Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
Si pubblica il messaggio WhatsApp inviato in una chat di supremi del mega presidente a #cinquestellone Alberto Oliveti capocannoniere di Enpam e Adepp. Casse previdenziali private. Quelle con cui si maneggiano tanti e tanti soldi. Ma evidentemente qualcuno tra i privilegiati non crederà probabilmente alle versioni piuttosto personalizzate del nostro e mi ha allungato il suo messaggio! Grazie, amico, chiunque tu sia. Hai reso un omaggio alla Verità una volta tanto. 

LETTERE.74F78D20 5A3B 47AF ADAC FC9B0E8BA17AIl supremo capo con questo accorato messaggio chiama a raccolta tanti suoi colleghi sparsi negli ordini di medici d’Italia e si lagna ancora una volta di essere perseguitato. Vuole conforto e cerca sostegno. Anche ad agosto. Gli sventurati colleghi diventati consulenti saranno tornati in sede per raccogliere le lagnanze dell’eccellente collega? O saranno ancora al mare magari su barche da sballo o saranno ai monti per le meritate vacanze e lasciano cosi nello sconforto il nostro condottiero delle casse private di previdenza e assistenza? O la comunicazione del nostro é solo una comunicazione così, tanto pé cantá?
Ecco la nota giunta in redazione passata dalla mano amica:
“Cari Colleghi,
mi giunge notizia che a più di un Ordine sia arrivato un esposto che mi riguarda, firmato da un avvocato pesarese che non conosco. Le affermazioni contenute sono talmente assurde e denigratorie che ho dato direttamente mandato di querelare il firmatario.
A quanto pare non sono il primo, visto che – come mi ha riferito il presidente di Cassa forense – l'avvocato ha già due rinvii a giudizio per diffamazione a mezzo stampa, diversi procedimenti disciplinari, oltre a una richiesta di risarcimento danni da parte del suo ente previdenziale. Gli scritti dell'avvocato hanno infatti dapprima riguardato Cassa forense, poi hanno alzato la mira sull'Adepp – l'associazione degli enti previdenziali privati che presiedo – e poi sono ricaduti sull'Enpam.
Vi allego direttamente il documento affinché possiate farvi un'idea. Tra le tante falsità, il mio rinvio a giudizio (mai avvenuto). Mi scuserete se non mi attardo a rispondere a tutte le altre argomentazioni astruse e alle affermazioni campate per aria.
Se non altro l'esposto ha il pregio di contenere, come primo degli allegati, una mia lettera in cui lo scorso 25 febbraio chiarivo come stessero davvero le cose.
Mi scuso per l'incursione agostana.
Un saluto,
Alberto Oliveti

CON QUESTO MESSAGGIO ANCORA UNA VOLTA IL SUPREMO SI FA KARAKIRI

lettera 25 febbraio F011EC09 08B2 44AF 8CF8 8C80CF605A00Rispondo al momento a due dichiarazioni salienti del dolente messaggio di Alberto Oliveti definito da DagoSpia “Albertino mille poltrone”. Poi con calma e nelle sedi opportune si risponderà circostanziatamente su ogni punto
PRIMA DICHIARAZIONE: “Vi allego direttamente il documento affinché possiate farvi un'idea. Tra le tante falsità, il mio rinvio a giudizio (mai avvenuto)…”
Egregio Presidente Oliveti, sono sinceramente preoccupata per Lei. Da diversi mesi le Sue dichiarazioni si rivelano pesanti autogoal. Perché ogni affermazione scritta sia nella sua lettera del 25 Febbraio, ci arriveremo tra poco, che nel messaggino in oggetto ora, inviato ai suoi amici in chat tra grandi, è falsa! Scrive, possiamo dirlo? Corbellerie, sapendo di scriverle. Se invece non lo sapesse la questione si fa seria. Perché indicherebbe una perdita progressiva delle facoltà cognitive. E ciò mi dispiacerebbe assai!
Lei affermerebbe; “…Vi allego direttamente il documento affinché possiate farvi un'idea. Tra le tante falsità, il mio rinvio a giudizio (mai avvenuto)…

Ebbene le Sue affermazioni in cui definisce il Suo rinvio a giudizio mai avvenuto bollando la notizia come falsa, sono affermazioni non rispondenti al vero. Ma le Sue affermazioni! E’ stata sempre evidenziata come richiesta corrispondente al vero, contrariamente a quanto Lei afferma, la richiesta di giudizio immediato avanzata al Tribunale con istanza di volere fissare immediatamente la data dell’udienza per la celebrazione del processo nei confronti Suoi, Alberto Oliveti, della Sua segretaria Antonietta Aureli e del Presidente Conit Casa Ivo Cremonini. Per la truffa già contestata a costoro (quindi anche a Lei) il 17 Luglio 2017.

