Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
suicidi-in-carcereSTRAGE DI CITTADINI DETENUTI NELLE CARCERI ITALIANE – LA PENA DI MORTE MEDIANTE SUICIDIO HA COLPITO SESSANTAQUATTRO SVENTURATI – LA “RIFORMA DELLA GIUSTIZIA” HA GARANTITO IL MANTENIMENTO DELLA PENA DI MORTE IN ITALIA CON BOIA GRATIS TRA GIUDICI E POLITICI – UNA NOSTRA INIZIATIVA PERCHE’ LA STRAGE CESSI.

J’accuse invita i familiari delle vittime della strage a inviare all’email del giornale la documentazione in loro possesso che consenta di ricostruire le condizioni che hanno spinto al suicidio i propri congiunti.

La sessantaquattresima vittima della pena di morte in ITALIA pare fosse un invalido al cento per cento. La strage ha tanti padri tra giudici e politici. Inutile farne i nomi per consentirgli di elargire biografie immacolate. Sono degli assassini e risponderanno un giorno dei delitti commessi creando e tollerando una situazione che in molti casi ha accomunato i Cittadini detenuti suicidi agli ufficiali e agenti della polizia penitenziaria portati al suicidio dalle modalità con cui sono stati costretti a svolgere il proprio lavoro. Ma un’iniziativa vogliamo avviare per il rispetto della memoria dei nostri sventurati fratelli che sono stati spinti al suicidio dalla mancanza della speranza di un sorriso, di una giustizia meno degenere: J’accuse invita i familiari delle vittime della strage a inviare all’email del giornale la documentazione in loro possesso che consenta di ricostruire le condizioni che hanno spinto al suicidio i propri congiunti. Se ne faranno delle schede che saranno affidate a un gruppo di Avvocati per  far predisporre un libro bianco e denunciare alle Nazioni Unite e alla Commissione Europea quelle stragi indegne di un paese civile e i responsabili individuali a livello attivo e omissivo. E anche come base per pretendere un’amnistia generale e delle Leggi che aboliscano la pena di morte mediante suicidio in ITALIA.  Chiediamo la collaborazione di tutti perché finisca quella strage. Di cui saremo tutti responsabili se non avremo fatto quanto nelle possibilità di ciascuno di noi perché finisca.

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