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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Bambini in carcere e la Ministra Severino "divaga" a "Che tempo che fa! "

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19 novembre 2012
LE    CASE    FAMIGLIA    PROTETTE:    UNA   QUESTIONE    DI    CIVILTÀ

faziopaola severinoIn  merito  all'intervista  televisiva  alla  Ministra Avv. Prof.  Severino (“Che  tempo  che fa”,)  domenica  11  novembre  2012),  a proposito della condizione dei bambini detenuti in carcere con le loro madri.

Siamo rimasti molto delusi che la Ministra Severino durante l'intervista abbia parlato esclusivamente degli ICAM e non abbia neanche accennato alla novità legislativa rappresentata dalle case famiglia protette.
Sul tema dei bambini in carcere si continua a parlare sempre e solo di ICAM, come se questa fosse la soluzione al problema. In realtà queste strutture anche se sono migliori rispetto ad una normale sezione, restano comunque carceri perché vi si applica l'ordinamento penitenziario con le limitazioni che ne derivano sia sotto il profilo dei rapporti con il mondo esterno (colloqui, visite ecc.) che con quello interno. Da anni sosteniamo che l'unica vera soluzione al problema sono delle strutture non detentive dove le mamme possono scontare la pena al di fuori del carcere.

Non a caso il decreto 26 luglio 2012 firmato dalla Ministra Severino stabilisce che, in attuazione della legge 62 del 21 aprile 2011 (nuova disciplina della detenzione delle detenute madri) sono istituite le case famiglia protette.

Il decreto prevede espressamente la realizzazione delle case famiglia protette "uno snodo fondamentale per la piena applicazione della legge 62/11 in quanto consente ai destinatari della norma, qualora sprovvisti di riferimenti materiali e abitativi, di evitare in toto l'ingresso in strutture penitenziarie, seppur a custodia attenuata quali gli ICAM".

Vogliamo ricordare che questo decreto è stato emanato con un ritardo di quasi un anno rispetto alla scadenza fissata. C'è stata una nostra iniziativa con la raccolta di centinaia di firme per una petizione perché il decreto fosse emanato, consegnata all'inizio dell'estate alla Ministra Severino a cui abbiamo anche fatto un pubblico apprezzamento dopo l'emanazione. Mentre ci auguriamo che tutte le parti coinvolte continuino a impegnarsi per la realizzazione di questo "snodo fondamentale" della legge sulle detenute madri, noi continueremo a lavorare perché nessun bambino varchi mai più la soglia di un carcere.

Associazione“A Roma, Insieme” ONLUS
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