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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

CASO CARLO PARLANTI - un innocente fino a prova contraria sequestrato in un carcere degli Stati Uniti d'America

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manifestazionecarloparlantipx300Carlo Parlanti (nato a Montecatini Terme (PT) l’1/11/1964) viene fermato e arrestato all’aeroporto di Duesseldorf (da dove si trovava a passare provenendo dall’Irlanda) il 5 luglio 2004.

Con provvedimento del 23 luglio 2004, la Sezione Penale del Tribunale di Duesseldorf ha disposto la provvisoria detenzione del Parlanti e, a seguito della ricezione dei documenti relativi all’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, ha disposto la continuazione della detenzione con ulteriore provvedimento del 2 settembre 2004.

Il Parlanti rimane in carcere in Germania per quasi un anno, fino alla primavera del 2005.

L’arresto avviene a seguito della denuncia sporta nei suoi confronti dalla Sig.ra Rebecca McKay White il 18 luglio 2002: la donna accusa il Parlanti di averla sequestrata, picchiata e in seguito violentata ripetutamente nella notte del 6 luglio 2002 (salvo poi modificare la versione dei fatti, anticipando l’avvenuto atto di violenza al 29 giugno 2002).

avvliperasignoreparlantiL’arresto, peraltro, sarebbe avvenuto sulla base di un mandato di cattura internazionale mai notificato né al Parlanti, né allo Stato Italiano (nei due anni trascorsi dal presunto reato, il Parlanti è stato libero di muoversi tra l’Europa e l’America in quanto non sapeva assolutamente né della denuncia sporta dalla White nei suoi confronti né del mandato d’arresto).

I legali tedeschi chiesero all'epoca alla corte di Duesseldorf di tenere in considerazione la completa mancanza di prove evidenti a carico del Parlanti, ma la corte di Duesseldorf prima, e la Corte Superiore Tedesca poi, si appellarono al loro diritto di estradare il Parlanti amministrativamente senza neppure entrare nel merito delle accuse fatte dagli Stati Uniti, violando il precetto di pari trattamento tra i cittadini europei negli stati membri (i giudici tedeschi hanno sempre affermato che nonostante gli Stati Uniti non abbiano fornito delle prove evidenti a carico del Parlanti, tutta la procedura si è comunque svolta nell’arco dei 60 giorni previsti per l’estradizione).

A parere della Germania sussistevano i presupposti formali per estradare il Parlanti, in quanto “i fatti contestati si basano su dichiarazioni della vittima, dichiarazioni la cui fondatezza può essere parzialmente dimostrata con reperti oggettivi quali il ritrovamento delle stringhe di plastica nell’appartamento e la diagnosi di frattura delle costole della vittima”.

Queste sono le uniche prove date dagli Stati Uniti alla Germania!

Nonostante le controversie in seno al procedimento di estradizione, il Parlanti venne estradato negli U.S.A. il 3 giugno 2005.

FATTI SULLA BASE DEI QUALI CARLO PARLANTI È STATO CONDANNATO

La scena è stata ricostruita solo in base alle dichiarazioni fatte alla Sig. ra White.

Il 6 luglio 2002 il Parlanti, dopo aver bevuto 4 litri di vino, intima alla White (sua convivente) di lasciare l’appartamento.

Mentre la White tentava di andarsene fu afferrata dal Parlanti, il quale cominciò a sbatterle la testa contro il muro (la White dice che sul muro era appesa una bacheca di sughero; il capo della donna sarebbe stato sbattuto contro questo oggetto per circa 30 volte, tra l’altro questa quantificazione è stata fatta solo in udienza preliminare e non all’atto della denuncia), a lanciarla contro un altro muro (per altre 30 volte) e a schiaffeggiarla parecchie volte (circa 10).

Poi avrebbe provato a soffocarla facendole perdere coscienza; la White è rinvenuta mentre il Parlanti la trascinava verso il soggiorno afferrandola per i capelli (la donna dirà che nei giorni successivi i capelli le si staccavano dalla cute, tanto da otturare lo scarico della doccia).

