l’11 gennaio 2004, le videocamere di sorveglianza dell’aeroporto erano rotte. Le impronte non è possibile rilevarle. Sono
state inquinate perché la pistola è stata estratta a mani nude dal milite di vigilanza. Un dio dell’efficienza. Ebbene l’avvocato, durante la detenzione, tra domenica e martedì 13 gennaio, prima di essere processato per direttissima sempre dal solerte e valentissimo Dr. Francesco Mollace, ha scritto una lettera al Procuratore Capo di Reggio Calabria  di allora, Dr. Catanese.  Si è rivolto ad un magistrato. Al giudice Catanese.  Non ha
scritto a Totò Riina o a Provenzano. ( Forse avrebbe rischiato di meno se avesse scritto a questi due personaggi ora rinchiusi in carcere di massima sicurezza). Perché quella lettera gli è costata un mandato di cattura, due mesi di carcere e un altro di arresti domiciliari. Reato contestato: Calunnia Art. 368 cp. A magistrato. Alias Francesco Mollace.  L’Avvocato Lupis un valentissimo e coltissimo professionista, idealista e credente ad alcuni rappresentanti della Legge ha scritto questa  lettera al Catanese di esposizione delle sue ragioni  e  sull’operato dell’illuminatissimo Dr.Francesco Mollace e una richiesta di giustizia. Perché stava subendo un’ingiustizia. Ebbene, per tutta risposta gli è stato spiccato mandato di cattura perché nella lettera si sarebbero ravvisati estremi di calunnia al magistratissimo Mollace Francesco. Ma che avrà scritto mai un giurista del calibro dell’Avvocato Lupis per farsi querelare per calunnia? E’ alquanto strano tutto ciò. Giuseppe Lupis non è un conducente  dell’Atac che in genere è digiuno di procedura penale. E’ un riconosciutissimo  e affermatissimo avvocato penalista. Da quarantanni più o meno. Come mai avrebbe scritto qualcosa che lo  avrebbe portato al gabbio? Mistero! Eppure caro Francesco, si è riusciti a trovare nelle pieghe di questa sua missiva  presunti estremi di frasi calunniose verso il coraggiosissimo e valentissimo Dr. Francesco Mollace il quale lo ha denunciato. Reato di calunnia, art. 368 cp. Il tutto nella provincia di Reggio Calabria che è appunto sotto la giurisdizione di Catanzaro. Due mesi di carcere si è fatto il nostro Avvocato Giuseppe Lupis. E dove per questo reato è condotto per essere processato? A Catanzaro. Dove  operano Curcio p.m.  e soci. Ebbene, per cercare di concludere, Ti dico che da anni, e ora serratamente da mesi, si stanno conducendo a Catanzaro dibattimenti su dibattimenti contro l’Avvocato Lupis. Per porto clandestino di pistola.   Per calunnia. Due procedimenti intrecciati che vedono Giuseppe Lupis  imputato. Una torma di testimoni contro, le cui testimonianze sono più calunnie che verità. E’ lui il calunniato! Alle udienze il valentissimo Dr. Francesco Mollace, con scorta e  macchina di servizio  fa la sua bella presenza molto spesso.  Con i suoi testimoni al seguito. Presumibilmente negli intervalli andranno a bere  il caffè e gustare  cannoli alla crema con i  colleghi di Catanzaro al bar della procura.  Forse anche con il collega Curcio. In questo non c’è nulla di male, ci mancherebbe. Ma c’è un particolare.
Il Curcio Salvatore, quel giudice che sarebbe stato denudato durante le perquisizioni effettuate dai magistrati della Procura di Salerno a Catanzaro per il caso De Magistris, si è definito parte offesa dall’avvocato Giuseppe Lupis. Per una  presunta minaccia di morte a lui da parte dell’avvocato Lupis e della contessa Lucifero il giorno dello sfratto forzato della Lucifero. Il 22 di settembre 2000.
Una postilla. Il giorno dello sfratto e della presunta minaccia di morte, il Curcio non c’era. Aveva inviato al suo posto la collega avvocato Pisano.