Ciò in quanto evidenti le prove nel processo delle responsabilità di ciascuno ai danni del Medico che costoro avevano truffato ( nello specifico la sottoscritta. Ndr ). La richiesta fu avanzata esattamente il 12 Aprile 2018. Fu seguita il 7 Novembre 2018 dalla segnalazione dello stesso P.M. Dr. Michele Nardi, vistata dal Procuratore Capo Dr. Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Dr. Cucchiari della necessità di svolgere ulteriori indagini per fatti associativi già evidenziati nel 2012. Il che documenta l’evidente stranezza che si registrò subito dopo con la sottrazione del fascicolo relativo alla truffa.

Il fascicolo fu sottratto al P.M. Dr. Michele Nardi che aveva chiesto il giudizio immediato con la fissazione dell’udienza e, peletteredalcarceredrnardiggio ancora, il suo arresto il 13 gennaio 2019! Fatto unico nella storia giudiziaria italiana, perché come documenta la cronaca, il giorno successivo, il 14 gennaio 2019 si avviarono indagini su decine di P.M in tutta Italia per fatti anche più gravi di quelli contestati al Dr. Nardi, arrestato in via cautelare e con modalità aberranti su indicazioni di testi assolutamente inattendibili. E a costoro, i PP.MM. su cui furono avviate le indagini, non fu applicato alcun provvedimento restrittivo e lasciandoli nelle funzioni svolte!
Al Dr. Nardi fu riservato un trattamento persecutorio! Oltre diciassette mesi di reclusione in carceri dove la vita e la sopravvivenza sono messe a dura prova. Per le condizioni inumane in cui i reclusi sono costretti a cercare di sopravvivere! Diciassette mesi di carcere con modalità illegali, persecutorie e degradanti! Solo da poco ha ottenuto gli arresti domiciliari. Ancora la libertà gli viene negata. Su accuse di un pluripregiudicato usuraio e tossicodipendente riconosciuto
( già in cura al Sert per alcolismo e attualmente in carcere per reati di usura più altro).
E ora passo al secondo punto del messaggio del nostro esimio che scrive agli amici in chat:
“Se non altro l'esposto ha il pregio di contenere, come primo degli allegati, una mia lettera in cui lo scorso 25 febbraio chiarivo come stessero davvero le cose”

Peccato che in quella lettera ci fossero falsità una dietro l’altra. E diffamazioni!
lettera 25 FB19E856 EB1A 4720 87A5 281B6C6B1406Ecco in tutta il suo splendore la lettera del 25 febbraio che il megastellare cita nel messaggio agli amici.
Si da il caso che questa lettera sia stata smentita con una mia diretta Facebook pubblicata di YouTube e inserita in questo articolo del 2 Marzo 2020 dal titolo:

Lettera smentita punto per punto pochi giorni dopo il suo invio sempre a quegli sventurati consiglieri di tutti gli ordini italiani cui il nostro si rivolge per avere sostegno. E Oliveti viene querelato per diffamazione e calunnie.

Ecco ora invece una ancora una volta la verità sulle affermazioni farneticanti contenute nella lettera del 25 febbraio.
Rispondo con un commento postato già due giorni fa. Commento pubblicato su facebook sotto la nota dell’Avvocato Silvio Ulisse sul tema ecco il link:
Quello che scrive ancora una volta l’esimio è farneticante:“ “Se non altro l'esposto ha il pregio di contenere, come primo degli allegati, una mia lettera in cui lo scorso 25 febbraio chiarivo come stessero davvero le cose”.

Chiarisce cosa? Ma Presidente, sta bene? Lei si sta incartando ancora di più con le Sue reiterate affermazioni che non corrispondo a come stiano veramente le cose. Ecco, legga la mia nota se non l’ha già letta dai social, perché gira da due giorni e credo le abbia dato il là alle Sue nuove lagnanze stavolta su whatsApp tra alcuni amici che non avranno voglia di approfondire la questione. Perchè altrimenti Le avrebbero risposto! A proposito, qualcuno dalla barca o dai Caraibi l’ha rassicurata e consolata? Perché qui la consolazione è d’obbligo. Si sta vicino sempre a un amico vessato e calunniato. Ma è il Suo caso?

Ecco la mia risposta ad alcune parti della Sua missiva inviata il 25 Febbraio 2020, cui fa cenno nella chat di ieri e inviata a tutti gli Ordini dei Medici d’Italia e sindacati chiamati a raccolta. Ma si è “scordato” di inviarla a me per conoscenza! Ecco perchè mi permetto sommessamente di consigliaeLe un consulto medico. La memoria e l'attenzione pare stiano venendo meno. Da Medico a medico.

