Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale
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pazziacodicerossoNon c'è tempo! All'erta. Mobilitazione di massa contro. Sta per passare sotto silenzio una Legge che rinchiude in manicomi privati quei Cittadini che “creano problemi”

Voglio iniziare questo mio scritto, su un tema che porta sgomento, con un mio ricordo di giovane medico nei primi anni 80 a Roma.  Capirete poi perché.
“Dal diario di un medico.  Una notte d’agosto del 1983”

"Era piena estate, io ero una giovane assistente pediatra ospedaliera all’Ospedale Nuovo Regina Margherita. Roma Centro. Come tutti i giovani, facevo sostituzioni ai medici più grandi che “per diritto” andavano in ferie ad agosto. E facevo, oltre le mie guardie ospedaliere, i turni di guardia medica diurna e notturna comunale la cui base era allora in via del Colosseo 20. Una struttura con grandi immense sale spoglie. Scrivanie di formica, telefoni e qualche brandina per potere riposare, forse, tra una chiamata e l’altra durante nottate in cui il telefono squillava senza sosta. Urgenze. Nella sede noi medici, centralinisti e guardie comunali. Ci si spostava con le macchine dei vigili urbani o in ambulanza.

Una notte una telefonata che non ho mai dimenticato. Per una visita domiciliare! Dopo 29 anni esatti il ricordo è vivido nella mia memoria. Per avere assistito ad un dramma umano di inaudita violenza. Camuffato da richiesta di aiuto. Secondo il mio parere. E si che di casi ne avevo visti fino ad allora! Avevo quell’agosto del 1983, a 31 anni, già sulle spalle cinque anni di servizio ospedaliero con pronto soccorso e rianimazione. Più gli anni di praticantato universitario. Decine di migliaia di casi passati dalle mie mani e dalla mia mente. E dal mio cuore.

Squilla il telefono. Saranno state le 2 di notte. La chiamata proviene dal quartiere Appio-Tuscolano. Un uomo cerca un’ambulanza per ricoverare la moglie all’ospedale San Giovanni. Dice che la donna era stata già ricoverata in clinica psichiatrica, privata, e adesso di nuovo “da i numeri”. Usciamo di corsa. Io e le guardie. La macchina vola nella notte lucida e deserta. Arriviamo davanti ad un caseggiato di un quartiere popolare. Suoniamo alla porta di un appartamento al piano terreno. La guardia, alta e poderosa, mi fa da scudo. Non sappiamo cosa possiamo trovare. Quale accoglienza in una casa dove c’è “una matta?”  Ci apre un uomo piuttosto alto e grassoccio, sudato, in canottiera, da cui spuntano peli da tutte le parti. Entriamo e un’ondata di un odore acido, acre ci assale e ci avvolge. In un angolo di corridoio scorgiamo cassette di pomodori che sarebbero dovuti essere usati per fare la salsa in bottiglia. Due bambini sono presenti e annichiliti. Muti. Un bambino di circa 5 anni e la sorellina di poco più grande. L’uomo, quello che ci aveva chiamato ci porta in soggiorno, una camera dignitosa e pulita e ci spiega che la chiamata è per la sua povera moglie. Delira. E’ aggressiva.  Adesso è chiusa in camera da letto. Lui dice che è disperato. Ha due bambini da accudire perché la moglie deve essere ricoverata. Io ascolto attentamente e poi chiedo di parlare con la signora. La guardia mi dice che sarebbe bene essere presente anche lui per tutelarmi, non si sa mai. Io dico: vedremo. Apro la porta della camera da letto e il cuore mi si stringe in un pugno. Vedo una figuretta sottile, senza vita negli occhi. Disperata. Mi rendo subito conto che ho davanti una povera crista. Decido di entrare da sola, chiudermi la porta alle spalle e ascoltare in riservatezza la donna. Allora non c’erano cellulari. Se mi fosse accaduto qualcosa, fossi stata aggredita, avrei urlato. La guardia si tranquillizza, capisce come me che qualcosa non quadra e si mette dietro la porta chiusa alle mie spalle. Io mi avvicino, mi siedo accanto a lei, la guardo negli occhi e le chiedo che succede. Se mi vuole raccontare. Lei è come un animale ferito. Non si fida. Ma qualcosa le dice che forse può lasciarsi andare. Io non le metto fretta. Attendo in silenzio i suoi tempi.  Si guarda intorno. Si guarda le mani e poi… comincia a raccontare. Suo marito la tradisce con la vicina di casa. Da anni. Ha in comune con questa vicina, diviso da uno steccato, un  cortiletto a piano terra. Il marito ha una storia con questa e  lei li ha scoperti. Da allora la sua vita è diventata un inferno. Il marito urla, la minaccia come anche la sua vicina. Più giovane e provocante. Un giorno due anni prima lei non ce l’ha fatta più ed ha menato alla vicina. Stava male. Non dormiva più. Non mangiava. I suoi bambini erano molto piccoli bisognosi di cure e attenzioni ma lei era distrutta. E’ crollata. Ricoverata dietro chiamata del marito. Un TSO (trattamento sanitario obbligatorio)  in una clinica  e lì rimasta per mesi. Dei figli se ne era occupata la sorella. Dimessa da alcuni mesi ed ecco che stasera, in piena estate, il marito richiama per nuovo ricovero. Lei è rassegnata. Sa che ormai la sua vita è segnata. E’ “pazza” e nessuno le darà più credito e perderà i suoi figli. Io mi trovo davanti ad una situazione estrema. Se non la faccio ricoverare la lascio in balia di un uomo che potrebbe essere molto pericoloso. Lei ha bisogno di riposo e accudimento. Di cure comunque. Ma ha bisogno essenzialmente di qualcuno che le creda. Che la ami e la ascolti. Decido di farla ricoverare in ospedale, lei è d’accordo con me perché gliene parlo,  sperando che dall’ospedale non la trasferiscano altrove… Le suggerisco di chiamare sua sorella e il suo medico di base. Altro non posso fare. Usciamo da lì con trent’anni di più addosso! “