Poco dopo il Parlanti avrebbe aperto il suo pc e si sarebbe collegato ad un sito in cui venivano mostrate foto di donne legate (il computer non è stato sequestrato dalla polizia); in seguito avrebbe trascinato la White in camera da letto, legata con delle stringhe di plastica (tipo quelle che usano gli elettricisti) ai polsi e alle caviglie e stuprata per due volte.

Dopo averla sciolta l’avrebbe legata a sé per impedirle di fuggire; ciò si sarebbe verificato anche nei 5 giorni successivi allo stupro. Inizialmente la White ha affermato che il Parlanti l’aveva legata a sé durante tutto il giorno, mentre in seguito la stessa donna ha cambiato versione e ha dichiarato che Carlo la legava a lui solo la notte (in tutta la settimana successiva allo stupro).

Nei giorni successivi il Parlanti si sarebbe recato normalmente a lavoro, ma la White non tentò mai la fuga “perché – a suo dire – si sarebbe trovata in maggior pericolo” in quanto, in una occasione precedente il Parlanti avrebbe minacciato la donna che avrebbe fatto uccidere lei e sua figlia da un sicario.

Nei giorni successivi allo stupro la White racconta che il Parlanti si sarebbe comportato “come un angelo”, in quanto si è preso cura di lei lavandola e dandole degli antidolorifici (per lenire il dolore causato dalle percosse).

La donna, addirittura, nei giorni del 2, 3 e 6 luglio (quindi dopo lo stupro) ha dichiarato di aver avuto dei rapporti consensuali con il Parlanti.

La White il giorno della denuncia (18/7/2002) affermò che i fatti erano avvenuti il 6 luglio 2002, ma in seguito modificò la data anticipandola di una settimana al 29 giugno 2002.

Durante la prima udienza del procedimento penale svoltosi in America, l’accusa (nella persona di Gilberto ROMERO, come sostituto del district attorney) introdusse il caso dichiarando che il Parlanti ha precedenti penali in Italia per stupro e rapina a mano armata. In realta’ non vi e’ alcun precedente penale a carico del Parlanti (v. certificato penale).

Le versioni dei fatti date dalla White sono sempre diverse ed oggetto di continue ritrattazioni e revisioni, molte delle quali si sono rese necessarie a seguito delle controdeduzioni dell'avvocato della difesa e delle richieste di chiarimenti da parte dell’accusa (la White a distanza di ben tre anni, riporta particolari molto crudeli relativi alla modalità di commissione della violenza nei suoi confronti e porta con se una serie di prove chiaramente inattendibili).

Anche durante il processo, così come nel carcere tedesco, il Parlanti non ha l’ausilio di alcun interprete e non gli viene data alcuna comunicazione in italiano.

Particolare attenzione deve essere data alle fotografie presentate dalla White a supporto della sua accusa solo nel 2005 e a processo iniziato. Si tratta di sei fotografie: quattro scattate dalla polizia il giorno della denuncia (18 luglio 2002) e altre due che la White sostiene di aver scattato il 3 di luglio (15 giorni prima della denuncia) con una macchina fotografica usa e getta .

Nelle prime quattro foto sembra che si noti uno sbiadito ematoma sull’avambraccio sinistro e nessuna percossa sul viso o in altre parti del corpo (così come testimoniato anche dalla polizia). In queste foto la White ha i capelli biondi con un taglio a caschetto.

Nelle foto (n. 2) che la White sostiene di aver scattato da sola nel bagno dell’abitazione che condivideva con il Parlanti, invece la donna ha un livido sull’occhio sinistro, ma appare diversa e più giovane rispetto a quelle scattate dalla polizia solo qualche settimana dopo: i capelli sono molto più corti e di colore rosso, la pelle è più liscia ed abbronzata.

Queste foto sono state consegnate dalla White alla procura solo nell’agosto del 2005, ovvero tre anni dopo la denuncia, senza che nessuna menzione delle stesse fosse stata mai fatta prima.