Anche qui una mano amica me l’ha consegnata lo stesso 25 Febbraio. Egregio presidente, intorno credo che abbia molti che forse vorrebbero avere chiarezza e  probabilmente cominciano a non fidarsi di Lei.

Vengo ora alla mia risposta. Già comunque depositata querela per diffamazione e calunnia per il contenuto farneticante di tale missiva. Sperando che tante manine solerti non insabbino ancora una volta la pratica. Nel caso nessuna meraviglia. Tanto insisterò nella richiesta di giustizia, Se non Roma ci sarà Perugia che indaga su Roma. E li forse non ci saranno immobili di pregio Enpam…

L’esimio nella sua lettera del 25 Febbraio scrive che “…l’ex inquilina – ndr Ernesta Adele Marando sottoscritta - … pretendeva di pagare un prezzo inferiore a quello, già fortemente scontato, accettato dagli altri condomini…La pretesa non venne considerata perché avrebbe significato svendere, a vantaggio di qualcuno, una parte del patrimonio di tutti …
Bisogna dire che ha la capacità straordinaria di un piazzista! I piazzisti a volte sanno fare passare il falso per vero! Complimenti Oliveti Alberto! Lei ha scritto una falsità documentata grande come una casa!

Le domando: E’ VERO O NON E’ VERO CHE A ME, MEDICO, INQULINA DA VENTANNI E FACENTE PARTE DALLA PRIMA ORA DELLA COOPERATIVA DOMUS DE CAROLIS,  dall’ottobre 2011 per acquistare lo stabile in oggetto MI FU RICHIESTO UN PREZZO DALL'ENPAM per il mio appartamento sito in Roma in via Ugo de Carolis 93 scala A interno 15 quarto piano (al piano sottostante l’attico al quinto piano della signora Aureli e attiguo all’appartamento interno 16 degli Avincola, prima padre, Aldo Avincola marito della Aureli, ora dalla figlia Giulia Avincola ) cui avevo aderito all’offerta di acquisto, richiesta accettata perché in regola con tutti i pagamenti, ma poi negata ( nella nota sottostante spiego perché per non ripetermi )  UN PREZZO MAGGIORE RISPETTO AL PREZZO DI VENDITA ACCORDATO ALLA COMMERCIANTE ALESSANDRA MAGNANTE CHE ACQUISTO’ PAGANDO MOLTO MENO DI QUANTO APPUNTO FU RICHIESTO A ME E DI QUANTO IO AVEVO OFFERTO?
E VERO O NON E’ VERO? E VERISSIMO!

La Magnante cugina in primo grado della Sua segretaria Aureli Antonietta non era inquilina dello stabile, non faceva parte della Cooperativa!
Ce l’ho può spiegare? Come mai? In forza anche del fatto che per Statuto della cooperativa, un articolo sancisce che l’invenduto ( per mancanza di possibilità o di volontà ) viene acquisito dalla Cooperativa stessa e L’INQUILINO HA IL DIRITTO DI ABITARVI PER ALTRI NOVE ANNI.
Perché io non sono stata avvisata della vendita del mio appartamento? Ne avevo la piena titolarità, E comunque per Legge l’affittuario ha la prelazione all’acquisto. Ma l’appartamento fu venduto alla Alessandra Magnante ad un prezzo molto inferiore al prezzo proposto a me dall’ente venditore Enpam!
A me medico, inquilina di quell’appartamento da vent’anni e facente parte della cooperativa costituita per comprare lo stabile cielo/terra.
Per statuto della cooperativa gli appartamenti invenduti ( per impossibilità o non volontà di acquistarli da parte dei locatari sarebbero stati acquistati dallaConit casa e garantita per nove anni la locazione).
L’appartamento da me abitato e per il quale avevo fatto domanda di acquisto ad un prezzo superiore a quello pagato dalla Magnante titolare della Ditta di ceramiche Romano Magnante mi fu venduto a mia insaputa! Lo appresi il sei di aprile 2017 da una lettera raccomandata inviatami dalla Magnante dopo l’acquisto. Nella lettera mi inviava copia del rogito e l’iban dove inviare il canone. L’Enpam non mi comunicò mai nulla. Dopo circa un anno dalla vendita truffaldina, ripresami in parte dallo shock, scrissi all’Enpam una pec per chiedere di avere indietro i soldi della cauzione da me versati come deposito al momento della stipula del contratto decenni prima).
Volete sapere la risposta?
Li avevano versati alla nuova Proprietaria Magnante al momento della vendita! Io non esistevo più! Soldi miei passato alla Magnante! Non conosco la motivazione che comunque è illegale!
Voi vi chiederete perché l’appartamento non fu venduto a me!
Risposta: perché non mi sono prestata a una truffa ai miei danni!
Sul modulo di acquisto tra le tante voci da accettare e sottoscrivere c’erano:
Una dove io avrei dovuto versare al momento 3000 euro perché la mia pratica di acquisto fosse rappresentata al notaio dal novello presidente della cooperativa. Tale Francesco Matranga (che prese il posto del presidente Gianni Ianni Alice defenestrato da presidente perché cercava chiarezza ) che avrebbe raccolto i 3000 euro di tutti gli aspiranti acquirenti e col malloppo sarebbe andato da tale notaio Mosca a concludere l’affare a nome di tutti noi.
Io non versai i 3000 euro dicendo che sarei andata io a a trattare i un mio delegato.
Due: non ho firmato un’altra nota: una clausola vessatoria. Avrei dovuta impegnarmi che MAI in futuro avrei fatto causa all’ente venditore. Cioè Enpam!! E perché fare causa se tutto in era in ordine?
Non firmai quella clausola capestro che blindava l’ENPAM e lasciava scoperta me dai miei diritti.
Terzo il 2% del ricavato delle vendite andava alla Conit. Non era dovuto.
Per queste ragioni la mia casa è stata venduta il 29 marzo 2017. Ho sempre puntuale pagato il canone di locazione e nei tempi dovuto alla nuova proprietaria Alessandra Magnante. Ho fatto querele dalla prima ora che ho saputo di essere
stata truffata.
Sono stata sfrattata e ho dovuto lasciare casa mia il 16 luglio 2019.
La mia cada è stata affittata ad altro inquilino. La Magnante infatti ha dichiarato al Dr. Michele Nardi che l’ha convocata nel luglio 2017, di avere comprato la mia casa per fare un investimento.
Articoli correlati e che forse sono stati lo spunto per il mega stellato a scrivere questa nota. Disperata.

