Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
diritti-umani-negatiMAFIA COLONIALE - A CENTOCINQUANTA ANNI DALLA CONQUISTA E ANNESSIONE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE DA PARTE DEI MAFIOSAVOAIRDI - IN “ITAGLIA”  CONTINUANO LE OPERAZIONI DI MAFIA  COLONIALE CONTRO IL  SUD CON MIGLIAIA DI ARRESTI NEL SILENZIO ASSOLUTO DI UNA CLASSE POLITICA IMBELLE E VENDUTA

Da ieri le agenzie di stampa italiane ed estere si sono scatenate nell’esaltazione dell’operazione mafiopoliziescogiudiziaria che ha portato in carcere oltre trecento Cittadini di origine calabrese tra la CALABRIA e la LOMBARDIA.
Si sprecano le conferenze stampa con i numeri dell’operazione senza che nessuno rilevi come abbia le caratteristiche di rastrellamenti con connotazioni razziste. Senza alcun intervento delle Nazioni Unite o del Consiglio d’Europa in difesa dei “diritti umani”. Fatti valere esclusivamente per mettere in cattiva luce il governo italiano per una proposta di legge con la quale riesce da solo non solo a mettersi in difficoltà ma anche in ridicolo.
Spezzoni di filmati delle forze di polizia in cui si notano persone che si salutano cordialmente incontrandosi vengono spacciati come prove della “pericolosità dell’organizzazione criminale colpita a morte”. Inquisitori antimafia idioti e tronfi si propongono come supremi tutori di una società sempre meno libera e priva di diritti.

In nessun paese del mondo si assiste allo scempio sistematico delle libertà individuali operato in "ITAGLIA" dai manganelli del ministro dell’interno leghista con l’apporto essenziale degli inquisitori “c.d. antimafia”. Questi ultimi si esibiscono in dichiarazioni orgiastiche di magnificazione della propria efficienza per questa ennesima operazione razzista  con la quale, come fanno ormai da un trentennio, nascondono la propria incapacità di applicare la Legge a fini di giustizia dietro le facciate di conferenze stampa assicurate da giornalisti prezzolati. Gli stessi giornalisti che dopo avere scioperato contro la “legge bavaglio” da sempre applicata dall’inquisizione giudiziaria al potere in  "ITAGLIA" si guardano dal chiedere conto della ennesima carcerazione di Gianluigi GUARINO, già Direttore del Corriere di Caserta e oggi di Casertace.net per un “cumulo” di condanne emesse in sentenze per “diffamazione a mezzo stampa” mai notificategli.

Dal 9 Luglio GUARINO si trova detenuto nel carcere di BENEVENTO e sconta così il reato di essere stato un giornalista libero in un SUD dove la libertà di stampa è garantita solo a chi esegue gli ordini dei mafioinquisitori e ne pubblica acriticamente ogni velina. E’ quanto accaduto anche al Direttore de Il Dibattito Francesco GANGEMI. Buttato in carcere per avere osato rivendicare la libertà del SUD contro l’inquisizione mafiogiudiziaria mentre i grandi politici in servizio e al servizio della maggioranza che aveva giurato di fare la riforma della giustizia si sono defilati dimostrando una viltà assoluta pari solo al consumo delle papille linguali per leccare le terga dei mafioinquisitori. Viltà oggi riesibita con il  silenzio assoluto di fronte all’ennesimo scempio ai danni dei Cittadini del SUD. Tutti mafiosi e tutti ‘ndranghetisti e per questo rastrellati e buttati in carcere. Mentre le carceri si riempiono ancora di sventurati tra i quali si conteranno altri suicidi che porteranno all’"ITAGLIA" l’ennesimo primato mondiale di cui i mafioinquisitori la fanno andare fiera: La pena di morte applicata a costo zero. Senza alcuna spesa per i boia. E mentre il ministro degli esteri sconcertato di professione e quello di giustizia del governo che aveva assicurato la “riforma della giustizia” ragliano al vento la propria inadeguatezza assoluta divenuta complicità dell’inquisizione mafio giudiziaria. L’unica capace di garantire ai propri membri il diritto di rapina dei beni dei Cittadini con perizie false con le quali comprano case a prezzi stracciati e si garantiscono l’immunità assoluta con la prescrizione.

L’unica mafia giudiziaria capace di applicare i bavagli ai Giornalisti liberi come GUARINO e GANGEMI sbattendoli in carcere senza alcuna protesta né rilievo del capo dei giudici itagliani prodigo di esternazioni a buon mercato su temi suggeriti dalla “grande stampa” del NORD. Mafia giudiziaria capace di garantire le persecuzioni giudiziarie degli Avvocati che osano difendere utilmente Cittadini rapinati dei propri beni dagli appartenenti alla casta mafioinquisitoria che fa ammettere solo le prove dell’accusa per assicurare la condanna di quegli Avvocati e mandare il messaggio terrorizzante: L’avvocato che in ITAGLIA difende utilmente un Cittadino contro le rapine dei mafioinquisitori sarà sbattuto in galera, giudicato e condannato senza prove. Se invece collaborerà con i mafioinquisitori sarà fatto giudice onorario.  E di quest’ultimo i giornalisti agli ordini dei mafiornquisitori ne esalteranno le gesta. Promuovendo l’ulteriore degrado di quella che nel Regno delle Due Sicilie era la società più civile d’Europa e del Mondo. Finita per l’azione mafiosavoiarda di aggressione e annessione di cui le operazioni di rastrellamento mafioinquisitorio festeggiano il centocinquantesimo anniversario.

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