Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
P E N S I O N I:  queste cose ormai dimenticate
 

Coloro i quali dovevano difendere gli interessi dei pensionati e che nella campagna elettorale hanno conseguito il successo di sedere sugli scanni parlamentari, ottenuto il posto ambito, sono spariti dalla scena.

Questi personaggi invece di sollecitare e rendersi promotori di richieste legittime a favore dei pensionati, siedono ora in Parlamento alla faccia dei loro elettori godendosi la lauta retribuzione.

Allora cari pensionati bisogna che i problemi, che interessano la nostra categoria,  c’è li risolviamo da soli!  Innanzi tutto si vuol avvertire i cari rappresentanti che nella prossima legislatura, quelli che ancora vivranno e saremo in molti vista la pelle dura che abbiamo, non riceveranno più i nostri voti.

Pertanto viene chiesto al Governoa gran voce, ed in particolare al Cavaliere Berlusconi,  di far si che le pensioni fino ad ora elargite non si riducano per il crescente aumento del costo della vita  ad un semplice obolo.

Quindi per una adeguata rivalutazioneè opportuno abolire la tassazione completa sulle pensioni, almeno fino a quelle d’importo pari a € 30.000,00 e perl’eccedenza applicare una tassazione fissa ed equa di solidarietà, e che talipensioni non formino reddito con altre contribuzioni.

Le pensioni di effettiva anzianità, e non quelle concesse con pochi anni lavorativi,  che vengono ora elargite non sono altro che soldi provenienti dal lavoro quarantennale di ognuno di noi dalle quali ipassati governi hanno sempre sottratto molti fondi dalla consistente cifra depositata per pagare la cassa integrazione ed altri balzelli e consentire all’INPS di costruire e possedere sedi faraoniche e distribuire stipendi ben consistenti ai loro impiegati. Il fatto di essere para statali ha consentito anche di trarre beneficio sia da una parte che dall’altra.

Il fatto poi, che i Governi che si sono succeduti abbiano voluto imporre un balzello chiamato gestione separata, posta in essere per lavori che vengono esercitati al di fuori della pensione, non corrispondendo alcun contributo se non esiguo per alcune circostanze,  è veramente uguale almetodo usato nel  medioevo.

Se i contributi per le pensioni fossero stati versati dagli interessati su di un conto corrente bancario o postale , o stipulato una apposita assicurazione, oggi non graverebbe su di essi alcuna tassazione e non formerebbero in alcun modo reddito.

Dove però si potranno percepirele risorse per concedere tali benefici?

Semplice, ed il caro MinistroTremonti conosce bene la situazione.
 
Facciamo un esempio: la soppressione delle elargizioni di fondi concessi ai sindacati, ai giornali, quali ad esempio l’Unità, la Repubblicaed a tutti gli altri giornali di partito, la soppressione dei quattrocento e forse più enti inutili che percepiscono i contributi dal Governo, la riduzionedel numero delle organizzazione di controllo e di giudizio, anche in virtù dell’apporto della loro opera molto scarsa, l’abolizione delle Province con il conseguente scioglimento dei relativi Consigli, la riduzione dei componenti dei Consigli Regionali e Comunali e la soppressione di quelli Circoscrizionali e quellapiù importante della diminuzione del 50% degli attuali deputati.
 
Invece di fare quanto sopradetto, come si apprende dai giornali e dalla TV, un numeroso gruppo di Deputatidi destra, di sinistra, centro destra, centro sinistra, si è recato in pellegrinaggio a Gerusalemme.
Ci si domanda: chi ha pagato? Sempre “pantalone”? Se è così, perché si dice che non ci sono soldi per abbassare le tasse?

Guarda caso, solo in questa occasione destra e sinistra si trovano d’accordo a sperperare i soldi dei contribuenti specie alla faccia dei pensionati.

Caro esimio Cavaliere solo Lei può intervenire, come sempre, perché i Suoi Ministri non sono capaci di fare nulla perché debbono lavorare e che a tutti pensionati non interessa nulla il “federalismo fiscale” perché sappiamo per esperienza che sarà un’altra…..

Quindi  bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti, oggi e non domani, perché un cospicuo ritardo potrebbe essere molto pericoloso per la vita democratica del Governo.

Settembre 2008

Pasquino, la voce dei pensionati.   

 

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