E adesso, dopo i miei ricordi che hanno a che fare con quanto vi andrò scrivendo, vengo al dunque.
Ieri mattina, 23 Luglio 2012, si è tenuto a Roma un convegno organizzato dall’ Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare presso la Sala Rosi del Palazzo Comunale di Via Manzoni. Oggetto di discussione l’approvazione da parte della XII Commissione Affari Generali della Camera dei Deputati del testo unificato di riforma degli artt. 33, 34 e 35 della legge 833, anche noto come disegno di legge on. Cicciòli.

Il convegno è stato presieduto dalla Professoressa Vincenza Palmieri Presidente dell’Associazione INPEF – Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare. Hanno relazionato sulla gravità della situazione anche due valenti e appassionati avvocati: Giovannino Di Palma ed Eleonora Grimaldi.  

Presenza importante al convegno quella dell'Onorevole Antonio Guidi, giantonio guidi onorevoleà Ministro della famiglia e Presidente dell’Osservatorio Nazionale di Salute Mentale,  che ha trascorso la Sua vita a combattere per la tutela dei diritti civili. Anche questa volta  ha dato la sua disponibilità ed esperienza per portare avanti questa battaglia per la Civiltà. Impedire che un crimine venga compiuto con l’approvazione alla Camera  della modifica degli articoli della Legge 833. Una Legge non perfetta, molto discutibile in tante sue parti ma sicuramente meno delittuosa di quella che potrebbe scaturire con un voto positivo parlamentare sulla riforma prospettata.                                                                    

Presenti inoltre numerose associazioni che si occupano della difesa della Salute e dei Diritti Civili tra cui “ “L’Associazione Nonne Nonni Penalizzati dalle Separazioni - Onlus”.
Gli argomenti esposti dai relatori in riferimento alla proposta di modifica della Legge 833 richiesti dalla COMMISSIONE AFFARI SOCIALI CAMERA - Giovedì 17.5.2012  Commissione XII  hanno raggelato l’assemblea per lo scenario che si aprirebbe improvvisamente se le modifiche fossero approvate.


