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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Bruno Contrada finalmente libero. Dopo anni di ingiustissima detenzione. Ma continua la falsa informazione da parte dei giornali. Perché tanta leggerezza? O stupida cattiveria?

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PER IL DOTTOR BRUNO CONTRADA CONTINUA UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’ E PER LA VERITA’ – MAI DETTO “Qualcuno la pagherà” – Nè’ “Qualcuno si pentirà del male che mi ha fatto”.
bruno contrada liberoPubblichiamo il contenuto di una comunicazione esclusiva ricevuta nel contesto di una telefonata che abbiamo ritenuto doveroso effettuare al Dr. CONTRADA alla fine del suo calvario di dieci anni di condannato innocente per manifestargli, come sempre in passato, la nostra solidarietà e la felicità per la Libertà riconquistata.
Siamo stati onorati di ricevere l’invito a partecipare alla presentazione del “Storia vera di un poliziotto a Palermo” scritto in collaborazione con Letizia Leviti, edito da Marsilio. “«Sono stato incriminato, arrestato, processato, condannato, poi assolto e ancora condannato e incarcerato. Di tutte le accuse che hanno infangato e devastato la mia esistenza, nessuna risponde al vero…”  La presentazione avverrà a Roma il 26 ottobre prossimo. Ci saremo. E contiamo di riferire in dettaglio senza “interpretazioni” quanto dirà l’alto funzionario che ha servito fedelmente lo Stato italiano e s’è ritrovato condannato a dieci anni di carcere per quella che s’è rivelata e rimane un’accusa storpia  gestita da maldestri quanto maligni “ortopedici” per far fuori l’unico investigatore che avrebbe potuto far luce sulle stragi di CAPACI e di VIA d’AMELIO.

Il libro consentirà di seguire la vicenda che la portato il Dr. CONTRADA  a subire dieci anni di carcerazione per quell’accuse. Smentite da tutti i testi che hanno deposto in suo favore nel processo di PALERMO riferendo fatti e circostanze che ieri come adesso documentano l’assurdità della giustizia gestita da oltre trent’anni in “una Repubblica pentitocratica che galleggia su un mare di comunicazioni giudiziarie”. E di processi illegali in cui sono sovvertite le regole della valutazione delle dichiarazioni di pentitisti associati a delinquere per arrivare alla condanna di Cittadini innocenti. Mentre si verifica sempre di più come “ci si trova… dinanzi a “un caso assurdo come tanti che, purtroppo, certa magistratura è incline a creare e a coltivare sino a quando è possibile, nella consapevolezza che funzionale ai propri interessi è la attivazione del procedimento, solitamente accompagnata da grande clamore mediatico e con già la sorte, inevitabilmente segnata, dello stesso…. un ulteriore deterioramento della amministrazione della iustizia… che po(trebbe) almeno stimolare i cittadini ad insorgere contro uno stato di cose che viene accettato con rassegnazione e solo perché si ha paura della magistratura, quando l'assetto voluto dalla costituzione è quello di una magistratura, non a caso definita "ordine" e non potere, al servizio del cittadino… i cittadini  hanno una paura folle della magistratura e il dover portare ossequio alla stessa è concetto così scontato, da far apparire chi osa discostarsi da questo andazzo come un ingenuo, un velleitario, se non proprio un mentecatto. Ciò  è tanto  più vero quando, come in questo caso “…l’assunto accusatorio si fonda su "mere coincidenze che dal punto di vista probatorio rappresentano molto meno di indizi e sono facilmente confutabili alla luce di semplici e banali considerazioni di ordine logico".

E non è credibile che “… un magistrato, per quanto impreparato o distratto, non sia in grado di elaborare "semplici e banali considerazioni di ordine logico" e, quindi,  (si) dev(e) necessariamente ripiegare sull'unica alternativa e cioè quello della volontaria persecuzione.”. E’ quanto avvenuto nel processo al Dr. CONTRADA.


Che oggi scontata la pena da innocente inizia una nuova battaglia per il ripristino della Verità. Non con spirito di vendetta come ci ha più volte precisato.  Smentendo quanto è stato pubblicato ad esempio su Il Giornale di venerdi 12 scorso gli ha attribuito parole MAI dette di propositi di vendetta. Parole mai enunciate,  quali appunto “Qualcuno la pagherà” o “Qualcuno si pentirà del male che mi ha fatto”.

Nelle parole del Dr. CONTRADA traspare una tristezza infinita per chi falsificando la Verità ha creato le condizioni perché fosse condannato da innocente. E il desiderio che sia ripristinata la Verità vera. Consentendo a chi l’ha falsificata facendo scontare a un innocente dieci anni di carcere di poter riflette sul male fatto e pentirsi del suo operato con quella riflessione.  Le parole del Dr. CONTRADA non possono “annunciare una velenosa resa dei conti….” come è stato scritto. Sconoscendo evidentemente come la ricerca della Verità non può mai portare a “una velenosa resa dei conti”. Per definizione. E perché solo verso la ricerca e il ripristino della Verità dei fatti si indirizza l’impegno attuale del Dr. CONTRADA. Ne parleremo ancora. Magari dopo la presentazione e la lettura del suo libro.

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