Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

NTERPELLANZA 2/01335 CAMERA
Stampato il 08/04/2008
Camera dei Deputati
Legislatura 14
ATTO CAMERA Sindacato Ispettivo
INTERPELLANZA : 2/01335
presentata da BOATO MARCO il 12/10/2004 nella seduta numero 526
Stato iter : IN CORSO

Ministero destinatario :
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale Delegato a rispondere
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA , data delega 12/10/2004
Termini di classificazione dell'atto secondo lo standard Teseo :
CONCETTUALE :
SIGLA O DENOMINAZIONE :
GEO-POLITICO :
INTERPELLANZA 2/01335 CAMERA
Stampato il 08/04/2008
Camera dei Deputati
Legislatura 14
ATTO CAMERA Sindacato Ispettivo
INTERPELLANZA : 2/01335
presentata da BOATO MARCO il 12/10/2004 nella seduta numero 526
Stato iter : IN CORSO
AVOCAZIONE DI PROCEDIMENTI, AVVOCATI E PROCURATORI, CUSTODIA CAUTELARE,
DIFFAMAZIONE E INGIURIA, MAGISTRATI
DIREZIONI DISTRETTUALI ANTIMAFIA
LOCRI, REGGIO CALABRIA - Prov, CALABRIA

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INTERPELLANZA 2/01335 CAMERA

TESTO ATTO

Atto Camera
Interpellanza 2-01335
presentata da MARCO BOATO martedì 12 ottobre 2004 nella seduta n.526
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia per sapere - premesso che:
l'avvocato Giuseppe Lupis - noto penalista del Foro di Locri, con 37 anni di carriera professionale alle spalle, nonché
cofondatore e collaboratore del periodico «Giustizia giusta», rivista che da più di un decennio denuncia episodi di «mala
giustizia» - si trova attualmente agli arresti domiciliari, dopo essere stato detenuto per quarantanove giorni, prima presso
la casa circondariale di Reggio Calabria e dopo presso quella di Vibo Valentia, in forza di ordinanza di custodia cautelare
richiesta dalla dottoressa Mariacarla Sacco, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, e
adottata in data 23 giugno 2004 dal presidente del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, dottor Baudi;
 
l'arresto è stato eseguito il 22 luglio 2004 per il reato di calunnia (articolo 368 C.p.), caso singolare, forse unico nella
storia giudiziaria italiana, «...per avere, con istanza indirizzata al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di
Reggio Calabria, al fine di richiedere l'avocazione del procedimento penale n. 121 del 2004 R.G.N.R., incolpato il dottor
Francesco Mollace sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, di aver posto in essere nei suoi confronti
condotte riconducibili ai delitti previsti e puniti dagli articoli 310, 368, 595, 328, 323 del codice penale...» (così recita
testualmente il provvedimento del presidente del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro);
il procedimento del quale richiedeva l'avocazione al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Reggio
Calabria aveva avuto origine da una vicenda di cui era stato protagonista lo stesso avvocato Lupis in data 11 gennaio 2004;
l'avvocato Giuseppe Lupis veniva fermato l'11 gennaio 2004 all'aeroporto di Reggio Calabria, in seguito al rinvenimento
di una pistola in un borsone che egli stesso aveva personalmente sottoposto al controllo del metal detector;
nonostante l'arresto fosse facoltativo, il pubblico ministero della Procura di Reggio Calabria ordinava alla Polaria l'arresto
del penalista, che veniva, nei giorni successivi, posto agli arresti domiciliari e successivamente scarcerato con obbligo di
firma;
le vicende che hanno coinvolto l'avvocato Lupis, che è tuttora agli arresti domiciliari, si inquadrano in una situazione
conflittuale con alcuni magistrati calabresi - già sollevata in precedenti atti, di sindacato (XIII legislatura: senatore
Dolazza, n. 4/19115; XIV legislatura: onorevole Cola, n. 3/3051) - la quale ha avuto origine nel 2000, allorché la signora
Enrichetta Lucifero, difesa dall'avvocato Lupis, denunciò un magistrato della Direzione distrettuale antimafia di
Catanzaro, dottor Salvatore Curcio, accusandolo di essersi impossessato in modo illecito di un appartamento venduto
all'asta, già nelle disponibilità della stessa signora Lucifero;
a seguito di tale denuncia, il magistrato della DDA veniva inquisito dal Giudice per le indagini preliminari di Salerno,
competente a giudicare i reati ascrivibili ai giudici del distretto calabrese, «... per aver procurato a sé e ad altri un ingiusto
vantaggio patrimoniale di rilevante gravità...»;
l'arresto per calunnia dell'avvocato Lupis ha suscitato i rilievi e le gravi perplessità dell'Ordine degli avvocati di Locri; su
deliberazione del Consiglio dell'Ordine, in una nota diffusa agli organi di stampa si afferma che, «a prescindere dal merito
della vicenda e dai risvolti ad essa connessi che troveranno soluzione nelle sedi giudiziali competenti», il Consiglio
«esprime disappunto e perplessità circa la singolare e inopportuna applicazione, nel caso, dell'estrema misura cautelare  custodiale»;
appare, infatti, ancora più inquietante, come emerge dai fatti sopra citati, che il reato contestato all'avvocato Lupis sia
stato quello di una pretesa calunnia effettuata il 12 gennaio 2004, mentre in realtà si fa riferimento all'azione dell'avvocato
in difesa della sua cliente, avvenuta il 22 settembre dell'anno 2000 -:
se al Ministro risulti che il citato magistrato della DDA presso la procura di Catanzaro sia in servizio nonostante risulti
indagato dalla procura di Salerno;
se al Ministro risulti che siano mai stati avviati procedimenti disciplinari di fronte al Consiglio Superiore della Magistratura,
giacchè il magistrato della DDA presso la procura di Catanzaro non risulta, a quanto è dato conoscere, né destinato ad
altra Procura né ad altra funzione;
se, al fine di dissipare qualsiasi dubbio circa l'ipotesi di un accanimento strumentale nei confronti dell'avvocato Giuseppe
Lupis, e nel rispetto dei principi sanciti degli articoli 13 e 111 della Costituzione, il Ministro non ritenga di disporre
un'ispezione tesa a far piena luce su quanto sopra esposto.
(2-01335)«Boato».
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