Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
gesuscagli-prima-pietraGESU’ SALVO’ LA DONNA CHE STAVA PER ESSERE LAPIDATA INVITANDO A SCAGLIARE LA PRIMA PIETRA CHI FOSSE STATO SENZA PECCATO – ANCHE PER QUESTO FU ASSASSINATO SULLA CROCE DAL FORMALISMO GIUDIZIARIO CHE ANCORA OGGI LO PERSEGUITA – ANCHE SE NON PUO’ NUOVAMENTE ASSASSINARLO - TERRORIZZATO DAL SUO INSEGNAMENTO DI PACE, DI CARITA’, D’AMORE.

E’ il primo pensiero che m’è venuto in mente appena la radio ha dato la notizia che la Corte Europea ha emesso una sentenza con la quale ha accolto il ricorso di una poveraccia “italiana” e ha ritenuto che debba essere rimosso il “crocifisso in classe … perché costituisce "una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni". Sentenza idiota, illogica e disgustosa. Come il ricorso. C’è una buona notizia: Pare che il Governo italiano intenda fare ricorso contro quella sentenza e comunque disapplicarla. Non è poco, quando si pensa che al solito gli ex comunisti, alla ricerca di un’ennesima maschera, spacciandosi per “democratici” nell’omonimo partito, hanno festeggiato la sentenza della corte di Strasburgo sostenendo che “afferma la laicità dello stato”.

Povero stato di povera gente se dovesse davvero affermare la propria “laicità” rimuovendo dalle scuole il Crocifisso che richiama, anche a chi non credesse nella divinità di Cristo, il Suo insegnamento sublime, testimoniato fino a farsi assassinare, innocente, in Croce. Dopo avere insegnato quanto sarebbe stato sufficiente, se applicato, per raggiungere le vette più alte della Civiltà dell’Amore, amando il prossimo come se stessi, facendo del bene a chi ci ha fatto del male, ricordando come nessuno sia senza peccato per scagliare la prima pietra contro il proprio fratello.

La sentenza di Strasburgo sulla rimozione del Crocefisso dalle scuole è una delle ultime tappe della società occidentale sulla strada della vigliaccheria e della rinuncia all’insegnamento di Cristo. Della rinuncia a vivere nel Suo Segno. Non per nulla gli utili idioti di un sovradimensionato partito democratico festeggiano la sentenza come un inno alla laicità. Mentre si guardano bene – la viltà rende sordi e muti – dall’evidenziare come alla Religione dell’Amore in Cristo, si contrapponga oggi l’azione devastante per i più poveri e derelitti di chi, com’è avvenuto ieri in IRAN, ha fatto lapidare una povera donna “colpevole di essersi prostituita per fame” come riferito da tutte le agenzie di stampa. E che la viltà occidentale passi per una sentenza di una corte europea nella quale s’era sperato come faro di civiltà, è del resto perfettamente comprensibile.

discorso-della-montagnaNon è un caso che nel Discorso della Montagna Gesù stesso abbia fatto riferimento per tre volte proprio e solo alla giustizia dei “giudici” in termini sempre più attuali: “Beati quelli che hanno fare e sete di Giustizia perché saranno saziati.”; “Beati quelli che soffrono per causa della giustizia perché di essi è il Regno dei Cieli”; “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei no n entrerete nel Regno dei Cieli.”. E che abbia aggiunto di mettersi d’accordo con il proprio avversario mentre si è “…ancora in strada con lui, perché non abbia a consegnarti al giudice  che ti consegnerà alla guardia per portarti in prigione da dove non uscirai fino a quando non avrai pagato fino all’ultimo centesimo.”.

Avviso dell’inattendibilità e persecutori età di una giustizia di tribunali e corti per ricchi  da cui non uscirà mai il vero rispetto dei Diritti Umani. Perché la corte di Strasburgo ha operato un’ingiustizia infame non solo ai danni di Chi duemila anni fa fu messo in Croce dalla corte composta dai loro colleghi di allora ma degli Uomini, Figli di Dio, che nel Messaggio di Chi si fece assassinare sulla Croce, innocente, per testimoniarlo, vede da duemila anni una speranza di un  mondo migliore. Che proprio le corti di giudici vili e idioti quotidianamente assassinano.

Idioti. Perché solo degli idioti, fra l’altro incapaci di raziocinio e senso logico, possono affermare che la presenza del Crocifisso nelle scuole rappresenta “…una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni...”. Infatti: Quel richiamo a Chi fu assassinato dal formalismo giudiziario e dal rifiuto di liberare un innocente, per colpa dei predecessori della corte odierna di Straburgo, per qualsiasi genitore che volesse davvero “… educare i figli…” nel rispetto della “libertà di religione degli alunni…”, dovrebbe essere la base per evidenziare a quali assassinii le società di uomini e giudici malati hanno fatto ricorso per mantenere stracci di potere in danno di Innocenti. Nessun ostacolo né all’educazione dei figli né alla libertà di religione di questi ultimi. A meno che non sia l’alibi per non insegnare ai figli se non il nulla. Contando sulla sentenza compiacente della corte odierna di Strasburgo cui non è sembrato vero di poter affermare un potere che discrimina da sempre gli innocenti e mette in Croce, come fu fatto con Gesù, chi li difende e offre almeno una speranza agli innocenti.

santeulalia-festa- p-italo137-px200challahuanca-peru 011-messa_200pxUna speranza per affermare la quale Uomini, Sacerdoti che vivono nell’insegnamento di Gesù dopo duemila anni dal Suo assassinio, solo per fare un esempio tra i tanti, rischiano quotidianamente la vita per riferire il Suo messaggio a chi ha “…fame e sete di Giustizia…” arrampicandosi sulle Ande Peruviane ( pensiamo a Padre Italo, a Padre Joquin, a quanti testimoniano il Messaggio del Crocifisso, tra le migliaia di Missioni sparse per il mondo, partendo dalla Missione di Santa Eulalia ). Sono Sacerdoti e Uomini che trovano in Gesù e nel Suo Insegnamento la loro Forza  e la loro Libertà. ( Vedi reportage di questi giorni dal Perù  del direttore sul suo giornale on line  radiocivetta).

el-senor-de-los-milagros-200pxE il Coraggio di portare lo stesso Insegnamento ai Fratelli che si esaltano nel ricordo della Croce e anche se in povertà, la ricordano quotidianamente anche nel nome di città, villaggi, borghi in cui la Croce è insieme Libertà e Speranza. Non viltà e complessi idioti di una poveraccia che non insegnerà se non il nulla ai figli, ma lo farà con la complicità della sentenza della corte di Strasburgo mai altrettanto solerte nell’accogliere ricorsi di chi, anche per le sue carenze, continua a essere condannato innocente. E sa di poter fidare solo in Gesù che insegnò a non tirare alcuna pietra contro il Fratello e anche per questo fu messo in Croce.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Giornale online iscritto il 2/05/2008 al n. 184/2008 del Registro di Stampa del Tribunale Civile di Roma.
Direttore Ernesta Adele Marando. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.