La rete di potere di cassa forense adepp enpam e loro presidenti. L’arresto del P.M. dr. Michele Nardi fermato nelle sue indagini su enpam ha qualcosa a che fare?

Le strane e inquietanti connessioni tra indagini su Enpam e l’arresto del giudice Michele Nardi 

Correlato alla lettera sempre del 25 Febbraio 2020 ecco quest'altro mio articolo. Sulle arti divinatorie del nostro condottiero. Già il 25 Febbraio sapeva della richiesta della mia iscrizione al registro degli indagati notificatami il 23 Maggio 2020. Tre mesi dopo. Siamo fortunati. Abbiamo un presidente previdenziale e assistenziali con doti sopranaturali!

Enpam. Il presidente, l’arte della divinazione e il divino Otelma

L'Avvocato Silvio Uisse, è l'avvocato che Lei nel suo messaggio asserisce di non conoscere, l'autore della nota che l'ha amareggiata:"... da un avvocato pesarese che non conosco. Le affermazioni contenute sono talmente assurde e denigratorie che ho dato direttamente mandato di querelare il firmatario." L'Avvocato Ulisse è dispiaciuto per il Suo non ricordarsi di Lui. Pare che nel recente passato vi sia stato uno scambio epistolare tra voi. Si riguardi. Siamo consci delle Sue immense e sovrane attività a nostra tutela, ma il sonno è importante. Pensi di meno agli impegni e magari dorma un poco di più. Perchè forse dormirà poco e per questo prende fischi per fiaschi?
Attendiamo fiduciosi querele. Che smonteremo pezzo per pezzo. C'è la possibilità di commentare l'articolo. Attendiamo smentite o altre considerazioni nel merito

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#1 Avv. Silvio Ulisse 2020-08-27 22:37
Ordine dei Medici

