Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
Ho trovato schiettamente esilarante il fatto che  un quotidiano locale considerasse scandaloso che non fosse documentato e pubblico l’impiego delle somme assegnate ai gruppi consiliari regionali della Calabria, una regione in cui è stata approvata una legge regionale per non fare conoscere ai cittadini le somme assegnate ai consulenti.
Qui in Calabria è tutto segreto, persino gli orari e le fermate degli autobus che viaggiano con soldi pubblici. Mi piacerebbe invitare i giovani scouts ad avventurarsi nell’impresa di fare questa ricerca nella Locride, sapendo a priori che non esistono tabelle e che le fermate dovrebbero essere individuate solo attraverso incerti segni sull’asfalto, che non esiste alcuna logica negli orari e che buona parte degli autisti conosce naturalmente solo l’orario del mezzo che guida. Naturalmente c’è sempre qualcuno che attende una corsa fantasma.

Ma se sapessimo, servirebbe a qualcosa? Non sono mancate le rivelazioni, volontarie e involontarie, di grandi esperti, che hanno consumato la loro vita nello studio dei bilanci regionali e sono riusciti a formulare una teoria. Prendiamo, ad esempio, la dottrina Crea, carpita attraverso le intercettazioni telefoniche e diffusa ampiamente attraverso i quotidiani locali. Secondo il dottor Crea i proventi ufficiali mensili degli assessori regionali (circa diecimila euro?) sono una somma irrisoria rispetto ai guadagni reali e al potere che possono essere ottenuti nella carica. Il dottore ha anche stilato una graduatoria mettendo al primo posto l’assessorato alla sanità, seguito da quello  delle foreste e collocando al terzo posto, se non sbaglio, quello che riguarda le attività produttive.

Lasciamo perdere la sanità per il momento, limitandoci a dire che i cittadini sono costretti a pagare la KPMG  per fare dei conti che avrebbero dovuto saper fare delle organizzazioni chiamate pomposamente aziende e affidate a soggetti chiamati managers e per questo, incostituzionalmente, pagati il doppio e il triplo di altri dirigenti statali dello stesso livello. Forse si dovrebbe pure dire che i cosiddetti managers non hanno tutte le colpe, dato che sono stati avvicendati ad libitum un po’ in base ad esigenze d’immagine del momento e regolarmente sulla base dello spoils system, che in italiano semplicemente significa diritto al bottino spettante al vincitore.  Spero che nessuno si senta offeso se penso che la lotta all’evasione fiscale mi fa venire in mente la captazione e la canalizzazione con spese spropositate di piccole polle per far finire l’acqua in un bacino con falle enormi. 

Abbiamo appreso, ad esempio, dai giornali del 30 marzo che l’Autorità di Bacino Regionale della Calabria ha appaltato ad associazioni temporanee varie di enti universitari 12 lotti  di studi, per un importo complessivo di tre milioni, 431mila e 710 euro al fine di conoscere, ad esempio, in una terra ricca di grandi fiumi (tutti sanno che la Calabria è bagnata dal Danubio e dal Reno), la “pericolosità delle conoidi alluvionali”, “la stima delle massime portate al colmo di piena”, le “metodologie di individuazione delle aree soggette a rischio idraulico di esondazione”, la “mappatura del regime ondoso”, i “movimenti in massa e attività sismotettonica”. Quest’ultimo studio m’interessa in modo particolare, perché mi fa pensare (certamente mi sbaglio) alla nottata del capodanno 2000 a Roma con il ballo collettivo di centinaia di migliaia di persone a Piazza del Popolo. Insomma per la modica somma di circa 7 miliardi di lire, tanto per capirci,  un certo numero di burocrati regionali potrà apporre la sua sigla su un certo numero di fascicoli, nella speranza che qualcuno riesca a leggerli e riesca a trarre qualche idea per scelte operative. A me sembrano solo i titoli dei capitoli di un libro di testo di idrogeologia. Lo so che sarò accusato di oscurantismo, ma qualcuno deve dire quello che pensa veramente.

