Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
L'Avvocato Giuseppe Lupis è stato condannato in primo grado nel processo  per calunnia al magistrato Mollace. Di calunnia però non si è  mai parlato. Ma di una pistola. Che è oggetto di un altro procedimento. Forse per creare proprio in quell’altro processo un fatto compiuto.  E nascondere delitti di un “giudice onorario”.

giuseppelupis-insertfrancesco-mollace-insert Il 6 Dicembre 2010 a Catanzaro, dopo oltre sei anni, si è concluso il primo grado del processo contro l’avvocato Giuseppe Lupis indagato per calunnia a tale giudice “antimafia” Francesco Mollace. Calunnia che si è ravvisata in una richiesta di sostituzione di MOLLACE per incapacità a condurre le indagini sulla pistola trovata nella sacca di viaggio che l’11 Gennaio 2004 l’avvocato Lupis aveva portato personalmente al controllo radiogeno dell’aeroporto di REGGIO CALABRIA prima di partire per MILANO. MOLLACE, pubblico ministero di turno,  informato dell’arresto e del fatto che LUPIS aveva detto di non sapere nulla dell’arma omise di interrogarlo immediatamente. Ma omise anche di disporre che fossero rilevate le impronte digitali presenti sull’arma, individuate le persone presenti in aeroporto, acquisite le radiografie della macchina radiogena che aveva rilevato l’arma e i filmati dell’impianto di videosorveglianza dell’aeroporto. Non fece nulla.
Lo ha confessato pubblicamente il 17 Maggio 2010, a sei anni dai fatti, ricordando che stava guardando le partite alla televisione. Dopo quaratontt’ore MOLLACE non era neppure andato a interrogare in Carcere Lupis né aveva inviato il fascicolo al giudice delle indagini preliminari. L’avvocato Lupis, alle 12 del 13 Gennaio scrisse al procuratore capo Catanese di Reggio Calabria rilevando l’incapacità di MOLLACE  a condurre le indagini e ne chiese la sostituzione. I particolari della vicenda li troverete sul giornale on line www.jeaccuese.eu nel dossier dedicato al caso dell’avvocato Giuseppe Lupis e sul giornale DIBATTITOnews che troverete postato sullo stesso giornale. Anche con  le gesta del pm Mollace Francesco. Un quasi martire della giustizia con scorta.

curcio_salvatore_insertIl presidente Rizzuti ha partorito la sentenza di primo grado: Tre anni di detenzione all’avvocato Giuseppe Lupis, dodicimila euro di risarcimento al Mollace che punto nell’onore (?) ne aveva chiesto cinquecentomila (500.000). Evidente ipertrofia dell’io. Come evidenziato il dibattimento s’è sviluppato non per accertare l’esistenza o meno della calunnia nella richiesta di sostituzione per incapacità di MOLLACE, confermata da LUPIS evidenziandone l’incapacità di condurre le indagini. Ma solo per stabilire se  l’arma ritrovata nel borsone del penalista, che lo stesso aveva deposto sul nastro per i controlli radiogeni l’11 gennaio 2004 fosse la stessa che la contessa Lucifero puntò verso i carabinieri il 22 settembre 2000 per allontanarli mentre subiva uno sfratto richiesto dal giudice CURCIO “antimafia”come MOLLACE sulla base di due perizie false di un geometra e l’infedele patrocinio  dell’allora avvocato della Contessa LUCIFERO, MATACERA Vincenza. Lo scrivono i giudici della Corte d’appello di SALERNO nella sentenza che hanno emesso dieci anni dopo i fatti, il 6 Maggio 2009, accogliendo le difese della Contessa Lucifero proposte dall’avvocato LUPIS. Forse per questo il processo di CATANZARO s’è svolto ammettendo solo le prove dell’accusa.  Non sulla calunnia ma sull’origine della pistola. Ma per la prima volta nella storia giudiziaria italiana e a vergogna dell’attuale condizione della giustizia italiana senza ammettere nessuna delle prove proposte dall’avvocato Lupis.

Violando con ciò non solo la legge italiana ma anche i trattati internazionali che garantiscono la parità tra accusa e difesa. Il giudice RIZZUTI che ha emesso la sentenza di condanna non si è limitato ad ammettere solo  le prove dell’accusa. Ha trattato il processo che aveva dichiarato “probatoriamente connesso” con quello relativo al ritrovamento dell’arma nonostante in tale processo si fosse dichiarato incompatibile a Luglio 2008. Anche questo avviene per la prima volta nella storia giudiziaria italiana. Che un giudice incompatibile, per sua dichiarazione e che per questo ottiene di astenersi in un processo nella fase delle indagini preliminari, non si ritiene più incompatibile e fa il giudice del dibattimento nel processo basato sugli stessi atti di quello in cui s’è astenuto. Non ammette nessuna prova della difesa e condanna l’imputato. Può avvenire solo in ITALIA. Anche perché solo in ITALIA ogni proposta di riforma della giustizia si blocca nello scontro tra la mafia giudiziaria e l’idiozia politica di chi la riforma dovrebbe fare. Ed è per questo che l’ITALIA è il paese più condannato dalla Corte Europea per la violazione dei Diritti della difesa.


