Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
Un'Italia che magna. Un'Italia che soffre. Un'Italia dove chi dovrebbe indagare, tutelare i propri Cittadini è impegnato a tenere la poltrona, a mangiare, ad arricchirsi. Costi quel che costi. Questa è la nostra percezione. Un'Italia dove i Cittadini se cadono in disgrazia perchè magari sono scomodi, vengono abbandonati ai topi e ai sacchi dell'immondizia... E' questo un Paese civile? E' questo un Paese democratico d'Occidente? Uno stralcio della lettera del Dr.Nardi dal carcere di Matera. Lettera qui di seguito pubblicata integralmente: "... Ho dormito vestito infilandomi in un sacco per l’immondizia, su un materasso lercio. I miei compagni di stanza non uscivano dalla cella da tre anni e da tre anni non facevano la doccia. ... "

copertina art 2 lettera nardiPerché il Dr. Michele Nardi il 13 Gennaio 2019 è stato accerchiato in autostrada da quattro auto dei CC e con mitra e pistole puntate in faccia portato in manette in celle malsane e insicure per una custodia cautelare? Perché non ad esempio, ammesso e non concesso si volesse dare credito a un accusatore bugiardo seriale, non concessi gli arresti domiciliari? Perché con fanfare mediatiche nazionali e internazionali è stato tradotto in gabbie e ammanettato per la testimonianza di un Flavio D'Introno, alcololista paranoico in cura al Sert? Un usuraio condannato e in galera per strozzinaggio, un millattantore e un bugiardo seriale! Un accusatore assolutamente inattendibile! Anche uno studente del primo anno di giurisprudenza o di psicologia lo avrebbe capito. A chi gioverebbe togliere di mezzo Michele Nardi? Su cosa stava indagando il P.M. Michele Nardi? Cosa forse non avrebbe dovuto portare a compimento?  Ce lo vogliamo chiedere? O gridiamo alleluja appena sentiamo il tintinnio delle manette basta però che non siano per noi e per i nostri cari. 

Un popolo si può dire che è maturo quando riesce a dissipare le ombre della generalizzazione e si focalizza sui casi nello specifico. Quando non viene vinto dalla cieca passione e riesce a distinguere. Ormai si va per categorie: tutti i medici sono delinquenti e da denunciare, tutti i magistrati sono delinquenti e da denunciare. Tutti i politici sono delinquenti e da denunciare. La Calabria è 'ndrangheta, la Sicilia è mafia, la Campania è camorra, la Puglia è sacra corona unita! Poi andando verso in Nord nebbia in val padana. Niente più organizzazioni criminali! Sarà l'aria? Comunque, dopo questa lunga premessa ecco dove
 voglio arrivare. É semplice! 

Dobbiamo imparare a discernere. A studiare. A capire. Ma mi rendo conto che non è cosa facile. Dobbiamo non generalizzare. Per esempio, se alcuni magistrati vengono arrestati si grida all’alleluja. Il male dunque é stato sconfitto. E no, signori miei. Alt! Non è affatto così semplice. Stiamo vedendo in questi mesi un mondo parallelo venire fuori dal cellulare dell’ex ormai leader maximo del csm Luca Palamara. C’è il Male. Certo che c’è. Ma non tutto è marcio. Il marcio è quando si fa passare un innocente per criminale perché magari intralcia i piani di corrotti e corruttori. Il marcio è quando più di qualcuno sposta l’obiettivo e fa passare per criminale chi non lo è per salvarsi… Corsi e ricorsi della storia.
Per non andare troppo lontano ricordiamo i primi anni 90. “Mani Pulite”. Un’altra mattanza per fare fuori gente scomoda. Oggi con il Trojan applicato al cellulare del magistrato Palamara stiamo assistendo alla terza guerra mondiale.

Arrivo al dunque... Il P.M. Michele Nardi viene arrestato in maniera plateale sull’autostrada. Quattro macchine dei Carabinieri lo circondano. Nemmeno Al Capone... Carabinieri con mitra e pistole puntati sulla sua faccia per mettergli le manette e portarlo in carcere. E che carceri! Era il giorno 13 gennaio 2020. Pieno inverno. Una armata militare per bloccare come un terrorista o un criminale seriale un inerme uomo che fino a quel momento conduceva una vita di lavoro e di affetti come qualunque essere umano nella media. Scaraventato nelle aule di udienza in manette e tenuto in gabbia come un condannato del braccio della morte e condannato non lo è stato mai perchè si tratta ancora dei preliminari di primo grado. Esposto come uno schiavo in catene al Colosseo davanti ai leoni, alla goduria di TV private con la bava alla bocca nel riprenderlo in gabbia! Un innocente fino a prova contraria. Non un condannato! No! Un Cittadino, e potrebbe capitare ad ognuno di noi, che viene sequestrato, umiliato, torturato e dato in pasto alle belve. Non si fa. Non oggi. Non in un paese d’Occidente che si definisce civile!
Arrestato su accuse di tale Flavio D’Introno, un alcolizzato in cura al sert, con sindrome paranoide. Un usuraio condannato e in carcere a scontare una pena definitiva per usura. Un millantatore seriale che manteneva più donne ignare l’una dell'esistenza delle altre. Ognuna pensava di avere svoltato nella vita avendo come compagno questo imprenditore di successo che altri non era che un avventuriero di bassa tacca. Un calunniatore probabilmente su commissione. E’ uno a cui i soldi piacciono.
Tutti i giornali di grande tiratura nazionale, i giornali di regime esultavano per lo scoop al momento dell’arresto del Dr. Michele Nardi! Michele Nardi il grande corrotto e corruttore! Nessuno che si sia preso l’incarico, la briga, che abbia sentito il dovere di controllare l’attendibilità del grande accusatore che corrisponde a Flavio D’Introno! Nessuno. Né chi avrebbe dovuto farlo prima di azzannare Michele Nardi e sbatterlo all’inferno, né gli investigatori dei nostri immensi quotidiani e settimanali, i più foraggiati dallo Stato.

