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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Italiani nel mondo CASO PARLANTI: La germania avrebbe violato la legge europea

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CASO PARLANTI: DA COLONIA ROSARIO CAMBIANO SCRIVE AL MINISTRO FRATTINI: ESTRADANDOLO NEGLI USA LA GERMANIA HA VIOLATO LA LEGGE EUROPEA

COLONIA \ aise\ - Da tempo residente a Colonia, Rosario Cambiano, dopo aver visionato e tradotto i documenti giuridici prodotti nel processo tedesco a Carlo Parlanti – italiano ad oggi detenuto nel carcere californiano di Avenal – ha deciso di scrivere al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, sostenendo che la Germania – Paese in cui Parlanti fu denunciato e incarcerato la prima volta – estradando l’italiano negli Usa avrebbe violato la legge europea.
Nella lettera, inoltrata per conoscenza anche ai Ministri della Giustizia Alfano e del Lavoro Sacconi, oltre che a varie associazioni, Cambiano scrive che "da una recente lettura - e traduzione da me fatta - su vari documenti giuridici presentati ai vari Tribunali tedeschi dall’avvocato del signor Parlanti, ho riscontrato che i diritti concessi al Parlanti nella sua qualità di cittadino dell’EU (art. 12-1 Trattato EU) sono stati appositamente ignorati dal Governo tedesco con il sostegno della locale Magistratura".

"Il signor Parlanti – ricorda Cambiano – è stato estradato dalla Germania e consegnato alle Autorità americane in virtù di un trattato stipulato dai tedeschi con gli americani (Art. 16 paragrafo 1, riga 2 del patto Tedesco -Americano del 20 giugno 1978 e del 21 Ottobre 1986). Nell’indicato trattato il Governo tedesco ha posto il veto qualora si trattasse di estradizione di un cittadino tedesco. Lo stesso trattato non é in contrapposizione con le norme stabilite tra gli Stati membri dell’EU, per cui va interpretato alla luce delle stesse. Non intendo ricordarle quello che lei già conosce, essendo stato autorevole esponente della Commissione UE con competenze in materia di giustizia: "lo Stato europeo ospitante deve garantire anche a tutti i cittadini europei gli stessi diritti". Nel caso Parlanti – rileva il nostro connazionale – la Germania ha completamente ignorato questo diritto e trattato come un sacco di patate un cittadino europeo che, dopo 11 mesi di arresto nelle carceri di Düsseldorf, é stato spedito in America. Il mandato di cattura internazionale – per Cambiano – non poteva essere convalidato dalla Magistratura italiana, in quanto privo di prove; invece, i tedeschi, avvalendosi solo di una dichiarazione dello Sceriffo del posto, hanno estradato il Parlanti e poi la Magistratura americana lo ha condannato senza prove concrete".

"Anche in questo caso – si legge ancora nella lettera – gli sono stati ignorati i diritti regolati e rispettati da tutti i Governi democratici. Le stesse dichiarazioni della denunziante (es.: "per circa 30 volte mi ha sbattuto la testa nella parete ...") configgono con la logica ed il buon senso, eppure il giudizio negli Stati Uniti se ne è riccamente avvalso".
"Lei signor Ministro Frattini, so che si é interessato e si interessa ancora dei figli di italiani che sono portati via all´altro genitore non italiano. Carlo Parlanti – ricorda Cambiano – è anche lui un figlio italiano. Noi abbiamo un Governo sovrano; quando – nel caso LaGrand – la sovranità tedesca fu sfidata dalla giustizia americana, Berlino arrivò fino alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja per ottenere una pronuncia che riconoscesse il suo buon diritto nel tutelare un suo concittadino (sentenza ICJ 27 giugno 2001)".

"Credo che vi siano gli estremi per evitare procedure contenziose convocando i due Ambasciatori: le prove in originale dei documenti Giudiziari e le varie istanze presentate dall’avvocatessa tedesca presso i vari Tribunali sono a sua disposizione e devono produrre una ferma contestazione delle inadempienze degli altri due Stati verso l’Italia e verso l’Unione europea. A questo scandalo, che dura da 5 anni, - conclude Cambiano – si deve dare una fine. Non si può e non si deve lasciare un nostro connazionale in mano a dei carnefici". (aise)



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