Secondo voi, una popolazione  di cittadini, con un minimo di senso critico e non irrimediabilmente rassegnata a tutto, non dovrebbe subissare di fischi una simile iniziativa, soprattutto dopo una stagione piovosa eccezionale, in cui tutto quello che si doveva vedere si è visto e constatato e tutto quello che si poteva fare con le risorse disponibili non è stato fatto?  Come sono stati impiegati in quest’inverno circa diecimila operai idraulico-forestali? Bisognava tenere chiusa l’autostrada per più giorni per uno smottamento, che ha avuto conseguenze tragiche, ma che in qualunque altro posto in Italia sarebbe stato considerato solo uno sfortunato evento naturale e, fatti i rilievi necessari, doveva avere effetti solo per poche ore?

Credo che su questi operai tutti abbiano avuto da dire e da ridire da molti anni, tanto che i “forestali” sono diventati simbolo dell’assistenzialismo nelle regioni meridionali. Iu una trasmissione su Odeon TV, il giornalista Vittorio FELTRI sosteneva che i forestali in Calabria, che mi è sembrato che in qualche momento scambiasse per guardie forestali, sono circa 30 mila e sono più o meno inutili..

Fin dagli anni ’80 si sosteneva che alcuni di loro favorissero i sequestratori di persone, almeno così si leggeva sui giornali romani. Recentemente, in provincia di Reggio Calabria sono tornati agli onori della cronaca con più giorni di blocco  della SS 106. Naturalmente, considerati gl’interessi politici di pochi facinorosi che sanno fare politica solo dando fastidio a una massa enorme di cittadini, il delitto di blocco stradale è come se non esistesse.
Lasciamo perdere… L’occasione del blocco e della protesta per il mancato pagamento della cosiddetta indennità chilometrica ha indotto un quotidiano locale a svelare che gli operai forestali sono complessivamente 10.160 e che la previsione di spesa annuale per il 2009 è di 301.791.878, 67 euro, compresi 12.000.000 di rimborsi chilometrici, che è il punto dolente dell’attuale contesa, che vede dissenzienti gli operai forestali della bassa Locride.

Secondo il giornale, contestato da qualche lettera degli operai interessati, le indennità porterebbero le competenze mensili pro capite a circa 2000 euro e il mancato pagamento dell’indennità chilometrica le dimezzerebbe. Probabilmente le cose non stanno direttamente così. Fatti un po’ i conti della serva, i soldi non basterebbero per pagare tutti allo stesso modo, quindi le indennità non verrebbero distribuite in modo uniforme e imparziale, senza escludere che possano esistere circostanze obiettive che giustifichino questa situazione.
In poche parole la trasparenza è opacità.  

Dal giornale si apprende ancora, in questi ultimi giorni, che i lavoratori del territorio di Africo, Roghudi, S.Agata del Bianco, Samo e Caraffa del Bianco continuano a lamentarsi di non essere impiegati in montagna e, quindi, di non ricevere più la corresponsione del rimborso chilometrico, pari a un quinto del costo della benzina super, essendo stato deciso il trasporto collettivo, con l’acquisto di 800 Ducato Fiat.

Mistero che si aggiunge al mistero. Chi può mai credere che un lavoratore, pur di coprire di alberelli le montagne di Samo e Roghudi, sia disposto a raggiungerle spendendo € 20 di benzina, per ricevere  € 4 di indennità? Oppure è previsto il rimborso della benzina consumata, cui va aggiunta l’indennità? Ma poi è davvero previsto che ciascun lavoratore raggiunga con la propria autovettura il luogo di lavoro? Così le cose si spiegherebbero e sarebbe il classico caso in cui si mette in bocca al cane un pezzo di carne e poi si pretende di toglierglielo. Esiste una sede dell’azienda presso la quale risultano impiegati i dipendenti in una data area di competenza territoriale oppure le indennità vengono corrisposte in base al luogo di residenza dei singoli interessati?

Ma sono tanti i punti oscuri. Un’azienda in liquidazione può decidere di acquistare 800 Ducato?  Come sono organizzati  i 2675  operai AFOR della provincia di Reggio Calabria? Chi decide gli obiettivi? E’stata mai studiata o pianificata un’attività di prevenzione degli incendi? Quali contromisure sono state studiate, in relazione al dissesto idrogeologico, nell’inverno trascorso? Chi è responsabile della compilazione e della comunicazione degli ordini di servizio e qual è la loro periodicità? Oppure gruppi di operai sono assegnati in via permanente a determinate aree e decidono autonomamente quali sono i loro compiti? Gli assegnatari dei Ducato sono stati assunti appositamente?