Ecco dal carcere di Matera un’altra lettera inviata all’amico Gioacchino Onorati editore della Aracne editrice e Aracne.tv dal Dr. Michele Nardi.
Con l'invito, volendo, alla sua pubblicazione. Invito raccolto da J'Accuse... ! appena ne è venuta in possesso, qualche giorno fa, direttamente dal Dr. Gioacchino Onorati e previo il suo consenso.  Lettera manoscritta e trascritta da noi al computer successivamente al suo arrivo in redazione.


nardi onorati
" Caro Gioacchino,
ci ho messo un po’ a rispondere alla tua lettera perché significa richiamare alla mente eventi e momenti dolorosissimi. Comincio col dire che le indagini a mio carico sono iniziate il 20.11.15 e sono durate tre anni e mezzo, in barba ad ogni prescrizione di legge che indica in un anno e mezzo la durata massima delle indagini preliminari. Il mio arresto è stato effettuato come fossi un pericoloso criminale. Potevano semplicemente convocarmi in caserma o li notificarmi l’ordinanza di custodia. 
Invece mi hanno bloccato all’uscita autostradale e con quattro auto dei CC mitra spianati e pistola in faccia! Dopo alcuni giorni nel carcere di Lecce in una cella singola ma senza riscaldamento tanto da costringermi a dormire con il giaccone addosso, per ragioni di sicurezza personale. A Lecce sono detenuti moltissimi esponenti della sacra corona unita da me condannati all’ergastolo.
Mi hanno trasferito a Matera in una cella di 15 m con bagno e altri due detenuti. A causa del mio stato depressivo dopo 15 giorni mi hanno trasferito al reparto psichiatrico del carcere di Taranto. Un inferno, con cellule dotate solo di tazza wc e lavandino di 8 m quadri in cui eravamo stipati in tre senza possibilità di uscire mai dalla cella perché il reparto era strapieno di persone pericolosissime e fuori di testa tutte recluse per omicidio o per pedofilia violenta. I primi tre giorni non mi hanno dato nemmeno il cuscino o le lenzuola. Ho dormito vestito infilandomi in un sacco per l’immondizia, su un materasso lercio. I miei compagni di stanza non uscivano dalla cella da tre anni e da tre anni non facevano la doccia.
Sono rimasto lì un mese e poi per grazia ricevuta rispedito a Matera dove sono tutt'ora. Il cibo è di scarsissima qualità e cucinato male. Ho la fortuna di stare in cella con un ex collega che ha vissuto una esperienza più allucinante della mia. E’ un ex agente dei NOCS della polizia, persona garbata, educata e pulita. Quanto ai magistrati ... Il P.M. mi ha autorizzato le telefonate alla mia famiglia ( 10 minuti alla settimana!) dopo oltre un mese e solo perché il mio avvocato è andato a protestare. Non mi consentono di comprare, tramite l’amministrazione penitenziaria, un personal computer per poter studiare gli atti e sentire le intercettazioni. Ho fatto decine di istanze senza risposta! Vengo tradotto alle udienze con le manette in violazione delle disposizioni ministeriali e durante le udienze chiuso in una gabbia come un pericoloso mafioso o terrorista. Il 24 settembre era un anno dalla morte di mio padre.
Il 1 settembre ho chiesto al Gup di potere andare, scortato, alla messa per mio padre, il 24 pomeriggio. Mi hanno risposto il 15 ottobre dicendomi che ormai era troppo tardi. Mi hanno impedito di restituire un libro di procedura penale a mio figlio che gli serviva per gli esami. E molte altre cose che adesso non ricordo, perché ho cercato di rimuoverle dalla mente.
Ti dico solo che anche qui a Matera sto sempre in cella. Ho chiesto di passare un’ora il pomeriggio in una saletta con il mio collega che è stato autorizzato già a farlo. Aspetto da tre mesi la risposta. Il tribunale infine, alla prima udienza, senza chiedere il mio consenso ha fatto entrare le telecamere delle TV private. E si sono divertite a mandare in onda le mie immagini chiuso nella gabbia. Se non fosse per la forza straordinaria che mi da il signore, sarei stato spianato. Puoi pubblicare la mia lettera.
Michele "

Lettera arrivata per posta ordinaria a Gioacchino Onorati 6 dicembre 2019.

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