Amica d’infanzia. E allora come avrebbe potuto essere stato oggetto di minacce di morte sul luogo dello sfratto? Dice, sempre nell’interrogatorio, che sarebbe stato minacciato con la pistola che teneva in mano la contessa che non voleva essere buttata fuori da casa sua. E l’avvocato le reggeva la mano? In due impugnavano una pistola contro uno che non c’è? Questa è proprio fantascienza. Siamo nell’horror. Steven Spielberg sarebbe dovuto
andare alla scuola di sceneggiatura della magistratura. Il suo “Squalo” sarebbe stato ancora più squalo. La pistola che avrebbe ucciso “l’uomo che non c’è” era una pistola giocattolo! Si potrebbe fare un film:” L’uomo che sognava di morire per mano del Grande Avvocato Lupis E così sarebbe diventato famoso. Almeno da morto”.  Ma si da il caso che l’Avvocato Lupis sia un pacifico. Aborrisce le armi e i modi violenti. Usa il Codice. E non se lo fila nemmeno. Lo denuncia solo. Con distacco e professionalità. E Salvatore si arrabbia.
L’appartamento, l’attico della signora Lucifero per la precisione,  doveva essere liberato da persone e cose e consegnato al chiarissimo Dr. Curcio Salvatore  che l’aveva comprato ad un’asta favolosa insieme alla di lui moglie ad un prezzo fantastico! Attico il cui valore era stato periziato una prima volta da un ingegnere CTU del tribunale. La perizia pare difettasse di un qualche dettaglio e anziché chiederne un’integrazione o chiarimenti  al perito, che si fa?  Si è provveduto a farne una seconda a mano di un tale geometra che pare in perizia e competenza abbia addirittura superato la professionalità dell’ingegnere abbassando il valore che questi aveva dato all’appartamento, oltre  quattrocento milioni all’epoca. Il geometra fantastico ha valutato l’attico a poco più di duecentomilioni.

Praticamente la metà. Certo il geometra sarà stato un genio di studente della scuola tecnica tanto da superare in maestria  la perizia di un ingegnere laureato. Lo sappiamo. L’Università è proprio scaduta. Vuoi mettere una buona scuola per geometri con cinque anni e passa di Laurea in ingegneria? Quella della laurea è una mania. Non serve a nulla.
Per l’acquisto dell’attico all’asta il Curcio pm Salvatore ha inviato  il solito amico  che ha comprato l’attico occultando il nome degli acquirenti.

Curcio Salvatore e consorte amano molto la discrezione.  Sono umili. Ed è una bella cosa.
La contessa Lucifero non c’è stata al gioco delle tre carte ordito dal racket “appalti & fallimenti” e ha dichiarato guerra. Quintali di carte bollate a  Salerno, competente sul territorio di Catanzaro, per denunciare il magistrato Curcio Salvatore e soci dell’affaire “attico con vista”.

L’Avvocato che ha scelto a sua difesa, la contessa Lucifero è anzianotta ma lucida e intelligente, è il principe del Foro Giuseppe Lupis. Il quale ha capito il giochetto delle tre scimmiotte e ha dato inchiostro alla penna.

Ebbene l’avvocato Lupis da allora è nel mirino. E per il dritto e per il rovescio lo hanno condotto nel tritacarne del Tribunale di Catanzaro. Un teorema  psichedelico.
Nell’interrogatorio cui accennavo sopra, svolto a Salerno il 29 gennaio 2004,  il Dr. Curcio depone davanti a magistrato e tra tante dichiarazioni “interessanti” dice:  ”… Io non andai proprio, ( il 22 Settembre 2000 all’esecuzione esecutiva dello sfratto ndr. ) successe quel patatrac della pistola, che a distanza di anni, perché io dico che il tempo è galantuomo, Procuratore, La Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, nell’ambito di attività che aveva sull’Avvocato della signora, scoprì essere una pistola vera e che doveva essere utilizzata la mattina del 22 settembre del 2000 per sparare contro il sottoscritto, questa è la sintesi dei fatti …. “