Ecco un’anticipazione: Basta un solo certificato medico di uno psichiatra, senza altre verifiche, senza contraddittorio, senza la possibilità di avvalersi di un difensore, per rinchiudere per mesi e anni, bollandolo come pazzo, chiunque possa manifestare una qualunque “agitazione psicomotoria”. Basta la telefonata al 118 di un vicino di casa paranoico, o di un amante tradito o un traditore scoperto, o di un dirigente “padrone” con manie di onnipotenza o di un oppositore politico, o di un violentatore  e quant’altro e il segnalato viene portato al pronto soccorso, poi trattenuto per 15 giorni poi per sei mesi e poi altri sei in strutture residenziali private con funzioni di contenimento. Alias manicomio nell’immaginario collettivo. Si può poi buttare la chiave della cella. Perché di cella si tratta. Senza nemmeno la certezza di un tempo “da scontare”. Praticamente finché morte non sopraggiunga. Un omicida in galera sa che prima o poi la pena finirà e uscirà. Un “inconsapevole di essere malato” non uscirà mai. E non ci sarà nemmeno un avvocato che potrà andare a tutelare i suoi diritti. Perché la figura dell’avvocato non è contemplata. Nessuna difesa, nessun difensore gli è concesso.  Una volta bollato come pazzo chi mai potrà togliergli da sopra questa pietra tombale?

La cosa paradossale e insieme inverosimile è che si cerca il consenso (alle cure?) del malcapitato chiedendogli di firmare per il consenso alle cure nello stesso momento in cui non gli  si riconosce  la consapevolezza del suo stato! Della sua “malattia”. 

In poche e semplici parole, tanto per arrivare al nocciolo del problema, è che chi non ha consapevolezza della propria malattia può essere sottoposto a trattamento sanitario non più obbligatorio, ma “Necessario”. Che sia necessario  ( A chi e per chi?) basta che chiunque faccia da delatore, spia, che uno psichiatra compiacente stili un certificato medico e senza nessun ostacolo il Cittadino viene ricoverato. E non in struttura pubblica ma in cliniche private ( da costruire) con un costo di retta giornaliera che va dai duecento ai trecento mediamente euro al giorno. Con una pensione di invalidità intorno a duecentocinquanta euro al mese. Più i costi di gestione e personale medico, paramedico, amministrativo, scopino eccetera.Un businnes da fare impallidire perfino i banchieri Goldman e Sacks.
Gli psichiatri assurti a serial killer di stato.

Chi sono i proponenti la modifica della Legge 833 del 28 Dicembre 1978 detta Legge Basaglia? Ecco i riferimenti:

La “ COMMISSIONE AFFARI SOCIALI CAMERA  " - Giovedi 17.5.2012  Commissione XII

“ Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica”  C 919 MARINELLO, C 1423 GUZZANTI, C 1984 BARBIERI, C 2065 CICCIOLI, C 2831 JANNONE, C 2927 PICCHI, C 3038 GARAGNANI, e C 342 POLLEDRI.

Riforma che se passerà il vaglio della Camera porterà ad un genocidio. I componenti la Commissione proponente dovrebbero essere a ragione sottoposti a TSO ( Trattamento Sanitario Obbligatorio ).

La situazione è dannatamente tragica. Non c’è tempo da perdere. I grandi mezzi di informazione tacciono. Troppi interessi, troppe complicità. Si tratta di centinaia di migliaia di euro da spartire. Dei malati a nessuno è quasi mai importato nulla. E’ solo merce di scambio. Dobbiamo vigilare.

Diffondere la notizia, FIRMARE LE PETIZIONI PER BLOCCARE QUESTA DEMENZIALE PROPOSTA.