tribunale-catanzaro-insertcrocefisso-celliniPer il resto lo svolgimento del processo, oltre a quanto rilevato ha degli spunti  tragicomici. Un esempio. Nello svolgimento del dibattimento il Rizzuti, dopo avere ammesso solo le prove dell’accusa, si proclama il padrone del processo ( avendo deciso di non accogliere la richiesta di ammissione dei testi a difesa per l’imputato). L’imputato, l’Avvocato Lupis, gli ricorda che il vero padrone è Chi sta appeso sulla croce alle sue spalle ed è stato condannato duemila anni fa per la viltà di chi lo giudicò.

Il proclama del giudice monocratico Antonio Rizzuti la dice lunga sul suo delirio di onnipotenza. E lo si lascia fare e disfare a proprio piacimento. Ieri non poteva presiedere al processo per incompatibilità dichiarata, oggi può senza che le condizioni che lo avevano portato all'incompatibile nel passato fossero mutate.

Bisognerà aspettare due mesi per vedere con quale motivazione il giudice RIZZUTI giustificherà la decisone di trattare il processo pur essendosi dichiarato ed essere stato riconosciuto incompatibile e dopo che altri due suoi colleghi, sempre per incompatibilità hanno rinunciato a trattarlo. Come giustificherà la identificazione tra la “pistola” che venne sequestrata alla Contessa LUCIFERO il 22 Settembre 2000, un’arma giocattolo senza tappo rosso e quella “trovata” all’aeroporto di REGGIO l’11 Gennaio 2004. Specie dopo che è risultata la falsità delle dichiarazioni rese dai due testimoni, gli avvocati MATACERA Attilio ed Enza al riguardo.

mollace-francesco-insert-320-pxCome spiegherà la falsa testimonianza resa da MOLLACE nel processo attribuendo al procuratore capo la responsabilità di avere avuto contatti con un p.m. “antimafia” pure lui di MILANO, BARBAINI, che gli inviò direttamente, a MOLLACE, atti nei sosteneva di avere indagato sull’avvocato LUPIS per una segnalazione di possesso di un’arma “dall’aprile 1999”. Senza mi avere fatto alcuna indagine per trovare quell’arma. Neppure dopo che aveva ascoltato una telefonata estorsiva fatta dall’avvocato MATACERA Attilio il 24 Ottobre 2001. Quando minacciò di dichiararsi testimone oculare e accusare la Contessa LUCIFERO di avere avuto un’arma con la quale avrebbe voluto uccidere CURCIO, minacciato un carabiniere e che l’avvocato LUPIS le aveva sottratto, se la Contessa avesse chiesto alla sorella di restituirle i soldi, centounmilioni e trecento cinquantamila lire che le aveva sottratto indebitamente il 2 Novembre 2000. Ma, soprattutto come giustificherà il fatto che né BARBAINI né MOLLACE, giudici “antimafia” non hanno proceduto contro i due MATACERA per i delitti commessi e li hanno usati come testimoni contro la Contessa LUCIFERO e LUPIS.

cassazione-forattiniAspettiamo le motivazioni. Anche perché sarà interessante ancora di più vedere come giustificherà il fatto di avere condannato per calunnia Lupis dopo che l’unico testimone, l’ispettore GUTTUSO, che è stato sentito sulle reazioni di Lupis al momento dell’arresto ha riferito come si sia limitato a dire che l’arma trovata non era sua. “Nient’altro?” Ha chiesto il giudice incredulo. “Nient’altro!” Ha risposto il testimone.

Sembra  un processo ad arte e condotto come si potrebbe condurre un processo in un paese dove non esiste la difesa e il rispetto di leggi e costituzioni. Rispetto al quale si fa impallidire Guantanamo. Ed è tutto dire.  E’  un giorno penoso  per la giustizia che a Catanzaro è stata massacrata. Prossimamente pubblicheremo altri dettagli della mattanza della giustizia  Catanzaro. Mattanza annunciata, urlata ma inascoltata.  Ci sarà un giudice a Berlino? Aspettiamo.

Post scriptum: Leggere i servizi sul caso giudiziario Avvocato Giuseppe Lupis Lupis pubblicati  su J'Accuse... ! Postati nella sezione Antologia delle ingiustizie - Dossier Avvocato Giuseppe Lupis. E sul DIBATTITOnews.

Cliccando sui links sottostanti si apriranno i Links del DIBATTITOnews, giornale diffusi in stampa in territorio nazionale. I numeri del 30 aprile 2009 dalla prima pagina all'ultima, edizione straordinaria esclusiva sul caso, del 2 novembre pagina 2, e l'ultima del 1 dicembre 2010 da pagina 12 a pagina 14

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