Procuratore : “ Perché la pistola rimane sequestrata… “ Curcio Salvatore:” No, la pistola fu sostituita con una pistola giocattolo, mentre meno di 15 giorni fa ( veramente dall’11 gennaio al 29 sono diciotto giorni per essere precisi e come fu sostituita la pistola? Chi ha visto lo scambio e dove? ndr)  l’avvocato è stato trovato nella flagrante illecita detenzione dell’arma (non dice: di un’arma ndr.)  ad un controllo all’aeroporto di Reggio Calabria…. E la pistola dovrebbe essere la stessa di cui stiamo parlando.”… “ 
Dovrebbe o è ? Questa affermazione non è cosa da poco.  Chi lo dice? E perché dovrebbe essere la stessa? Aveva la targa? Questa è bella e buona una calunnia contro l’Avvocato Lupis.
Ora io mi chiedo e in tanti si chiederanno: ma di che arma stanno parlando?

Della pistola giocattolo sequestrata alla signora Lucifero il giorno dello sfratto il 22 settembre 2000? Pistola  che secondo Curcio & soci dovrebbe essere la stessa rinvenuta nel bagaglio a mano dell’Avvocato nell’aeroporto di Reggio Calabria l’11 gennaio 2004? Ma questa è una calunnia contro l’Avvocato Lupis. Perchè se fosse la stessa pistola sequestrata il 22 settembre 2000 e che era risultata essere un giocattolo, allora l’Avvocato Lupis avrebbe sottratto il giocattolo dal deposito sequestri dei militi cui era stata consegnata e per  tre anni e mezzo se l’è portato dietro fino all’11 gennaio 2004 per giocare a guardie e ladri? E quindi, essendo la stessa, all’aeroporto di Reggio Calabria hanno sequestrato una pistola giocattolo? Ma pare che fosse una vera.
Caro  amico, ci capisci qualcosa Tu? A me sembra un guazzabuglio mal condotto. Una ragnatela senza capo né coda. Difficile pure da spiegare perché tutto è illogico. Ma chi l’ha vista quest’arma vera che  avrebbe avuto in mano la contessa? E come era fatta quest’arma? All’epoca dei fatti chi diceva di aver visto in mano alla signora Lucifero un pezzo di tubo ricurvo, chi una pistola automatica. Fino a che la signora Lucifero diventata “ragionevole”, cioè rassegnata, ha consegnato l’arma che aveva sconvolto i militi che sul posto erano giunti per buttarla fuori da casa sua. Che era un giocattolino.  E questo ha sequestrato il milite.  Che dovrebbe essere agli atti.  Poi, dopo tanto tempo, chi aveva  detto di avere visto un pezzo di ferro ricurvo in mano alla sfrattata, come per miracolo ha avuto una  visione mistica e ha  ricordato che era una  pistola vera. E allora  sarà stata sotto effetto di allucinogeni quando ha parlato di pezzo di ferro ricurvo?  Quel giorno del 22 settembre 2000 a Soverato qualcuno degli astanti aveva bevuto o aveva preso psicofarmaci? Perché sembra di assistere ad una rappresentazione teatrale delirante. Militi che chiedono aiuto. Anziché darlo…  Testimoni che asseriscono quel giorno una cosa e poi ne ricordano altre. Tutto è possibile nella mente umana.

