DoctorNews33 -  QUOTIDIANO ON LINE DEL MEDICO ITALIANO - 2 ottobre 2010
default-538imhp1Il trend dei contenziosi per errori professionali, da tempo in costante aumento, nell'ultimo mese sembra aver toccato livelli di guardia. «Anche se non è possibile quantificarlo, dopo il caso della lite in sala parto a Messina, il numero dei professionisti denunciati è in progressivo aumento. Tanto che un medico su quattro ha ultimamente confessato di aver accarezzato l'idea di mollare il camice. Per paura che dietro ogni paziente si nasconda una denuncia, e quindi un nemico». È il quadro tracciato da Maurizio Maggiorotti, presidente Amami, l'Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente, che nelle ultime settimane sta raccogliendo «numerose lamentele» da parte dei camici bianchi. L'Amami stima che oltre l'80% dei chirurghi ha ricevuto o riceverà almeno una richiesta di risarcimento o un avviso di garanzia per presunta malpractice durante il corso della vita lavorativa. «Considerando la durata dei processi - spiega Maggiorotti - possiamo affermare che i camici bianchi italiani trascorrano un terzo della propria vita lavorativa sotto processo. Tuttavia, l'esperienza attuale ci porta a considerare che l'80% dei processi per malpractice (a livello penale) si conclude con l'assoluzione del medico imputato». In campo civile, invece, l'80% delle domande di risarcimento viene accolta, «ma - sottolinea Maggiorotti - alla fine il risarcimento equivale al 10% della richiesta iniziale».

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