Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
ingiustiziaSi dice che la legge è uguale per tutti  ma non sempre è così. A quanto pare, spesso, le donne possono accusare, denigrare, offendere ed umiliare tranquillamente i loro ex consorti; tanto non saranno condannate. Nelle separazioni gli uomini  devono soccombere sempre, ad  ogni costo e possono pure presentare tutte le denunce/querele che vogliono a tutela della propria persona e dei propri interessi  perché, anche se provate con testimonianze  e con  evidentissime contraddizioni rilevabili agli atti processuali verranno spesso comunque “archiviate”.  Persino quando è un giudice a rilevare e ad  attestare  che la donna  non  ha mai articolato e documentato le proprie asserzioni, le denunce/querele  dell’uomo verranno archiviate. Sembra proprio che la donna quando decide di separarsi può accusare il marito come meglio le aggrada. Altrimenti come farebbe ad ottenere tutto ciò che vuole ? Qualcuno diceva: “Il fine giustifica i mezzi” e, per quanto concerne le separazioni matrimoniali, non c’è nulla di più vero ed attuale. Tale regola appare valida solo ed esclusivamente per le donne, non certo per l’uomo. Se poi, a distanza di molti anni e dopo che il malcapitato ha  speso una vera fortuna per gli avvocati che l’hanno dovuto difendere, le false accuse dovessero rivelarsi  del tutto infondate, non ha alcuna importanza. Una volta ottenuti gli scopi prefissati ( casa coniugale e consistenti  mantenimenti con la scusa di tutelare i figli ) tutto può essere archiviato  per “infondatezza”, come se nulla fosse mai accaduto. Anzi …, visto  che ci si trova, il legale della donna, che insieme a lei aveva “volutamente” studiato e premeditato il tutto, potrà sbizzarrirsi e vendicarsi e, magari, presentare anche una contro-querela contro colui  che ha osato ribellarsi ; così  impara !

Eppure dagli atti emerge chiaramente che la separazione,  rigorosamente di tipo giudiziale, era stata cercata e voluta a tutti i costi e con l’assoluta convinzione di poter ottenere l’ allontanamento dell’ uomo dalla casa coniugale ed una vera e propria “rendita vitalizia e parassitaria”, pari ai 3/4  dello stipendio del malcapitato e sebbene lei avesse redditi propri certi e documentati  tali da consentirgli una vita agiata; nonché, sebbene lei avesse tutte le possibilità di poter lavorare e non intendesse farlo per ovvi motivi. In tal modo, alla fine, gli accusati diventano accusatori e le vere “vittime” vengono fatte risultare come veri e propri “carnefici”  privi di sentimenti e caratterialmente propensi alle violenze ed ai maltrattamenti in famiglia, ed il gioco è fatto. Purtroppo, queste sono le nostre Istituzioni e la nostra “giustizia”  e ce le dobbiamo tenere. E  c’è pure chi ha ancora il coraggio di andare ripetutamente nelle trasmissioni TV  a difendere a spada tratta il  “Sistema”  per evitate che le cose  vengano cambiate. In pratica, così, le donne furbe ed in malafede sarebbero legittimate a fare tutte le false accuse che vogliono. 

Che tristezza!  Ciò serve pure da monito per tutti coloro che, in futuro,  vogliono opporsi agli assurdi provvedimenti emessi nei loro confronti. Se poi l’avvocato di controparte è  pure conosciuto ed influente, perché magari  è, oppure  è stato, un componente del Consiglio dell’ Ordine Forense, allora non c’ è  proprio alcuna speranza  di poter ottenere l’auspicata giustizia, perché pure il  citato Consiglio eviterà di intervenire. 

In Italia il povero ex marito e padre deve sempre soccombere. Questa sembra essere la regola (o meglio la “consuetudine”, come si preferisce ). Per chi non intende capirlo sarà peggio per lui, così impara a sposare la donna sbagliata.

Le “guerre tra i coniugi,” evidentemente, sono considerate cose di  poco conto che, con il passare del tempo, dovrebbero sistemarsi da sole ( ovviamente dopo aver speso cifre astronomiche per le spese legali e giudiziarie )  e, soprattutto, quando  uno dei due ( quasi sempre l’ uomo ) , ormai sfinito,  dovrà scendere necessariamente a compromessi . Già, perché, prima o poi, finiranno le risorse economiche per sostenere le spese derivanti dalla separazione.  Il trascorrere degli anni faranno il resto e tutti non vedranno l’ ora di  farla finita con le odiosissime cause ( ma, intanto,  gli avvocati hanno incrementato i propri redditi e, spesso, anche di parecchio, visto che per una separazione oggi si arriva anche a superare abbondantemente le centinaia di migliaia di €. ). Il guaio è che  ci sono ancora autorevoli rappresentanti delle Istituzioni che si ostinano a minimizzare la problematica dei padri separati, un vero e proprio “dramma sociale”,  e vanno in TV  a parlare continuamente di sole violenze verso le donne ( povere vittime degli uomini  ), di stalking, ecc. ecc...  . A loro dire, sembra che la maggior parte degli uomini siano violenti, mentre non risultano che pochissimi casi di violenze perpetrate ai danni degli uomini. In conclusione, le donne italiane sarebbero tutte “Sante” e  “martiri” degli uomini (dei veri mostri ! ) .

Nessuno vuole prendere atto che le vere vittime delle separazioni  sono, soprattutto, i poveri figli oltre che ai loro padri. Fino a prova contraria, sono questi ultimi ad essere ridotti in miseria  ed in “schiavitù”  poiché costretti a lavorare per assicurare una vera e propria RENDITA VITALIZIA E PARASSITARIA  alle loro ex, le quali, nella maggior parte dei casi, si sono inventate di tutto e di più  con il preciso intento di  conseguirla, restando quasi sempre impunite, unitamente ai loro legali  “senza scrupoli”. Questa  rimane la modesta opinione e sono le amare considerazioni alla quali è giunto chi scrive,  che assicura è contro qualsivoglia forma di violenza (soprattutto verso le donne ed i bambini ). Lo scrivente, che ha subito amare ingiustizie. Un padre scippato dal suo diritto/dovere/piacere di padre.

Povera Italia !  Noi padri, con tutta la buona volontà, non possiamo certo essere orgogliosi di appartenere a questa Repubblica  e festeggiare  i  150 dell’ unità d’ Italia.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Giornale online iscritto il 2/05/2008 al n. 184/2008 del Registro di Stampa del Tribunale Civile di Roma.
Direttore Ernesta Adele Marando. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.