Comunque le chiacchiere stanno a zero.
Quello che  si dovrebbe avere agli atti dovrebbe essere una pistola giocattolo sequestrata il 22 Settembre 2000 e  una pistola vera sequestrata l’11 Gennaio del  2004. Nessuno ha ucciso nessuno. La Lucifero ha perso la casa. Il suo Avvocato arrestato e taglieggiato in tribunale… Chi ha avuto danni da questa vicenda? Chi ha denunciato i reati di Curcio & soci per sottrarre la casa alla vecchia signora. Cioè la signora Lucifero e il suo Avvocato Giuseppe Lupis. Che hanno osato denunciare gravi reati penali.

Delitti  contro la pubblica Amministrazione: abusi di atti d’ufficio, corruzione, perizie falsificate e quant’altro… Delitti prescritti per decorenza dei termini...
Chi ha avuto invece giovamento? L’onorevolissimo  piemmissimo Dr. Curcio.
Ha avuto la casa dei suoi sogni. Finalmente la signora Lucifero è stata buttata fuori. E ha avuto anche la prescrizione dei reati cui era imputato per decorrenza di tempo. Dieci anni! Chissà perchè mi viene in mente il gioco del pallone in cui si usa una strategia che si chiama “melina” Ciòè far passare il tempo palleggiando tra gli stessi giocatori. O una cosa simile, e così si arriva al termine della partita indenni... Forse sto divagando...Nella sua testimonianza, del piemmissimo Dr. Curcio, sempre del 29 Gennaio 2004, lo stesso  ha  dichiarato   di essere parte offesa dall’avvocato Giuseppe. L’avvocato Lupis lo  avrebbe  ucciso il giorno dello sfratto in cui, per sua stessa ammissione non c’era! Ed essendosi definito il Curcio parte offesa ( ? ) ergo il processo, per legge,  non può svolgersi a Catanzaro dove lui opera. Ma a Salerno…  Ma si svolge a Catanzaro. Quella è una procura “extraterritoriale” si vede. Tutto si può.
Io mi chiedo e chiedo ai lettori:Punto primo: come e in che modo la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano arrivò alla conclusione che la pistola giocattolo che la contessa aveva in mano la mattina dello sfratto, 22 settembre 2000, fosse vera e fosse quella ritrovata tre anni e mezzo dopo l’11 di gennaio 2004 a Reggio? Punto secondo: come con questa pistola giocattolo ( ma anche se fosse stata vera che vera non era ) poteva uccidere il Curcio Salvatore , l’uomo che  la mattina dello sfratto e della presunta minaccia della signora con la pistola finta, non c’era?  Spiegami Tu, se ci riesci. Io non ci arrivo proprio.
L’Avvocato Lupis si sta battendo come un leone.  Da  grande guerriero qual è. Tre giudici hanno mollato il caso. Rinunciato.  Chi per un motivo chi per un altro. Dopo avere studiato bene le carte e sentito l’Avvocato Lupis.

I giudici monocratici che finora si sono susseguiti e che hanno lasciato in corso d’opera hanno dimostrato di avere un barlume di cervello. Non fosse altro che per salvaguardare la loro carriera e il loro stipendio. Non sono stati fino in fondo teste di legno. Qualche paginetta del codice l’avranno pure letta. E avranno capito che stavano navigando sulle sabbie mobili. Si possono accontentare i padroni fino ad un certo punto. Attaccare l’asino dove loro vogliono. Ma fino ad un certo punto. Magari qualche moglie avrà detto: Caro, ma lascia perdere, chi te lo fa fare. Lo sai quanti agi abbiamo. Vorresti perderli per fare carte false per accontentare chi? E cosi un paio di coraggiosi magistrati hanno mollato. Chi trasferito in posto più importante chi aveva tanto da fare...  E così ora è giunto un nuovo magistrato. Tale Rizzuti. Si danno il cambio sul ring. Quando uno si stanca e non c’è la fa più, monta un altro. L’Avvocato, sempre Lui. Ora vediamo cosa partorisce la mente  di quest’ultimo ennesimo magistrato posto a  dirimere la questione.

Alla prossima udienza. Il 25 Febbraio 2010. Domani. A Catanzaro

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