ENPAM



Altre Autorità

OGGETTO: INTEGRAZIONE AD ESPOSTO DENUNCIA PER VIOLAZIONE DEL CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA E DI QUELLO INTERNO DELL’ENPAM
* * *
Spettabile Ordine dei Medici,
Spettabile Comitato di Controllo Interno,
Con la Presente nota esposto denuncia il sottoscritto, avv. Silvio Ulisse, integra il precedente esposto ed espone quanto segue.
Con comunicazione inviata a molteplici destinatari, il cui testo è trascritto integralmente alla nota n. [1], ma reperibile ad perpetuam rei memoriam anche sulla rivista telematica Jeaccuse.ue [2] – Giornale periodico on line a carattere politico e culturale – il dott. Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione ENPAM, nonché presidente dell’Adepp, l’associazione che aggrega gli Enti previdenziali libero professionali, raggiungeva, a mezzo di chat Whatsapp personalità facenti parte dei Consigli dell’Ordine dei Medici facendo preciso riferimento all’esposto inviato dal sottoscritto. E con il chiaro intento di condizionare proprio coloro che sono preposti a ricevere e vagliare le notizie di fatti che possono avere rilevanza disciplinare. Una tecnica similare a quella tenuta e documentata nella precedente nota nei confronti della dott. Marando ovverosia atta a “screditare” agli occhi di chi legge il sottoscritto. Modus operandi utilizzato anche verso l’ex componente del Consiglio di Amministrazione dell’Enpam, prof. Giansalvo Sciacchitano, l’unico ad aver denunciato quanto accadeva all’interno dell’ENPAM ed a seguito della quale la Corte dei Conti con Ord. a Sezioni Unite Num. 7645 del 1° aprile 2020 statuiva la propria giurisdizione e competenza per il “danno erariale” cagionato al patrimonio della predetta Fondazione per un ammontare complessivo di oltre 65 (sessantacinque) milioni di euro. E tenuta in debita considerazione, come già evidenziato nel precedente esposto, con la Sentenza della 6ª Sezione Penale della Corte di Cassazione, la Num. 23236 del 2016, che gli Enti previdenziali della c.d. L. 509, sono organismi di diritto pubblico: Pubbliche Amministrazioni. Ordinanza in calce.
Il predetto Oliveti de facto anche questa volta non argomenta assolutamente nulla ma si limita ad utilizzare solo espressioni denigratorie e frasi ad effetto fino a giungere a liquidare quanto accompagnato da prova documentale come “(…) argomentazioni astruse e alle affermazioni campate per aria.”. Oltre che spifferare ai quattro venti di aver dato mandato per querelare il sottoscritto.
Comportamento deprecabile se si pensa che sebbene abbia avuto notizia del deposito di un esposto, il medesimo Oliveti, potrebbe attendere come i comuni mortali che il Presidente della Commissione preposta lo convochi per ascoltarlo nella sua difesa e acquisire eventuale materiale difensivo.
Ancor più biasimevole se la procedura implica che il Presidente poi riferirà alla Commissione competente l’esito del colloquio per poi la Commissione decidere liberamente se aprire (contestando al professionista specifici addebiti) oppure se archiviare il caso. E non può ritenersi certo corretto l’utilizzo della propria posizione, e le chat che includono le Alte personalità delle Istituzioni del comparto cui si appartiene, e componenti a loro molto vicini, per raggiungere preventivamente chi di dovere suggestionandoli ad arte.
Deve dunque ritenersi anche tale condotta, unitamente a quelle già denunciate e, lo si ripete, documentate, nella precedente nota, quali abusi e o mancanze disciplinarmente rilevanti e o comunque atti disdicevoli al “decoro professionale” come previsti dai Codici di cui all’oggetto.
Quanto nello specifico alla sua affermazione ad effetto: “(…) A quanto pare non sono il primo, visto che – come mi ha riferito il presidente di Cassa forense – l'avvocato ha già due rinvii a giudizio per diffamazione a mezzo stampa, diversi procedimenti disciplinari, oltre a una richiesta di risarcimento danni da parte del suo ente previdenziale.”. E rivolgendomi altresì anche al dott. Oliveti poiché legge “anche questa volta” in copia:
nel “fascicolo personale” custodito dagli Organi di categoria cui lo scrivente appartiene esiste una auto denuncia, dove lo scrivente avvocato denuncia se stesso, archiviata. Oltre questa “unicamente” esposti provenienti da un solo soggetto, il medesimo soggetto che corrisponde al Presidente di Cassa Forense che Oliveti indica e che è, come forse i suoi Colleghi non conoscono, vice presidente nell’Adepp che presiede, nonché suo compagno di poltrona nel C.d.A. di F2i SGR SPA. Il quale ha iniziato ad abusare della sua posizione sicuramente “privilegiata” – e come è in parte già sintetizzato nell’allegato al precedente esposto a pagg. 1-7 – quando lo scrivente ha scoperto come lo stesso utilizzasse le cariche rivestite per ottenere incarichi al proprio studio legale associato, nonché come Presidente di Cassa Forense conferirli a sua volta ai propri amici come tale avvocato Nicola Lucarelli di cui alle intercettazioni del noto caso Parnasi, e ancora come i bilanci dell’Ente previdenziale fossero adulterati così come ho documentato in svariati modi e pure con l’ordinanza del Tribunale di Roma, II Sezione civile, R.G. 10387/2019: Cassa Forense c/ Agenzia Entrate Riscossione, che basta semplicemente leggere per comprendere quanto accade senza essere necessario alcun ulteriore commento ed appesantire con ulteriori casi pratici [3].