Questa circostanza è evidentemente molto strana, in quanto se fosse vero che la White ha subito quel genere di violenza, sicuramente non avrebbe mai omesso di presentarle al momento della denuncia.

In particolare, le foto che la White avrebbe scattato nel bagno dell’abitazione ritraggono la donna e sullo sfondo si noterebbe un rivestimento bianco e azzurro; in realtà il rivestimento del bagno dell’abitazione era di colore giallo (questo confermerebbe ancora di più la falsità delle foto).

Sembra che in udienza alla giuria non sono state fatte vedere le foto originali ma solo degli ingrandimenti stampati su file. Le foto originali furono presentate in udienza preliminare, ma non presentano alcuna data; la White non ha mai presentato  i negativi a seguito della richiesta della difesa in quanto ha dichiarato di averli persi (per questo motivo, anche nell’ordinamento americano, queste prove dovrebbero essere inutilizzabili).

Oltre a queste circostanze, si rilevano altre illogicità e incongruenze in quanto dichiarato dalla White in diverse occasioni:

1. La White ha fornito diverse versioni su come la violenza e’ avvenuta e su quante volte si e’ verificata (3, 4, 5 volte) sia in fase di denuncia (luglio 2002) che in fase di processo, tra udienza preliminare e dibattimento.

2. La White all’inizio ha sostenuto di essere stata sequestrata dal Parlanti per numerosi giorni e che lo stesso la teneva legata durante il giorno quando si recava al lavoro. A seguito dell’incredulità dei poliziotti ha cambiato versione affermando che veniva legata solo durante la notte. Le strisce di plastica con cui sarebbe stata legata avrebbero sicuramente lasciato gravi lesioni sul polso, in quanto la White in fase di dibattimento ha descritto di essere stata legata per tutta la notte polso a polso col Parlanti. Non sono mai state rilevate abrasioni, lesioni o cicatrici di nessun genere né sui polsi né sulle caviglie.

3. La White ha testimoniato di avere tenuto due diari prima di subire le violenze del Parlanti e che utilizzava la stessa penna per scrivere su entrambi. Nel diario al giorno 29 giugno la White scrive, ma non fa nessun riferimento alla violenza fisica. Lei sostiene di aver scritto la pagina prima di subire la violenza; anche l’altro diario era stato compilato giorno 29/6/2002. In udienza le fu mostrato che i diari erano scritti con inchiostri differenti (circostanza strana, in quanto lei ha affermato che la sera del 29 i diari si trovavano entrambi sul comodino e avrebbe utilizzato la stessa penna). Bisogna inoltre sottolineare che i diari sono apparsi solo nell’agosto del 2005 insieme con le foto che la presunta vittima sostiene di essersi fatta da sola; sembra, inoltre, che i diari utilizzati fossero stati fabbricati successivamente al 2002. Ciò renderebbe il contenuto degli stessi palesemente falso.

4. Durante l’interrogatorio la White ha negato di aver scritto alcune e-mails presentate dalla difesa (la donna dopo la denuncia ha cominciato a mandare e mail a chiunque: alle sue amiche, agli amici del Parlanti, al vicesceriffo fino ad arrivare alla Sig.ra Anedda) ed ha affermato che le stesse erano state create completamente, o per lo meno alterate, dai destinatari delle stesse. In alcune di queste la White consigliava al Parlanti di scappare dalla polizia, dichiarava che la stessa era in possesso di una pistola e che la avrebbe usata se il Parlanti avesse cercato di contattarla. Dopo essere stata confrontata con un'altra copia delle stesse emails in possesso della procura e quindi fornite da lei stessa al procuratore distrettuale, la White fu costretta ad ammettere di aver dichiarato il falso ( in quanto aveva sempre negato di aver mandato delle email con quel contenuto); ma stranamente non è mai stata perseguita per perjury!

