procura-rcoscuramentoCi sono cose che non tornano. Come ad esempio che il popolo calabrese sia per lo più rappresentato dai ‘ndranghetisti da reprimere ad ogni costo. Con  falce e martello. Con bazooka. A botte di caschi blu e aumento di numero di magistrati. Per tenere sotto controllo i facinorosi “bombaroli”.Com’è possibile che in tutta Italia i più arretrati e selvaggi italici siano i calabresi?

Ci siamo chiesti perché la Calabria è stata messa al confino? Come volete spiegare il fatto che la Calabria sia alla deriva. Lontana da ogni grazia di Dio.

Da sempre si sa che le vie dell’emancipazione passano per le vie della comunicazione. Stradale, ferroviaria, aeroportuale. Per la via telematica. E per le vie del lavoro. Ebbene, la Calabria è fuori da tutto questo.

Niente posto di lavoro. Niente strade. La costa ionica, la più malfamata, è attraversata da una carrettera, la SS 106 che, paese dopo paese, stancamente e insidiosamente conduce i pellegrini locali e extraterritoriali a passo d’uomo. Anni luce per attraversare poche centinaia di chilometri su strade dissestate, strette, rischiose. Costellate da numerosi annunciati incidenti stradali e morti. L’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Praticamente inesistente e mortale con i suoi mille percorsi alternativi e ad ostacoli. Cantieri in piedi da decenni. Le ferrovie a un solo binario. La locride tagliata fuori. Fermate in pochi paesi. Chi non ha la macchina per andare nei paesi vicini non si muove. La linea veloce è un miraggio.

Via telematica. La linea veloce Internet non arriva ovunque. Se vuoi collegarti, in molte località devi comprare e usare la pendrive se non vuoi dissanguarti con le bollette telefoniche.  Pendrive che va a tariffa oraria ed è costosissima rispetto alla linea ADSL. La linea che c’è ancora in molti posti in Calabria è la ISDN. Molto più costosa dell’ADSL. Grosso businnes delle aziende e grandi spese da parti degli utenti. Internet ad orario. Magari la notte e i festivi che costa di meno. Nessuna possibilità di scelta come nel resto d’Italia. Solo nel terzo mondo puoi vedere certe cose. La Cooperazione internazionale che aiuta i paesi in via di sviluppo dovrebbe diventare nazionale ed aiutare la Calabria. Più terza che mai.

Le Istituzioni sono latitanti. I posti di lavoro spessissimo riservati solo ai clientes dei politici. Parenti, compari e conoscenti. I poveri mortali o vivono di contributi o si devono inventare la vita ogni giorno. E tutto questo sotto gli occhi inorriditi e “legalitari” di molti. Che ad ogni passo sventolano la legalità che in realtà sembra non conoscano cosa sia. Che mangiano e bevono con i soldi dello Stato, cioè di noi altri contribuenti. E di chi sono questi “ occhi legalitari”? Più o meno di tutti quelli che gridano allo scandalo e che strillano “bisogna dare una lezione ai ribelli”Perché alla fine i ribelli sono su per giù tutti i calabresi anonimi. Senza volto né voce. Che da decenni abbassano la testa per quieto vivere. Ma se fanno uscire la testa ormai sott’acqua solo per respirare vengono manganellati. Tutti mafiosi questi calabresi. Questo il messaggio a livello planetario. Indagini preliminari: leit motiv: la 'ndrangheta. Ma chi sono questi "'ndraghetisti? Non potrebbero essere spesso collusi con i poteri forti  se sono così potenti? Chi li copre? Ad ogni modo e ad occhi chiusi e subito detto "è sempre la "ndrangheta".  Esseri alieni di un altro pianeta. Che nessun potente istituzionale conosce!  Sono loro i malfattori colpevoli dell’attentato. Solo questi alieni mafiosi. E chi altro se no?  Già a poche ore dal fatto, anzi subito, a poche ore dall’’esplosione della bombetta in procura, si erano avviate e concluse indagini serie. E si sono trovati all'istante i colpevoli. Indagini eccellenti! In altri paesi non ci sarebbe stato nemmeno il tempo per inviare un fax. A Reggio Calabria è tutto chiaro!

