Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
l-morattibettino-craxiLe notizie diffuse dalle agenzie sull’intenzione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, a 10 anni dalla morte di Craxi, di intitolargli una via o un giardino sono state seguite da quelle relative agli anatemi dell’inquisitore  leader dell'Idv Antonio Di Pietro per il quale Craxi resta un "latitante, condannato per corruzione e illecito finanziamento ai partiti" e del suo ex collega nel pool di 'mani pulite', Francesco Saverio Borrelli, che definisce "indecoroso e offensivo intitolare una via e una piazza a un personaggio che e' morto da latitante". 

di-pietrofrancsco-s-borrelliE’ esaltante verificare come gli ex colleghi inquisitori si ritrovino
d’accordo su un punto dopo che il secondo ha detto del primo quanto lo disistimasse come documenta, nella biografia di DI PIETRO, Filippo FACCI.  La ritrovata concordia tra i due si spiega avendo entrambi operato con “mani pulite” non tanto e non solo per trasformare CRAXI da capo del governo in “latitante”, ma lo Stato italiano in una “Repubblica pentitocratica che galleggia su un mare di comunicazioni giudiziarie”, come evidenziò l’Osservatore Romano a Novembre del 1995.

Quella trasformazione avvenne per la viltà della classe politica che non seppe reagire alle aggressioni mafiose degli inquisitori; viltà dei giornali e giornalisti che di gaglioffi fecero degli eroi perdendo persino ogni senso della decenza, arrivando a paragonare DI PIETRO a una forza della natura nel confronto con le Cascate del Niagara; viltà dei sudditi del potere di turno che da Cittadini accettarono di svendere le proprie libertà per leccare gli inquisitori e dare addosso alle vittime di costoro, ripetendo il copione eterno dei servi. Fu la devastazione dello Stato di diritto a opera di un gruppo di inquisitori la cui ferocia è pari solo alla loro ignoranza dei Diritti Umani e delle Leggi, mascherata dall’ossequio formale alla funzione giudiziaria.

mani-dietro-le-sbarrepena-di-morteLe conseguenze sono una gestione giudiziaria oggettivamente simile a quella riservata alle plebi iraniane, cinesi, cubane, solo per citarne qualcuna. Ma più raffinata. Per esempio nel comminare la pena di morte.




tortura-morteE’ quanto avviene  accettando che in carcere si suicidino – solo nell’anno corrente - ottanta Cittadini, e così facendo risparmiare – eccelsa forma di collaborazione con il potere politico idiota e imbelle – i soldi del boia. Ma anche – raffinatezza delle raffinatezze – applicando la pena di morte per suicidio a Cittadini innocenti ( assistiti da due presunzioni di innocenza internazionalmente garantite dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dal relativo Trattato delle Nazioni Unite, oltre che dalla Costituzione italiana) suicidiati(si) in carcere talvolta prima di essere rinviati a giudizio.

Forse è da questa oggettiva alleanza tra inquisitori e politici da due soldi che nasce l’incapacità della classe politica di rispondere alle aggressioni dei primi anche in occasione dell’intitolazione di una strada a una delle loro vittime. Perché in realtà se gli inquisitori si sono dotati – caso unico al mondo – di un partito politico e di un organo di stampa che ne diffondono ed esaltano il verbo, interferiscono quotidianamente nell’attività del Potere Legislativo, si liberano di ogni responsabilità anche per le azioni più infami ( come rapinare a prezzi irrisori case di abitazione o fare assassinare Cittadini innocenti da assassini elevati a “collaboratori di giustizia”, liberati per assassinare, mentre si condannano coloro che avevano avvertito dell’imminenza dell’assassinio) tutto ciò gli inquisitori fanno per la viltà della classe politica che parla di riforme della giustizia senza farle e aumenta il potere e le prebende degli inquisitori.

Spera con ciò, la classe politica, che il partito degli inquisitori, dentro e fuori il Parlamento, le eviterà la fine di CRAXI cui gli inquisitori avevano assicurato riconoscenza eterna in cambio della sterilizzazione del referendum sulla responsabilità dei giudici, della devastazione della Corte di Cassazione attuata da MARTELLI su richiesta di VIOLANTE, della perpetuazione nelle regioni del SUD del potere coloniale sostituendo  alle baionette dei bersaglieri e repressioni poliziesche l’inquisizione antimafia? 

mercedes-biancaNon ricorda, o fa finta di non ricordare, la classe politica come, incassato quanto avevano richiesto, gli inquisitori lanciarono “mani pulite”,  realizzarono la “Repubblica pentitocratica”, devastarono il SUD perpetuandone, con raffinatezza antimafia, la sottomissione coloniale. Anzi   la classe politica, per viltà, opportunismo, stupidità, continua ad assicurare la carriera all’inquisitore della mercedes bianca e dei cento milioni di lire “restituiti”, senza interessi, in una scatola di scarpe, consentendogli di opporsi, assieme al suo ex collega,  all’intitolazione di una strada a una delle vittime.

carnevale-cluciano-violanteMentre la stessa classe politica si affida per le riforme alla “bozza Violante”, cioè di chi, aggredendo la Corte di Cassazione e il Presidente Corrado CARNEVALE, della Giustizia fece scempio. Quello scempio che consente oggi, specie agli inquisitori periferici, la gestione coloniale della giustizia senza regole e senza controlli, devastando i Diritti dei Cittadini. Terrorizzati dall’alternativa, per molti impossibile, quando abbiano problemi di giustizia in Italia, del darsi alla latitanza all’estero, per essere aggrediti e perseguitati anche dopo morti dagli inquisitori; o la possibile morte in carcere per “suicidio”, pestaggi, infezioni. Se la classe politica fosse capace di un sussulto di dignità e coraggio, di rispetto per il mandato dei Cittadini, avrebbe solo da  ripristinare subito, a Nord e Sud, lo Stato di Diritto e rompere definitivamente con gli inquisitori. Con un’amnistia generale e la revisione speciale di tutte le sentenze emesse a conclusione dei processi creati dagli inquisitori per impadronirsi dello Stato con le manette e la pentitocrazia.  

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