Anzi, a dirla tutta mi meraviglia che non esista alcuna sua denuncia, dott. Oliveti, circa quanto accade in Cassa Forense e proprio perché in qualità di Presidente di Adepp dovrebbe tutelare l’autonomia delle singole Casse aggregate, come prevede lo Statuto che lei ben conosce.
E senza dimenticare che per il succitato compagno di poltrona è tutt’ora persistente lo status di “incompatibilità” in quanto siede nel C.d.A di F2i SGR con poteri gestori “in forma cooperativa” così come vietati dalla L. 247/2012 e concordemente a quanto stabilito sia dalla Corte di Cassazione che dal CNF [3]. Ma inutile dilungarmi appesantendo eccessivamente la nota con quanto comunque superfluo per coloro i quali hanno ricevuto il mio precedente esposto.
Il dott. Oliveti ben conosce, o dovrebbe, visto i ruoli rivestiti e di cui percepisce lauti compensi, che l’avvocato Luciano non può e non sta più firmando da molti mesi atti che non siano di ordinaria amministrazione e o urgenti ed indifferibili. E dovrebbe essere “il primo” a sollecitare un intervento dei Ministeri Vigilanti.
Invece si adopera ancora, e direi incessantemente, ed unicamente, per promuovere tavoli pseudo cc.dd. “tecnici” di propria convenienza ed invitare esponenti di spicco della politica e che soprattutto occupano ben precise posizioni governative, per sollecitare la non applicazione del c.d. Codice dei Contratti pubblici alle Casse previdenziali e sempre da diversi anni spendendosi incessantemente affinché il c.d. “Regolamento per gli investimenti” non venga pubblicato In Gazzetta Ufficiale: basta rispolverare le sue interviste alla stampa e o anche semplicemente rovistare nel sito istituzionale di quell’ADEP che presiede insieme al suo vice Nunzio Luciano di Cassa Forense. E questo unicamente perché decreterebbe la fine di quegli investimenti che non sono certo interesse degli iscritti e inoltre diverrebbe una sorta di ancora di salvezza per quanto sino ad ora compiuto nelle diverse Casse dai loro gestori “in violazione di legge” [4].
Fermo restando che il Codice dei contratti pubblici deve essere applicato “sempre e comunque”. E non sempre avviene nelle predette Casse nell’inerzia di chi dovrebbe ben vigilare ma de facto non vigila come si evince anche da una Ordinanza del Tribunale di Roma, sezione feriale civile promiscua, RG n. 37721 di pochi giorni fa.
Persino per le SGR servono bandi ad evidenza pubblica [5]. E proprio perché le Casse sono vere e proprie Pubbliche Amministrazioni è solo questione di tempo che più di un gestore dei predetti Enti previdenziali dovrà rispondere del danno erariale certo, concreto ed attuale, sino ad ora cagionato. E che per sintesi qui ed ora non può trovare lo spazio che la questione da sola meriterebbe [6].
A meno di continuative doti divinatorie come accaduto nel documentato caso Marando in cui Oliveti ha anticipato di mesi l’apertura di indagini verso la predetta dott.ssa e giornalista non mi risultano due rinvii a giudizio ma mi aspetto comunque di tutto visto quanto accaduto, ed in queste ore ancora accade, al Giudice Nardi che però, sfortuna vuole, per qualcuno, in ben 17 mesi di carcere non si è suicidato e di cui lo scrivente attende che possa tornare definitivamente libero – ad oggi indecentemente tenuto agli arresti domiciliari – per poter far chiarezza su quanto di più criminale si sta consumando nell’indifferenza generalizzata.
Quanto alla richiesta di risarcimento danno di cui ad una causa civile su istanza sempre del predetto Luciano anche questa per ora dice tutto e non dice nulla visto che chiunque può, avendo soldi a disposizione da spendere, e soprattutto quando non sono i propri, ma si attingono alla provvista previdenziale del primo pilastro di cui spesso si ha immeritatamente la gestione, possono citare chicchessia anche per qualsivoglia capriccio. E visto quanto ho già denunciato è facile ottenerne l’avvallo dai membri di C.d.A e Comitati di sorta quando questi ricevono incarichi e o comunque si tengono in scacco per il solo fatto di aver “omesso di denunciare” quanto all’interno degli stessi accade diventandone ex lege “complici” cui, dunque, conviene seguire poi sempre e comunque la corrente del branco. Sebbene in passato, come parimenti ho documentato, alcuni delegati, nello specifico dell’Ente previdenziale forense, hanno denunciato quanto accadeva ma nel silenzio, e con l’opposizione, e quindi mettendo la c.d. sordina, di tutti gli altri (v. allegati).