Mentre si istruisce un processo contro un ex senatore per aver richiesto a un appaltatore privato di assumere 4 persone, si può accettare di leggere sui giornali che il soggetto condannato in primo grado (con tutte le riserve del caso) per l’uccisione del dottor Fortugno, Salvatore Ritorto, venne assunto dall’AFOR  a richiesta del dottor Crea? E’ una semplice illazione giornalistica o è la verità? E’ stato questo il sistema usuale di assunzione?

Forse sarebbe il momento d’interrogarsi se non sia il caso di far finta che c’è stata la guerra, fare una bella amnistia e poi ricominciare tutto daccapo, perché così le cose non vanno.  Certamente i soldi spesi alla Calabria sono serviti veramente poco. Hanno aumentato il numero dei consumatori di pasta prodotta in Emilia e di polli allevati in Veneto e ora il numero dei riluttanti utenti di Ducato. Hanno consentito a tante piccole volpi di consolidare il proprio potere, hanno rifornito altre di loro di galoppini a costo zero, hanno creato in pubblico la convinzione che il lavoro dei forestali è solo virtuale. Certamente sarebbe interessante sapere quanti di loro sono distaccati presso enti vari e quanti non hanno mai visto un alberello.

Chi dovrebbe provocare la svolta? Chi dovrebbe orientare il fiume di denaro verso attività produttive? Se solo in trent’anni si fossero piantati castagni, forse adesso non dovremmo aspettare i marroni dal’Ungheria.  E’ solo una battuta, ma è chiaro che l’unica preoccupazione in questi anni è stata evitare di produrre qualcosa, con la scusa ora dell’ecologia ora della vocazione turistica. Mi piacerebbe sapere quanto è costato e da chi è stato letto il famoso studio commissionato alla società Nomisma per lo sviluppo della Locride. L’ultimo gran rifiuto è stata la centrale a carbone di Saline. Si deve continuare così. Non si può chiedere a questa classe politica di rinnegare il passato e cambiare indirizzo.

Forse, però, sarebbe bene non opporre più resistenza. Basta con le inchiesta sulla sanità, basta con le indagini sugli appalti, basta perseguire i casi d’interesse privato. Dimentichiamo che inefficienza e corruzione sono parte della storia di questi ultimi decenni, tanto i tempi lunghi dei processi non  permetteranno, soprattutto a chi ha una certa età, di vedere come va a finire e aumenteranno il senso oppressivo di ansia ..., tanto più che i rappresentanti del pubblico ministero in Calabria, come si apprende dai giornali, sono una razza a rischio di estinzione e un dissennato ordinamento giudiziario impedisce il trasferimento di magistrati da altre aree. Va bene così! Meglio continuare a buttare soldi in manifestazioni antimafia, che ci fanno sentire più buoni e più bravi, in un’operazione d’intossicazione collettiva da oppio. Meglio continuare a fare di volgari delinquenti di quartiere dei bosses della più pericolosa organizzazione criminale del mondo, come viene definita la ‘ndrangheta da soggetti, che all’estero sono stati solo in vacanza e che non conoscono nemmeno l’inglese abbastanza per leggere un giornale.

Il caso Fortugno ci ha fatto capire poco dell’omicidio, ma a volte, ci ha mostrato squarci di realtà. Pensate davvero che, se non fosse stato un episodio di un malcostume diffuso, si sarebbe potuto accettare che un ex assessore alla sanità potesse essere nominato consulente con un compenso spropositato dal manager che lui stesso aveva posto alla guida di un ospedale?  Oppure credete che in qualche altro posto si sarebbe potuto ipotizzare che un medico di provincia, consigliere regionale da tempo e mai distintosi per lotte al sistema, potesse essere considerato un ostacolo alla costruzione del ponte di Messina, voluto dai cartelli criminali internazionali?
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse già da piangere…



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