sanmarcoinlamis-paeseSecondo i dati dell’ indagine “Ecosistema rischio 2009” di Legambiente e della Protezione civile,“la Puglia è la terza regione in Italia per presenza di strutture in aree a rischio idrogeologico”. Ormai nulla più ci stupisce! Il territorio di San Marco in Lamis è molto fragile dal punto di vista idrogeologico per questo i violenti nubifragi che si abbattono nel paese fanno gravi danni di cui nessuno se ne cura. San Marco è in una situazione molto rischiosa e si porta dietro l’eredità data dalla cementificazione. Negli ultimi trent’anni sono stati approvati piani edilizi , sono state costruite case che non mettono in condizioni di sicurezza le persone che le abitano.

Parlando con  l’assessore ai lavori pubblici e consigliere provinciale Michele Augello emergono questi ed altri problemi. Problemi di un luogo “dissestato” che fa  parte del Parco Nazionale del Gargano,che è quindi area protetta. Ma protetta da chi? Di protezione sembrerebbenon ce ne sia molta considerando che non ci sono eventi mirati per  la difesa del suolo,come rimboschimenti o rafforzamento del torrente. Alcuni interventi sono stati fatti,finanziamenti di milioni di euro sono arrivati,ma non ci sono  controlli da parte della guardia forestale e non c’è un monitoraggio che  mira ad eliminare i vari pericoli.   Il luogo più rischioso, nonostante ci si renda conto che  interventi adeguati potrebbero rallentare il corso dell’acqua che scende a valle, rimane comunque quello della zona del bosco Difesa San Matteo dove si trova il canale della Fajarama. Malgrado sollecitazioni e varie conferenze, opere per la difesa del suolo non se ne sono viste.

Quello che lamenta Augello e l’amministrazione attuale è che ci si avvicina a questi luoghi solo nel momento in cui eventi terribili si sono già scatenati, ma continuano i ritardi nella prevenzione e il pericolo frane e alluvioni resta così elevato. Dopo la violenta alluvione del 12settembre dello scorso anno ,che ha portato alle luci della ribalta San Marco,si attendono risposte dal Ministero dell’Ambiente per interventi di manutenzione da fare nel territorio che ammontano a milioni di euro. Sebbene interventi per regolare il flusso delle acque siano aumentati ,la distruzione del suolo continua tra cementificazione e speculazioni. “Il cemento crea uno strato impermeabile che interrompe gli scambi fra le acque dei fiumi e le acque sotterranee e riduce la quantità d’ossigeno disciolto nell’acqua, trasformando fiumi e torrenti in canali ,in cui le acque scorrono più rapide ,aumentando così il rischio che durante le piene le acque travolgano gli argini inondando campi e costruzioni attigui; mentre dovrebbero essere piantati sulle sponde ,alberi di alto fusto che aumentano la capacità del suolo di trattenere le acque.” Per qualche attimo ci si rende conto che il nostro ambiente merita rispetto,ma appunto, solo per qualche attimo! Si punta anche il dito nelladirezione giusta ma dopo poco nessuno più pensa, e continua così questo scempio voluto dall’uomo.

Il paese non è stato mai dotato del termoregolatore portando così a problemi di natura sia tecnica che amministrativa – afferma Augello – ma l’amministrazione attuale sta cercando di mettere fine a questa cementificazione selvaggia e sta bloccando concessioni edilizie date anni fa. Non possiamo certo impedire alla natura di fare il suo corso,ma l’ uomo costruisce proprio in zone più esposte al rischio senza rispettare fondamentali regole di corretta gestione del territorio … E allora la colpa di chi è?!Non di certo dell’ambiente!La Terra si muove e ci dà numerosi segnali … ma noi ci muoviamo?

Altro problema che emerge dalle parole di Augello è quello di capannoni dismessi dove c’è pericolo di amianto,ed è ormai a tutti noto la sua pericolosità. Le strutture risalgono agli anni Ottanta,periodo in cui le costruzioni erano ricoperte di eternit. Una normativa in vigore da 1992 vietala vendita di materiali di cemento amianto. L’amianto quindi,ha cessato di essere commercializzato dal ’92 , ma tra il 1965-1983 c’è stato il suo boom nell’edilizia per cui molte sono rimaste le strutture ricoperte da esso. I tetti di eternit col passare degli anni,a causa d’intemperie e piogge acide si deteriorano con la possibilità di liberare fibre e diventare quindi dannoso. L’inalazione di queste fibre da parte dell’uomo è responsabile di gravi malattie. Nell’ospedale di San Marco in Lamis risultano molti i malati di leucemia , soprattutto di leucemia infantile. Dati sempre più allarmanti. Perchè così tanti sono i casi di malati di leucemia infantile? L’amianto, ormai bandito, continua però a mietere vittime! L’azienda Ausl e l’Arpa sicuramente provvederanno.

Siamo sempre più stufi di continuare a parlare di tragedie annunciate!

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