Per cui la nota diffusa dal dott. Oliveti trattasi di un comportamento davvero vergognoso da parte di chi occupa posti di responsabilità non certo per l’ego e l’interesse personale ma per quello Pubblico.
E senza dilungarmi ulteriormente non è la prima volta che anche terzi estranei evidenziano le condotte non certo specchiate del predetto “Albertino Millepoltrone” [7] vero come è vero che anche in una puntata della famosa trasmissione di inchiesta Report, su Rai 3, la Tv di Stato, tanto per fare un solo esempio, ne ha evidenziato l’indole “bugiarda” commentando proprio una nota a firma Oliveti [8]. Che già di per sé lede quel decoro della Categoria come statuito sempre dai succitati Codici.
Ciò premesso, lo scrivente avvocato, sottopone all’attenzione di codesto Consiglio dell’Ordine dei Medici ed al Comitato di Controllo della fondazione ENPAM “gli ulteriori comportamenti” del dott. Alberto Oliveti, che dunque vanno ad “integrare” la precedente nota esposto, ed in merito a tali comportamenti
CHIEDE
l’accertamento della regolarità della condotta tenuta dal succitato presidente di Enpam quanto meno sotto il profilo deontologico e se del caso, l’adozione dei provvedimenti più opportuni nei confronti del medesimo.
Fermo restando che mi riservo di agire in ogni sede per la tutela dei miei diritti e per il risarcimento di tutti i danni che sono e o che saranno ulteriormente cagionati.
Le note che seguono costituiscono parte integrante e sostanziale di quanto precede.
Cordiali Saluti
Pesaro, addì 25 Agosto 2020.
Avv. Silvio Ulisse
“Se inviata a mezzo p.e.c. la firma è apposta digitalmente ad ogni effetto di legge.”
* * *
POSCRITTO: la politica, per non dire la democrazia, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere, la poltrona - cit.
Note:
[1] “Cari Colleghi, mi giunge notizia che a più di un Ordine sia arrivato un esposto che mi riguarda, firmato da un avvocato pesarese che non conosco. Le affermazioni contenute sono talmente assurde e denigratorie che ho dato direttamente mandato di querelare il firmatario. A quanto pare non sono il primo, visto che – come mi ha riferito il presidente di Cassa forense – l'avvocato ha già due rinvii a giudizio per diffamazione a mezzo stampa, diversi procedimenti disciplinari, oltre a una richiesta di risarcimento danni da parte del suo ente previdenziale. Gli scritti dell'avvocato hanno infatti dapprima riguardato Cassa forense, poi hanno alzato la mira sull'Adepp – l'associazione degli enti previdenziali privati che presiedo – e poi sono ricaduti sull'Enpam. Vi allego direttamente il documento affinché possiate farvi un'idea. Tra le tante falsità, il mio rinvio a giudizio (mai avvenuto). Mi scuserete se non mi attardo a rispondere a tutte le altre argomentazioni astruse e alle affermazioni campate per aria. Se non altro l'esposto ha il pregio di contenere, come primo degli allegati, una mia lettera in cui lo scorso 25 febbraio chiarivo come stessero davvero le cose. Mi scuso per l'incursione agostana. Un saluto, Alberto Oliveti”;
[2] ;
[3] Nell’ordinanza il complessivo valore di oltre 7 milioni di euro (7.147.137,30) e corrispondenti a 25.000 crediti che si trascinano di bilancio in bilancio nella Cassa Forense durante la gestione della Presidenza Luciano, per ADER, l’Agenzia delle entrate Riscossione, e anche per il Giudice che le ha dato ragione in quanto documentale, sono diventati per magia € 262.000,00. Cifra che per il MEF, Ministero delle Finanze, diventano € 3.500,00 che sono l’importo esatto, sempre secondo la relazione del Ministero delle Finanze, dei crediti riferibili all’elenco dei 25.000 crediti previdenziali di cui alla succitata Ordinanza che possono essere ancora riscossi.
E questo solo uno dei molteplici esempi che si possono fare sui bilanci “costruiti” dell’Ente previdenziale forense che dovrebbero interessate anche il “nostro” oliveti visto che è Presidente in ADEPP con precisi compiti statutari e non certo per aiutare amici e o vicini di poltrona in danno degli scritti e dell’Erario.
Inoltre è estremamente semplice comprendere come scatti “l’illecito penale” visto che, come documentato, parliamo di P.A., e, anche volendo ragionare per assurdo che le Casse previdenziali siano private – e non lo sono! – il reato scatterebbe comunque quando, come Oliveti dovrebbe ben conoscere visto chi e cosa rappresenta ed i lauti compensi che percepisce, la “falsa dichiarazione” è contenuta in un atto pubblico sia se contenuta in una certificazione che va IN OGNI CASO a “confluire” in documenti che sono considerati atti Pubblici a tutti gli effetti, ed esattamente come avviene per i bilanci della Cassa Forense e degli altri Enti previdenziali della c.d. previdenza sociale obbligatoria che sono conteggiati nel conto economico consolidato delle pubbliche amministrazioni e bilancio dello Stato;