E giù presidenti dello stato, ministri degli interni, della giustizia e altri “illuminati” santificano già  i martirizzati giudici calabresi. Santi subito. Anche se taluni tra questi sono fortemente indagati, civilmente e penalmente. Ma non conta. Sono eroi. E se per caso si stava per fare luce su alcune cosucce non proprio limpide perpetrate da questi giudici, oggi eroi e martiri potenziali, tutto si ferma. Non si può. Perché? Perché allora forse si vedrebbe che magari non è oro tutto quel che riluce. Non tutti i magistrati sono eroi alla guerra sul fronte calabrese. Forse si vedrebbe, a dire la verità si vede da un pezzo, che molti magistrati che si sentono obiettivi sensibili di attacchi mafioso-‘ndranghetisti in realtà sarebbero più ‘nranghetisti dei loro presunti attentatori muniti con bombe e petardi. E sentenze…

E’ bastata una bombetta per sguinzagliare poliziotti, carabinieri, giudici e politici. Associazioni di aspiranti eroi-suicidi "ammazzateci tutti" et similia. Tutti in massa a difendersi dai delinquenti di mafia. Sembrava non aspettassero altro.

Ma questi solerti servitori dello stato, presidenti e ministri, consiglieri regionali, dov’erano e che cosa hanno fatto quando la Calabria e i calabresi cominciavano ad andare a fondo? Perchè il popolo di Calabria non è stato tutelato come gli altri popoli di altre regioni? Perchè è stato colpito e affondato?

Perché e come mai a poche ore dalla bomba alla Procura di Reggio Calabria, qualche giorno fa, si è stabilito e diffuso in note d’agenzia stampa che i colpevoli sono senz’altro appartenenti alla “'ndrangheta”? E con mazze, randelli e mitraglie in massa sono scesi, dalle Alpi alle Piramidi per fare un repulisti in Calabria. Tutti i calabresi vivono in un clima di rastrellamento e oscuramento. Terra martoriata, offesa e vilipesa dalle stesse Istituzioni. Una Terra che se si ama e se si rispetta la si cura. La si abbellisce. La si arricchisce. La si onora con strutture e infrastrutture funzionanti e adeguate al resto d’Italia. Ma la Calabria no. Terra conquistata e in svendita per esportare “valori”al di fuori de essa. Se in Calabria prosperasse il Lavoro, il Rispetto dei più forti verso i più deboli, il Rispetto per la Natura, non ci sarebbe tanta violenza!

Una domanda provocatoria: Cui prodest? A chi è giovata la “bombetta” alla Procura? Le associazioni mafiose “’ndrangheta, la mafia, la camorra eccetera” si sa per antichi retaggi, odiano il clamore. Non vogliono sguardi su di loro. Non desiderano un rinforzo delle forze dell’ordine. Non amano tanti giudici tra i piedi. La bombetta che non ha fatto né morti né feriti, ha solo portato un poco di lavoro a carpentieri, muratori e vetrai, ha però innescato il meccanismo:Più giudici. Più forze dell’ordine. Giudici con macchina di servizio e scorta a chi non ce l’aveva ancora. Magari per scortare anche la moglie o la madre dal parrucchiere. O i figli al maneggio.


Giudici blindati ed eroi “per caso”. In un momento storico in cui i giudici stanno perdendo prestigio e credibilità. Gli eroi servono. Sono funzionali al Sistema. Bisogna riportare tutto nei ranghi.

Sarà che sono appassionata di romanzi del genere legal thriller di John Grisham, tipo Innocente. Una storia vera ( fatto narrato realmente accaduto), Avvocato di strada, Il ricatto e altri che magari mi faccio dei films mentali. Sarà così… Perché questa è una breve analisi selvaggia di una casalinga. Cioè me. Se ho sbagliato e sono fuori strada mi perdonerete. Non sono una politologa. Non gradisco i vari Annozero. Sono una che cerca  di usare la propria testa in questo mondo  di  ipnosi dilagante. Che vive in questa realtà calabrese della locride. Non sono una simpatizzante né una postulante dell’antimafia. Se lo fossi ragionerei in maniera diversa. Sarei più politicamente corretta.

08 gennaio 2010 Anastasia