5. La White ha raccontato che a seguito della forte emorragia causata dalle ripetute violenze (cd fist fucking) il suo letto era macchiato di sangue (le macchie riguardano le lenzuola e anche il materasso). La polizia che ha investigato sul caso e che ha fatto dei rilievi all’interno dell’abitazione in cui si sarebbe consumato lo stupro, non ha trovato tracce di sangue (nonostante l’investigatore abbia dichiarato di ricordarsi il letto e lo abbia riconosciuto in una delle foto dell’appartamento). Nonostante queste dichiarazioni non sono mai state fatte analisi del DNA; non sono mai state trovate tracce di violenza o altro tipo di tracce (sangue, capelli etc.). La White il 22 luglio 2002 si è fatta visitare da un “doctors on duty” a Monterey, ma la donna non ha dichiarato alcun disturbo nella zona vaginale o anale. Il medico in questa occasione non ha svolto sulla cliente la c.d. MED-LEGAL (visita ginecologica che è prevista per le vittime di uno stupro); lo stesso medico ha affermato che nonostante fossero trascorse più di tre settimane dallo stupro, se la White avesse chiarito le modalità attraverso cui era stato perpetrata la violenza, egli avrebbe potuto identificare le lacerazioni (che in questo caso ci sarebbero state sicuramente) provocate da un tale genere di rapporto.

6. La White ha affermato che il Parlanti le ha sbattuto ripetutamente la testa contro le pareti dell’appartamento. Su un muro era appesa una bacheca di sughero contro cui il suo capo sarebbe stato sbattuto varie volte. Bene, a seguito dei rilievi svolti dalla polizia, le pareti risultano perfettamente integre (ciò risulta alquanto strano, considerato che le stesse sono costruite con cartone pressato), ed è in perfetto stato anche la bacheca. Bisogna aggiungere che la bacheca non è stata sottoposta a sequestro al fine di rilevare le eventuali tracce biologiche (sangue, capelli, pelle, etc.).

7. La White ha dichiarato che il Parlanti prima di compiere la violenza aveva bevuto 4 litri di vino Chardonney in un arco di tempo di circa 5/6 ore. Ciò avrebbe procurato nel sangue del Parlanti un valore Bac (valore che indica il tasso alcolico nel sangue) di 0.63; da statistiche è accertato che da 0.3 a 0.45 sopravviene il coma etilico e la morte.  In aggiunta il giorno dopo, e dopo appena 3 ore di sonno,  il Parlanti si sarebbe alzato la mattina presto per andare al lavoro e avrebbe continuato le sue attività sportive di nuoto, corsa e palestra.

8. La White ha dichiarato che la sua testa fu stata sbattuta contro una parete per più di 60 volte, di aver ricevuto 10 pugni al volto, di essere stata strangolata e di essere stata presa a calci all’altezza del rene piu’ di 10 volte. Ciò nonostante la White non avrebbe cercato né ricevuto alcuna attenzione medica, fino alla visita avvenuta il 22 luglio dal doctor on duty (tre settimane dopo la data del presunto stupro e 5 giorni dopo la denuncia e le foto della polizia). Il doctor on duty non ha rilevato traumi nè lesioni, a parte due costole contuse all’altezza del seno, lesione che secondo la testimonianza del doctor on duty sarebbe potuta risalire tra il 16 giugno e il 16 luglio (solo questa è la circostanza che potrebbe far pensare che il Parlanti l’ha picchiata).

9. La White ha dichiarato che il Parlanti inserì il suo avambraccio dentro la vagina e aprì la mano continuando a penetrarla per due minuti; dopodiché ha ripetuto la penetrazione con la stessa mano, ma questa volta nel suo ano, tanto da provocare preoccupanti perdite di sangue. Nonostante queste atroci violenze, la White non ha mai richiesto una visita medica nè ha evidenziato problematiche ginecologiche; stranamente i detectives che hanno raccolto la sua deposizione non hanno neppure predisposto l’analisi medico-legale standard negli Stati Uniti in casi di stupro (la MED-LEGAL).

10. La White ha dichiarato che dopo la violenza non fu in grado di alzarsi dal letto per più di due giorni: nessuno ha potuto accertare che questo fosse vero.

