Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
J’accuse pubblica un’intervista di ieri, 21 giugno 2008 da giornalista che si firma "nerosubianco" e  da lui inviata ieri al giornale on line www.radiocivetta.eu   che l'ha pubblicata in tempo reale.
RadioCivetta ha pubblicato in numerosi articoli le persecuzioni a Don Giuseppe da un gruppetto “di fedeli”.
 
Ecco la presentazione del giornalista, che ringraziamo per il grandissimo servizio che ha svolto, e la sua intervista a Don Giuseppe. 
 
"Sono un giornalista che leggendo i vari articoli e commenti su queso prete giovane, è rimasto colpito profondamente sulla sua persona, per la descrizione di un uomo che si fa portavoce della verità e dell' amore a Cristo ed ai fratelli. Tra varie richieste sono riuscito ad avere il numero telefonico di Don Giuseppe Maria Zurzolo, che ho subito contattato telefonicamente a Lamezia, dove egli si trovava da qualche giorno per motivi personali. Dopo essermi presentato, e  dopo avergli spiegato ciò che intendevo fare, cioè un intervista,   egli si è reso disponibile a rilasciare un colloquio molto amichevole circa la sua persona, di cristiano, e di Pastore di una Comunità, chiamato a testimoniare Cristo.

( G: Domanda del Giornalista; D: Risposta di Don Giuseppe  - ndr J'accuse) 
" A tu per tu con Don Giuseppe Maria Zurzolo" di nerosubianco 
G.: Don Giuseppe, Lei è un calabrese?

