Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Conferenza stampa Asr oggi al Senato-Sala Nassirya
“Equo compenso. Il No del governo è un no alla democrazia”

dsc 8147-ins" Il parere negativo del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha bloccato l’iter del Ddl sull’equo compenso per i giornalisti non dipendenti, già approvato all’unanimità dalla Camera. ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANA "


Roma 31 luglio 2012 - Oggi conferenza stampa nella sala Nassirya del Senato della repubblica a Palazzo Madama. Richiesta approvazione del Senato al DdL contro il precariato dei giornalisti freelance. DdL approvato dalla Camera. Secondo la mia impressione nulla di fatto avverrà. Si rimarrà nelle sabbie mobili. A meno che i giornalisti precari non facciano guerra dura. Se non sbaglio l'Informazione è "La quinta colonna"!

dsc 8146-conferenza stampa-insertNonostante gli sforzi degli organizzatori della conferenza stampa: Enzo Jacopino, Roberto Natale, Solen De Luca e altri valenti giornalisti io purtroppo ho avuto la percezione che nulla di concreto si farà, per lo meno a breve come richiesto coralmente dai promotori. Come amaramente osservava il Principe di Salina nel "Gattopardo":" bisogna cambiare tutto perchè non cambi niente".  
I precari pare siano l'ultimo dei pensieri del ministro Elsa Fornero e soci.

Un grazie ai parlamentari promotori del DdL, politici attenti ai bisogni legittimi dei Cittadini lavoratori. Ma tante le chiacchiere ascoltate oggi in un torrido primo pomeriggio di fine luglio con i sanpietrini che si scioglievano al sole. Ciarle sgorgate dall' "io" incontenibile di alcuni tra i senatori presenti alla conferenza stampa e relatori. Promotori delle loro eccelse persone. Papaveri in libertà in un campo di narcisi che hanno relazionato... il nulla!

E' incredibile come in una società che si definisce civile e democratica ci siano certe realtà sconvolgenti. Giornalisti, attività intellettuale per eccellenza, pagati a 50 centesimi fino a tre euro a pezzo! E bisogna indire conferenze stampa a che i governanti si decidano a legiferare per tutelare il lavoro. Costituzione violata sotto gli occhi di chi ulula contro il lavoro nero e la schiavitù.  Un senatore oggi ha avuto perfino l'ardire di dire, dal podio da cui declamava e ricordava i suoi fulgidi successi anche di giornalista, sportivo, che uno dei motivi del precariato è che ci sono troppi giornalisti!

dsc 8196-insertdsc 8192-insSono intervenuti giornalisti e giornaliste giovani e meno giovani, diventati alcuni freelance per necessità perchè hanno perso il lavoro, che con passione e immensa dignità hanno solo chiesto che venga loro riconosciuto il diritto ad essere considerati professionisti quali sono e come tali essere rispettati.  Chiedono regole. Per difendersi da alcuni editori senza scrupoli che sfruttano il loro lavoro pagandolo meno di un'elemosina.


Se i giornalisti frelance fossero immigrati, gialli, neri, avorio e mussulmani avrebbero delle chances in più? In Italia si danno quaranta euro al giorno agli immigrati nei centri di accoglienza perchè il governo italiano fa scuola di bontà e  nel mondo ma si guardano come insetti fastidiosi quei professionisti che chiedono l'applicazione degli articoli della costituzione il cui articolo 1 recita che "siamo" una repubblica fondata sul lavoro! Non onorati anzi calpestati gli articoli 3 e 36 della tanto declamata Carta costituzionale da chi si sa solo riempire la bocca ma di fatto ne fa carta straccia. J'accuse... !

Ecco gli articoli che dovrebbero essere stampati a fuoco nella coscienza dei parlamentari. Un rinfreschino alla memoria dei nostri governanti recalcitranti e al ministro Elsa Fornero. Che se fosse stato per il voto degli italiani credo che mai siederebbe dove poggia in questi ultimi mesi i suoi delicati lombi. Ci è caduta sulla testa come il re travicello. E sta vivendo il suo momento di gloria.


 

LA COSTITUZIONE - PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.  
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

 

L'articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 
Articolo 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

 
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

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