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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Festeggiare il Santo Natale non è saccheggiare il mercato del pesce per cenoni da esibire

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chiesa di derven - albania copiaCari amici, non voglio dire cose scontate. Mi appello alla parte più profonda e nascosta di Voi. Sapete bene che tutti i giorni dovrebbe essere Natale. Cioè più consapevoli di quanto l’amore e il bene per noi stessi e nella stessa misura per gli altri sia il caposaldo della Vita. Nei giorni intorno al periodo natalizio si vede gente in preda al delirio. Traffico impazzito, bancomatt in tilt. Presi d’assalto supermercati e banchi del pesce. Come se ci si stesse preparando per entrare per lunghi anni in rifugi antiatomici. Svegliamoci da questa esaltazione di massa. La storia che la Notte di Natale si debba passare tassativamente con la propria famiglia, nel ghetto, deve finire. Natale è condivisione, solidarietà. Non fare sentire diversi chi non tiene famiglia nel senso tradizionale del termine.
Prendete esempio dai missionari, sia religiosi che laici. Da chi è costretto a lavorare questa Notte Santa. I Natali, e sono stati tantissimi, migliori che io abbia passato sono stati di guardia in ospedale. Insieme a colleghi, malati, diseredati. In missione all’estero dove la poverà la tagli col coltello ma vedi i sorrisi dei bambini contenti di una caramella. Torniamo ad essere semplici, ad aiutare gli altri. Aiuteremo noi stessi.
Padre Ernesto Santucci, che mi onora della Sua Benevolenza, mi ha inviato una lettera che voglio condividere con Voi. Ho conosciuto Padre Santucci, Gesuita, in Albania dove è stato Missionario per oltre venti anni. Fino all’anno scorso. Ora vive a Roma, al centro di Roma, ma il suo cuore è rimasto in Albania.
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