Roma 24 Luglio 2012 Ernesta Adele Marando

Note di redazione
 
Si riporta la dichiarazione congiunta dell’Onorevole Guidi e della professoressa Palmieri Palmieri a margine della conferenza Inpef:

“Il testo unificato della proposta di legge “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica”,che verrà probabilmente licenziato domani ( ndr il 24 luglio 2012 ) dalla XII Commissione della Camera dei Deputati, pur animato da buone intenzioni, risulta all’atto pratico inapplicabile, regressivo di oltre quarant’anni nel campo della psichiatria e soprattutto ingiusto nei confronti di chi ha sofferenze psichiatriche e delle relative famiglie”. Lo ha dichiarato l’onorevole Antonio Guidi a margine della conferenza stampa indetta stamani presso il Palazzo Comunale di viale Manzoni dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare (INPEF), presieduto dalla prof.ssa Vincenza Palmieri. Durante l’incontro si è discusso dei possibili scenari che potrebbero aprirsi se dovesse passare il Disegno di Legge proposto dall’on. Ciccioli, con particolare attenzione al prolungamento del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) dagli attuali 14 giorni a sei mesi, anche in maniera preventiva e con richiesta di un solo medico psichiatra.

“Di fatto – ha proseguito Guidi - pur dicendo il contrario, questo provvedimento, se venisse licenziato dalla Camera, produrrebbe un regime di controllo medico-psichiatrico delle persone che non ha eguali nel passato, andando a colpire non solo le persone con disagio mentale ma addirittura quelle con disagio sociale. Come in un passato che pensavo superato, vengono inoltre riproposti infiniti “manicomietti” privati. Dobbiamo dire no, da adesso, a questo provvedimento”.

Indignata anche la prof.ssa Palmieri. “Qualcuno ci vuole tenere silenziosi - ha sottolineato Vincenza Palmieri -. Noi abbiamo deciso di  parlare, di andare oltre. Quindi da questo momento possiamo essere la grande forza, costituire un gruppo, gli Stati Maggiori per la Difesa dei diritti umani negati, delle famiglie, dei nonni, dei bambini, dei ragazzi, dei minori psichiatrizzati, degli anziani. Abbiamo battaglie civili da fare e riforme sociali che devono essere la nostra forza. Dobbiamo trasformare i bisogni in sogni realizzati e scopi raggiunti”. 

Roma 23 Luglio 2012 "

Si riporta la comunicazione agli organi di stampa diramato dall’INPF qualche giorno prima dell’ l’evento

“Alla cortese attenzione degli organi di stampa”

L'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare ha indetto per il giorno 23 Luglio alle ore 11:30, presso la Sala Rosi del Palazzo Comunale di Via Manzoni (angolo via Merulana), una Conferenza Stampa per discutere dell’approvazione, da parte della XII commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, del testo unificato di riforma degli artt. 33, 34 e 35 della legge 833, anche noto come disegno di legge on. Cicciòli.

Particolare preoccupazione destano le nuove misure disposte dagli artt. 4 e 5 del suddetto testo in materia di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), la cui applicazione verrà prolungata fino a 6 mesi anche in maniera preventiva e con richiesta di un solo medico psichiatra. Il TSO attuale è già altamente discutibile: le nuove disposizioni rischiano di trasformarlo in un trattamento disumano, azzerando in un colpo solo più di cinquant’anni di progressi in campo medico, umanitario, scientifico.

 Oggetto della conferenza saranno inoltre le nuove misure farmacologiche previste come forma di controllo sociale nei confronti dei minori, misure che non hanno alcun fondamento né di tipo educativo, né terapeutico né tantomeno umano.

Alla Conferenza sarà presente l'On. Antonio Guidi,  già Presidente dell'Osservatorio Nazionale di Salute Mentale, oltre ad autorevoli professionisti e Rappresentanti di Associazioni ed Enti.

Considerate le informazioni contenute, si invita cortesemente a divulgare.

 Il Presidente

Prof.ssa Vincenza Palmieri  “

Giornale online iscritto il 2/05/2008 al n. 184/2008 del Registro di Stampa del Tribunale Civile di Roma.
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