[4] a riguardo di quanto detto, onde evitare farneticazioni Apicali a gratuito contenuto denigratorio, semplicemente invito a leggere sul punto gli ultimi due quaderni dell’ex Presidente di Cassa Forense, l’avv. Paolo Rosa, dalla indiscutibile caratura personale e professionale:
 “I quaderni di Paolo Rosa”, volume V, Giuffrè Francis Lefebvre:
, oppure scaricalo al link:
“http://www.studiolegaleulisse.it/I_quaderni_di_Paolo_Rosa_QUINTO_Volume.pdf”
 “I quaderni di Paolo Rosa”, volume VI, Giuffrè Francis Lefebvre:
oppure scaricalo al link:
“http://www.studiolegaleulisse.it/I_quaderni_di_Paolo_Rosa_VI%20_VOLUME.pdf”;
[5] la necessità di una procedura ad evidenza Pubblica può desumersi già a partire dalla disciplina in materia di dismissioni di beni pubblici, di cui al D.L. 351/2001, il quale con riferimento all'individuazione della SGR deputata a tale attività, si riferisce ad apposite "procedure"; mentre nel decreto del MEF del 20 ottobre 2004 (uno dei decreti di cartolarizzazione) è previsto “espressamente” che la scelta della SGR debba avvenire "con procedura ad evidenza pubblica";
[6] v. e cfr. Cassazione Penale Sent. Sez. 6 Num. 23236 Anno 2016: ed anche Cassazione Civile Ord. Sez. Unite Num. 7645 Anno 2020, data pubblicazione: 01/04/2020:
. Inoltre cfr. con quanto dichiarato dall’ex Presidente di Cassa Forense in svariati articoli come ad esempio quello del 26 Agosto 2020 sulla rivista Mondo Professionisti dal titolo “Natura delle casse di previdenza dei professionisti. È passata, in silenzio, la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione sul danno erariale e le sue ricadute”, ;
[7] “ALBERTINO MILLEPOLTRONE - COME FA IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE ENPAM (LE PENSIONI DI MEDICI E DENTISTI) A GUADAGNARE 658MILA EURO LORDI L’ANNO? BASTA ACCUMULARE 5 INCARICHI (TANTO PAGANO I DOTTORI)” . E sul punto anche l’ex Consigliere del C.d.A. di ENPAM, il prof. Sciacchitano, è intervenuto più volte in discussioni Pubbliche ben spiegando i meccanismi più che anomali con cui una “ristretta cerchia” di soggetti che “occupano” le Istituzioni della Categoria su più livelli, anche intercambiandosi di posizione nel tempo quando necessita, sono in grado di occupare per decenni le posizioni di potere e ad auto deliberandosi all’unanimità compensi faraonici e privilegi documentati nel precedente esposto: “(…) quei compensi – N.d.s., quelli riportati su Dagospia – si riferisco al 2013. Da quell'anno viaggia sempre sulle stesse cifre. Ricordo che Albertino MILLEPOLTRONE è in Enpam da 24 anni, e con il consenso dei ministeri vigilanti e la complicità della quasi totalità dei, presidenti degli ordini, lo statuto gli consentirà di restarci a vita. Fate voi quanto è costato e quanto costerà alla Cassa dei medici”. E come ha avuto modo di ribadire anche in una nota trasmissione giornalistica, Fuori dal Coro di Mario Giordano, su Rete 4 in data 7 gennaio 2020: .
La stessa Cassazione si è espressa chiaramente ed inequivocabilmente sulle cc.dd. incrostazioni di potere ben argomentando circa la “(…) cristallizzazione di rendite di posizione” e la necessità di dover favorire l’avvicendamento nell’accesso agli organi di vertice come nella recente Sentenza a Sezioni Unite n.32781 del 2018;
[8] Report, PUNTATA DEL 22/10/2018: , o scarica il trancio finale al link: http://www.studiolegaleulisse.it/TRANCIO_FINALE_OLIVETI.mp4. SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO: “(…) Alberto Oliveti il presidente della Cassa dei Medici ci scrive “il mio comitato non effettua valutazioni su operazioni immobiliari, lo fa la Sgr che gestisce il fondo” allora presidente che cos’è quello che c’è scritto nella relazione del Fondo Ippocrate del 2015? Se non che l’operazione immobiliare è avvenuta dopo l’acquisizione del parere positivo del comitato che lei presiede, forse lei è quell’Oliveti, lo stesso Oliveti di cui Parnasi si vanta avere un’amicizia con il prezzemolino della finanza italiana, il faccendiere Luigi Bisignani nel corso di una telefonata intercettata, in un’altra si vanta addirittura di essere suo amico, perché lei è una persona importante, gestisce 18 miliardi di euro della cassa dei medici” (https://www.rai.it/dl/doc/1563542785334_famolostadio_report.pdf).
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Citazione
Giornale online iscritto il 2/05/2008 al n. 184/2008 del Registro di Stampa del Tribunale Civile di Roma.
Direttore Ernesta Adele Marando. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.