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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Giustizia impazzita: due casi a confronto.

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  • Catanzaro 6 dicembre 2010: Caso Avvocato Giuseppe Lupis: Chiesti tre anni di reclusione per presunta calunnia a magistrato. Presidente monocratico Antonio Rizzuti. Giudice "calunniato" Francesco Mollace.
  • Roma 16 dicembre 2010: 23 teppisti fermati e liberati dopo avere sfregiato, insieme ad altri, il cuore della città e causato danni per milioni di euro. Con vetrine e negozi distrutti, auto incendiate, sanpietrini divelti.

giusepe-lipis-2-insertMa che giustizia è mai questa? Chiesti tre anni di reclusione all’Avvocato Giuseppe Lupis per presunta calunnia a magistrato. Il pm Francesco Mollace. Soltanto perché ha chiesto che si facesse chiarezza. Ha scritto una lettera al procuratore capo di allora, Catanese, chiedendo la sostituzione del pm, Francesco Mollace per inidoneità a condurre le indagini. Per il suo arresto per detenzione illegale di pistola all’aeroporto di Reggio Calabria. Arma non sua. Per conoscere i particolari dell’intricata vicenda giudiziaria dell’avvocato Lupis potete consultare il Dossier sul suo caso che troverete su questo giornale online.

roma-brucia-14-12-2010Dai magistrati di Roma viene concessa la libertà, dopo soli tre giorni di fermo, ai 23 teppisti black-bloc. Violenti agitatori che hanno attaccato le forze dell’ordine causando il ferimento di una quarantina  di agenti di polizia. Brutali  sovversivi che hanno messo a ferro e fuoco il centro  della Capitale il 14 dicembre 2010. Una guerriglia come non si vedeva dai tempi delle brigate rosse negli anni ’70.

In Italia si fanno fare due mesi di carcere, più successivi mesi di arresti domiciliari, più successivo obbligo di firma all’avvocato Giuseppe Lupis originario di Siderno, affermato professionista sessantenne, per calunnia, presunta, a magistrato.  Nell’anno 2004. E alla sentenza di primo grado emessa  dal presidente monocratico Antonio Rizzuti dal tribunale di Catanzaro il 6 dicembre 2010,  dopo oltre sei anni dal presunto reato, gli viene inflitta una pena a tre anni di reclusione.  Ovviamente sentenza appellata. Ma…

roma-p-popolo-px-400A Roma, dopo che il suo centro è stato messo a ferro e fuoco da devastatori incendiari,  martedi scorso 14 dicembre, i 23 fermati, tutti giovani, sono stati rimessi in libertà. Tranne uno.
Ma è mai possibile che dobbiamo accettare inermi queste iniquità? Ma è mai possibile che non ci sia una legge che tuteli i Cittadini da cotanta licenza?  E’ mai possibile che non ci sia una linea guida e tutto sia lasciato al libero arbitrio di esseri che sembrano avere perso il senso della giustizia, dell’etica, della morale?
E’ assolutamente necessario e urgente che si faccia la riforma della giustizia. E’ assolutamente necessario che  ci sia la democrazia. Viviamo in una società assoggettata alla dittatura delle toghe.
Ma l’Italia è abitata da gente senza occhi, senza orecchie, senza parola?

Roma - Venerdi 17 dicembre 2010

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