Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
SCUOLA E PENSIONI. LE RIFORME  E LE CONTRORIFORME... E NOI PAGHIAMO!

Dal sito www.ilpopolodellalibertà.it ci è arrivata un’email nella quale tra l’altro è citato quanto detto da Renato Farina ex vicedirettore del quotidiano "Libero” diretto da Vittorio Feltri, ora deputato nel Popolo della Libertà.


Copiamo e incolliamo il "pezzo-pensiero" dal titolo:
"FARINA: Cambino mestiere gli insegnanti in lutto contro la riforma Gelmini". Aspettiamo i vostri commenti.

A noi questo "pezzo-pensiero" non è piaciuto! La riforma Gelmini non ci piace e non ci piacciono questi anatemi. Non sta scritto da nessuna parte che ad ogni cambio di Governo si cambino le regole.

 
 
I veri cambiamenti sono quelli che si ottengono con il tempo, con l'elaborazione degli eventi. Il mutamento ha bisogno di riflessione. Non di un'alzata di bandiera tanto per dimostrare che chi comanda "sono io". Non si cambiano le regole dall'oggi al domani. Senza ascoltare i tecnici del  settore. Senza probabilmente avere ascoltato nemmeno i professionisti delle dinamiche della psicologia dell'età evolutiva. Eppure questi non mancano.

I bambini e gli adolescenti non vanno disorientati! Già è la loro età che li disorienta, non mettiamoci anche noi adulti. Ma saremo veramente adulti? Questa è l'epoca del narcisismo. Gli altri non contano. Sono una scheda elettorale. Conta solo chi ha  "vinto". Chi ha il potere. La Cultura è merce scaduta. Conta chi dice l'ultima parola. E quelli che  hanno perso si inventano  il "Governo Ombra" pur di dire la loro, anche se non legittimati da un'assemblea popolare che non li ha votati. Ma loro parlano e parlano.
Ma noi, Cittadini itaIiani, abbiamo bisogno di stabiltà, come tutti i Cittadini del mondo. Abbiamo bisogno di meritocrazia. Ma l'una e l'altra sono morte in questo paese del nulla ormai.

Come per le pensioni... Un povero cristo che è ormai quasi prossimo al pensionamento, vede doppio e non si regge in piedi, fa un progetto sullo scampolo di vita che gli rimane  ma al cambio della guardia  di Governo, ormai ogni due anni circa,  va tutto a gambe all'aria: "Ha gli anni di contribuzione ma non ha l'età anagrafica" o "ha  l'età anagrafica ma non ha gli anni di contribuzione".  Un delirio demenziale. Roba da manicomio criminale. Non esistono più punti di riferimento certi e la programmazione della vita anche a breve termine è impossibile! Per il popolo del voto. 

Quello sulle pensioni è proprio un patto scellerato. I soldi che servono si possono recuperare tagliando i  benefit ai politici e le loro spese di rappresentanze varie.  Le scorte blindate che sono drammaticamente ridicole. I nostri politici blindati fanno ridere i polli.  Nessuno li ammazza. Si ammazzano tra loro. Lo spettacolo che danno, con le loro reciproche accuse e aggressioni, è desolante.  Un esempio di inciviltà che pesa sui nostri giovani i cui ideali sono ormai a pezzi. E noi paghiamo, in ogni senso.  morale e materiale
Si potrebbero ancora recuperare altri soldi tagliando le loro pensioni d'oro maturate dopo solo due anni di regno!  Non quaranta d'inferno nelle istituzioni per avere un misero obolo. Potremmo continuare all'infinito.
 
Torniamo al nostro tema principale: Gelmini Onorevole Maria Stella e gli insegnanti incazzati.
Gli insegnanti meritano il più grande rispetto. I giovani si formano, più che in famiglia, nella scuola e i loro Maestri devono essere rispettati! Ascoltati! Non liquidati da diktat. Nè delegittimati... a cominciare da genitori che si scagliano contro di loro ad ogni batter d'ali di mosca e, per finire, ai sit-ins dei politici.

La scuola italiana "non va male" per gli insegnanti. Ma per la cattiva politica! Gli insegnanti meritano una medaglia al valore militare, perchè stanno in guerra tutti i santi giorni! I

Ecco ora finalmente "il pezzo-pensiero" dell'Onorevole Renato Farina:

FARINA: Cambino mestiere gli insegnanti in lutto contro la riforma Gelmini

"Se ci fosse un po’ di coscienza di cosa vuol dire educazione e decenza, bisognerebbe far cambiare mestiere a quegli insegnanti che hanno ordito e praticato la messa in scena del lutto al braccio in segno di protesta per il decreto del ministro Gelmini".

Lo ha affermato Renato Farina, deputato del Pdl e componente della commissione Cultura e Istruzione.
"Questa esasperazione dei segni, capovolti nel loro significato in fondo sacro, per confermare un’ideologia e farla passare nella mente dei bambini e degli adolescenti e’ una vergogna. Qui si capisce perche’ la scuola italiana va male. C’e’ gente che usa i bambini come lavagne per scriverci sopra i propri slogan sindacali".

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