11. La White ha dichiarato che era stata convinta da suo padre a denunciare il Parlanti pur di ricevere un sostegno finanziario pubblico (ammontante a circa 300 dollari), successivamente la White cambiò la versione ma solo dopo aver appreso che il procuratore aveva sentito i suoi genitori.

12. Otto testimoni, tra cui la figlia della White e tre ufficiali di polizia dichiararono di avere avuto contatti con la White nel luglio 2002. Alcuni di loro non hanno potuto stabilirne la data esatta, mentre si è potuto stabilire che la manager di un ristorante, dove la figlia aveva dimenticato la borsetta, ha incontrato la White il 2 luglio 2002 sull’ingresso di casa ad una distanza di mezzo metro. Nessuno noto’ segni di percosse o segni di violenza. Due testimoni, vicini di casa della White e del Parlanti, affermarono solo che la White sembrava camminare con una certa lentezza.

13. La White ha presentato diverse dichiarazioni di come, a suo dire, avvennero i fatti. Due dichiarazioni orali rese a due poliziotti diversi,  una denuncia scritta alla polizia, una dichiarazione scritta ad un terapista del Parlanti, una dichiarazione all’avvocato del Parlanti, un’altra dichiarazione scritta al suo dottore e le sue testimonianze all’udienza preliminare e durante il processo: sono tutte differenti.

Il Parlanti è stato condannato a 9 anni di reclusione da scontare nel penitenziario Californiano di Arvenal; ad oggi ha scontato circa 4 anni e mezzo di pena.

Dalla ricostruzione delle circostanze che hanno portato alla condanna del Parlanti si presume che il giudice si sia convinto della sua colpevolezza sulla base di questo semplice ragionamento: anche se non ci sono referti medici, sebbene la sig.ra White è stata contraddittoria e quanto raccontato va oltre la realtà, il Sig. Parlanti l'ha danneggiata psicologicamente tanto da renderla inconsistente; il Parlanti, dunque, è una persona pericolosa.

Il giudice ha considerato rilevanti le dichiarazioni fatte da un ex del Parlanti, la Sig. ra Lavagnino, la quale ha dichiarato che il Parlanti diventava pericoloso nel momento in cui beveva; non sono, invece, stati presi in considerazione i fatti e le dichiarazioni della Polizia, quelle dei testimoni, la testimonianza di Mai De Barra e Katia Anedda (la ex e l’attuale convivente del Parlanti le quali hanno affermato che il Parlanti è una persona buona e gentile).

Carlo Parlanti è ormai detenuto da circa quattro anni e mezzo. Di questa circostanza ne ha risentito fisicamente, in quanto ha avuto e continua ad avere molteplici problemi di salute.

Soffre di epatite C (l’ha contratta in carcere), di asma, di piorrea e di altre malattie che gli rendono difficoltosa la vita carceraria.

POSSIBILI SOLUZIONI

1) Nell’ordinamento giuridico statunitense è previsto l’atto di cd HABEAS CORPUS. Questo atto consiste in una istanza che dovrebbe essere inoltrata al giudice, nella quale si devono elencare i motivi per cui si ritiene che il soggetto sia stato arrestato e condannato sulla base di elementi falsi o comunque non sussistenti.

In questo caso l’atto dovrebbe essere redatto insieme a un avvocato americano il quale dovrebbe inoltrarlo all’autorità competente e dovrebbe discuterne il merito.

In seno a questa istanza dovremmo specificare che tutti gli elementi sulla base dei quali Parlanti è stato condannato sono falsi.

Dovremmo, dunque, dimostrare che i diari portati dalla White sono falsi; che le foto prodotte dalla stessa non si riferiscono assolutamente ai momenti subito successivi allo stupro; che la stessa non si è mai fatta sottoporre ad una visita ginecologica che attestasse la violenza subita.

Bisogna dare risalto alla circostanza che se fosse vero che il Parlanti la sera dello stupro ha bevuto 4 litri di vino, egli sarebbe sicuramente entrato in coma e, in ogni caso, non sarebbe mai riuscito a violentare ripetutamente una donna.

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