D.:Sono calabrese di origini, il mio papà era calabrese. Io sono nato e vissuto fino a trent' anni in Valle D' Aosta, fra le montagne, dove le montagne e i ruscelli di acqua limpida, hanno fatto da cornice nella mia vita.
G.: Don Giuseppe, da quanti anni è in Calabria?
D.: Sono in Calabria dall' Agosto del '94, quando con la morte del mio papà, mi trasferii a Bovalino, per non lasciare mamma da sola.
G.: Si può dire, Don Giuseppe, che lei ha una vocazione adulta?
D.: Certamente. Il mio cammino vocazionale potremmo definirlo sin dalla tenera età, ma ho camminato con varie sfaccettaure, dopo quattro anni di esperienza fatti in un convento ad Assisi, per poi frequentare la Facoltà di Teologia a Catanzaro.Per essere oggi prete da circa due anni, posso definire il mio cammino vocazionale lento, ma maturo.
G.: Don Giuseppe, questa è la Sua prima Parrocchia?
D.: Potrei dire di sì, tranne un breve periodo di quattro mesi vissuti come esperienza a Mammola, ebbene questa credo proprio che sia la mia prima Parrocchia effettiva.
G.: Come è riuscito Lei a conciliare la sua cultura nordista con quella calabrese?
D.: In questo devo dire grazie a mia madre, che sin da piccolo mi ha fatto respirare la cultua calabrese pur vivendo in una città nordista. Mia madre mi ha sempre detto che avevo il cuore calabrese e la testa valdostana, però alla fine riuscivo sempre a conciliare le due realtà, le regole che una città ti impone con tutte le sue sfaccettature, e l' amore per le cose più belle che ci possono circondare nella nostra vita, come il sole, il mare, l' accoglienza genuina del cuore calabrese.
G.: Don Giuseppe, quando il Vescovo Le ha prospettato il paese di Ferruzzano, Lei lo conosceva già?
D.: No, assolutissimamente, non conoscevo quel Paese e non sapevo neanche che fosse l' ultimo della Diocesi, confinante con quella di Reggio.
G.: Che impressione ha avuto quindi all' ingresso della nomina di Pastore in quel paese?
D.: Le prime impressioni che ho avuto recandomi a Ferruzzano, furono quelle di un paese tranquillo, modesto, potrei dire quasi rurale.Nella gente che incontrai, dai loro volti trasparsero sorrisi e gentilezza, e soprattutto contentezza nel rivedere dopo tanto tempo un prete giovane. La stessa Parrocchia, quando la visitai, fu un colpo al cuore, nel vedere il degrado nella Casa di Dio, quasi come se Dio non dimorasse in quella Chiesa. La mancanza di una canonica, di ambienti per la Catechesi, di spazi per l' oratorio .Tutto ciò che necessita per la crescita spirituale e umana di una Comunità Cattolica veniva a mancare.
G.: Don Giuseppe, dopo tutto questo, che avete fatto? Avete avuto voglia di andar via? Vi siete fatto prendere dalla paura di non farcela? Forse Dio vi chiedeva qualcosa di più grande oltre le vostre forze? Come avete reagito di fronte a cose che altre Parrocchie hanno? Come vi siete mosso? A chi avete chiesto aiuto?
D.:Principalmete a Cristo, ho riposto la mia fiducia e la mia speranza, e poi in Colei a cui sono molto legato, intimamente nel profondo della mia anima, alla Beata Vergine di Lourdes.
Sì, devo solo dire grazie a Lei, se oggi a distanza di un anno siamo riusciti ad attivare un Consiglio Pastorale, il gruppo della Caritas, il Coro Parrocchiale, le varie realtà di Catechesi, l' Oratorio, il Consiglio per gli Affari Economici. Tutte quelle realtà che ruotano intorno ad una Parrocchia. Certo, con fatica, ma anche con solerzia sapendo che per recuperare una tradizione legata alla fede, dopo tanti anni di appiattimento, occorre tempo e  tanta saggezza.
G.: Don Giuseppe, la realtà di giovani come è rappresentata nella Sua Parrocchia?
D.: Devo dire che dopo un lento cammino di recupero e di novità, molti giovani ruotano intorno alla Parrocchia, in particolar modo nel Coro che siamo riusciti ad attivare, chiamandolo col nome che porta proprio la Madonna: il "Notre Dame" , Nostra Signora. A Ferruzzano,  Il Coro nasce proprio sotto la figura di Maria e devo dire che da un anno è cresciuto professionalmente grazie anche alla costanza del Maestro che guida lo stesso Coro, Costantino Scaglione.
G.: A distanza di quasi due anni, come vede la Sua Comunità?
D.: Molte cose sono state fatte, tante restano da fare. Certo, si potrebbe fare molto di più, se la Parola di Cristo penetrasse i cuori. Oggi, si legge nei Cattolici Cristiani, una assenteismo verso tutto ciò che riguarda la Chiesa; Si respira  una indifferenza verso Dio e la Sua Parola. Sembra quasi che la Parola di Cristo dia fastidio ai credenti battezzati. Si ha paura di ascoltare e di mettere in pratica quanto il Vangelo annuncia mediante il Magistero della Chiesa, attraverso la Parola dei Vescovi e degli stessi Preti, che per amore non fanno tacere la voce di Dio, dai tanti pulpiti : "Lasciatevi Riconciliare con Dio. Vi supplichiamo in nome di Dio, Lasciatevi Riconciliare con Dio". Oggi il mondo più che mai, ha bisogno della Parola di Cristo, del suo messaggio di speranza e di conversione. Vi supplichiamo, dice San Paolo, è l' eco di cui risuonano le tante Chiese, a supplicare i figli di Dio, Lasciatevi in nome di Dio, riconciliare, il mondo ha bisogno di riconciliazion
 e. L' uomo ha bisogno di conciliarsi con se stesso, con il fratello, con la sua storia, con il Creato; infine, con Dio. Ritornate a Dio, con cuore semplice, da figli. Ritornate a Dio, vi supplichiamo nel nome di Gesù Cristo, lasciatevi riconciliare. Recate il bene sul male, un sorriso su una lacrima, consolate e non piegate, opprimendo la bontà e la mitezza; difendete il diritto della giustizia, siate portatori del lieto annunzio e allora sì che il deserto fiorirà, che il bene trionferà sul male, il cuore diventerà Carne, perchè ha incontrato Dio ed in un gesto d' abbraccio, l' uomo rincontrerà la Giustizia Eterna.
G.:Un ultima domanda Don Giuseppe, se mi è permessa, riguardo le tante voci che stanno circolando, dal suo presunto trasferimento a sede da destinare,a insinuazioni ignobili, spesso camuffate da omertà e silenzi, vuole lasciarmi "un' esclusiva"?
D.: Circa le tante voci di cui Lei mi sta insinuando, mi giungono strane. Qualora ci fossero delle voci vaganti che minano la stabilità della Comunità Cattolica, sono certo che la stessa Comunità Cattolica di Ferruzzano sa difendere bene la presenza di Dio e chi amministra la Sua Chiesa.
Mi spiace quindi, non lasciarle nessuna esclusiva, so di non essere solo perchè con me c' è una Comunità che mi ama e apprezza l' opera di Dio che si manifesta in me. Basti pensare ai tanti consensi manifestati durante le varie iniziative portate avanti insieme alla mia Comunità.
G.: Don Giuseppe, grazie per le parole che toccano il cuore, e un grazie personale per avermi fatto comprendere ancora di più le motivazioni di tanta attenzione su di Lei. Tramite questa intervista piacevole, molti come me, comprendono cosa vuol dire essere preti in terra difficile e certe volte anche ostile a un messaggio di amore a cui solo nei preti abbiamo ancora speranza di trovare, la Voce di Dio. Grazie ancora Don Giuseppe.

D.: Grazie a Lei per avermi acoltato.
 
 

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